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I netbook del futuro secondo Freescale: design, ergonomia, interfacce…

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Scritto da Gianni Rusconi

Freescale prototipe 04

Al Computex di Taipei sono stati la grande attrattiva: nuovi formati di forma, tecnologia di processore Arm, connettività “always on”. Sono gli smartbook, i mini pc del futuro che sfideranno i netbook basati su Intel Atom

Form factor”, fattori di forma, di nuova generazione: sembra essere questa una delle strade maestre che si appresta a imboccare l’industria del mobile computing. Al Computex 2009 se n’è avuta conferma grazie soprattutto a Qualcomm e Freescale Semiconductor, e cioè due grandi nomi dei chip. La prima ha battezzato la nuova categoria degli “smartbook” lanciando la nuova versione della piattaforma Snapdragon, la seconda non è stata da meno mettendo in vetrina al salone hi-tech di Taipei una serie di prototipi di pc ultra portatili basati (come quelli di Qualcomm) sui nuovi processori i.MX51 a tecnologia Arm.

La sfida, se così possiamo chiamarla, è quella di inventarsi prodotti che possano trovare uno spazio vitale di mercato tra gli smartphone e i netbook. Uno spazio che doveva essere occupato dagli Umpc e che vede ancora in corsa i cosiddetti Mid (Mobile Internet Devices). Ma i primi sono frutto di un progetto a quattro mani di Microsoft e Intel, i secondi puntano su Linux ma per quanto riguarda processori e chipset è tutto “made in Santa Clara”. Freescale e Qualcomm vogliono quindi rompere le uova nel paniere di Intel andando a competere con i suoi chip Atom e il guanto di sfida lanciato al Computex (nel caso di Freescale) è una serie di prototipi avveniristici di smartbook frutto della collaborazione con il Savannah College of Art and Design, un’istituzione privata no profit statunitense al top in materia di grafica e design.

Come possiamo definire gli smartbook? Presto fatto: come dispositivi dotati di schermi più grandi rispetto ai tradizionali smartphone e imperniati sul concetto di cloud computing, pensati per offrire connettività permanente e rispondere a requisiti innovativi in fatto di ergonomia, interfacce utente e fattori di forma. L’obiettivo (di Freescale) è quello di dare origine a classi interamente nuove di dispositivi consumer. La solita frase fatta che accompagna una tecnologia che mai troverà credito fra le masse? Forse, ma anche gli Eee Pc di Asus, quando apparvero per la prima volta, erano degli emeriti sconosciuti.

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