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Waze: su Android arrivano le mappe generate dagli utenti

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Scritto da Roberto Catania

Waze

Permette agli automobilisti di fornire aggiornamenti sulle condizioni del traffico o addirittura di segnalare nuove strade. Ecco come funziona Waze, il primo servizio di mapping 2.0 per telefoni cellulari basati su Android

Le mappe satellitari vi sembrano piuttosto ingessate? Sono mesi che il vostro navigatore non rileva la rotonda che il Comune ha costruito sotto casa vostra? O più semplicemente vi piacerebbe partecipare attivamente alla costruzione del vostro stradario cittadino proprio come fanno gli utenti di Wikipedia con i contenuti enciclopedici? Bene, allora Waze potrebbe essere il servizio che fa per voi.

Lanciato in versione alpha per gli utenti di San Francisco, Chicago e Boston, Waze si propone infatti di dare carta bianca a tutti quegli automobilisti che vorrebbero avere sul proprio telefonino un servizio di mappe dinamiche. Tutto ciò che serve è un cellulare basato su Android e un po’ di quello spirito di partecipazione che ha fatto la fortuna del Web 2.0.

Il servizio, infatti, oltre alla classica integrazione con le mappe presenti di default (provenienti nella fattispecie dal censimento americano Tiger Map), permette di aggiornare le condizioni del traffico in tempo reale, di segnalare incidenti, scorciatoie, parcheggi, o addirittura di inserire nuove strade che non sono ancora presenti nella cartografia. Il bello è che buona parte di questi aggiornamenti può essere generato in automatico dagli automobilisti proprio mentre guidano. Waze è infatti in grado di convertire il posizionamento Gps dell’utente in un percorso stradale o in una serie di informazioni associate, come ad esempio le velocità di percorrenza.

Come tutti i servizi che si basano sui contenuti generati dagli utenti, Waze ha bisogno di una solida base di utenti che credano nel progetto, ma i creatori del servizio si dicono convinti di avere buone chance di successo avendo già testato l’applicazione in Israele. Certo se diventasse un plug-in di Google Maps il discorso potrebbe farsi decisamente più interessante…

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