Netbook e ultraportatili del futuro: che confusione!
La nuova generazione di mini computer mobili è alle porte, un’altra categoria di device arriverà sugli scaffali di vendita aggiungendosi a quelle già presenti: ma fra netbook, mini notebook, smartbook e via dicendo si rischia di perdersi
L’ultima edizione del Computex ha enfatizzato soprattutto una tendenza: l’universo dei pc portatili è quello probabilmente più dinamico di tutta l’industria hi-tech. Lo dimostra il fatto che molte delle principali curiosità in vetrina all’evento di Taipei riguardavano i netbook del futuro, e quindi la nuova generazione di un prodotto che a tutti gli effetti si può considerare ancora giovane (sebbene già affermato su scala globale).
Fra nuovi processori e innovativi fattori di forma il rischio, agli occhi dell’utente, è però quello di un’eccessiva proliferazione di “device”. Proviamo a metterli idealmente su un tavolo, in ordine di “grandezza”: smartphone (sono o non sono, come dice Nokia, dei mini computer), Mid, Umpc (vicini alla pensione), mini netbook (categoria rappresentata dal Vaio serie P di Sony), smartbook (per ora siamo ai prototipi firmati Qualcomm e Freescale), netbook, notebook ultraportatili “low cost”. Sette diverse categorie di prodotti che si collocano fra quelli che sono i normali cellulari (per telefonare e poco più) e i computer tradizionali (desktop o notebook a partire dai 14 pollici che siano). Che qualcuno possa fare confusione è scontato o quasi.
Gli smartbook sono concepiti intorno a processori a tecnologia Arm (come Snapdragon) e piattaforme operative open source, i netbook hanno (a tutt’oggi) nel motore chip Intel (Atom) e software Microsoft (Windows Xp). Fra qualche mese vedremo però sul mercato Eee Pc che girano su Android e sfruttano le Cpu di Qualcomm: una miscellanea dei due mondi? Forse, o più semplicemente evoluzioni dovute per un prodotto che ha potenzialità di sviluppo (in termini di mercato) enormi. Evoluzioni che toccheranno da vicino la componente Os (con Moblin, Android e Ubuntu a sfidare l’egemonia di Xp), quella grafica (con i nuovi chipset Nvidia), quella delle interfacce e dei touch pad (qualcosa da dire in merito ce l’ha uno specialista come Synaptics) e pure quella multimediale (vedi l’annuncio targato RealNetworks di una versione di RealPlayer per netbook a piattaforma Linux).
I netbook o gli smartbook del futuro avranno quindi rispetto agli attuali più carte da spendere anche in chiave schermo e più precisamente in fatto di display Lcd ad elevata efficienza energetica: il video demo dell’ultima generazione di pannelli della Pixel Qi su un netbook Acer è molto indicativo in tal senso. Sarà la Cpu, come osserva qualcuno, a identificare la tipologia di device mobile? E se così fosse come la mettiamo con il fatto che Intel ora non fa mistero di puntare moltissimo sui suoi nuovi chip Culv (consumer ultra low voltage) per notebook ultraportatili a basso prezzo e che Microsoft abbia detto di non voler più utilizzare la dicitura netbook bensì quella di “low cost small notebook pc”?





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