L’Apple tablet? Sarà un successo, parola di Brooke
L’avvento del “netbook” della Mela continua a tenere banco sui blog tech più autorevoli della Rete. Ecco perchè la nuova creatura made in Cupertino potrebbe fare il pieno di vendite secondo un editorialista di Cnet
Brooke Crothers è un editorialista del blog di Cnet, una delle testate on line americane più autorevoli in fatto di tecnologie. Non sarà un guru alla Nicholas Negroponte ma di mondi e apparecchi digitali sicuramente se ne intende e parecchio. A lui si deve un post dedicato a una delle “news” più calde dell’estate 2009, quella inerente l’atteso debutto dell’Apple Tablet o touchbook della Mela che dir si voglia.
Prendo quindi alcune riflessioni di Brooke per tornare a parlare di un oggetto che potrebbe cambiare la storia di un settore dell’industria tecnologica, almeno secondo una parte degli analisti e degli addetti ai lavori d’oltreoceano. Il Tablet made in Cupertino, se arriverà, sarà facilmente gradito da parte dei consumatori perché ha un design (le indiscrezioni lo battezzano come un iPod Touch in formato extralarge) che piace al pubblico di massa. Così come è facile, secondo Brooke, che piaceranno anche i dispositivi a tavoletta già presentati da Qualcomm (gli smartbook) e Intel e anche quelli che potrebbero nascere, sempre in versione tablet, con Google Chrome Os o Android.
Ciò che la società della Mela si appresta a lanciare, accompagnata come sempre da una benevola grancassa mediatica, è una nuova generazione di tablet, ben diversi da quelli fino a oggi conosciuti, e cioè i classici notebook convertibili in pc touchscreen a tavoletta. Pesanti, ingombranti, costosi, poco avvezzi agli attributi multimediali, pensati per un utilizzo professionale.
Oggi un device portatile – computer, telefono, lettore digitale – deve necessariamente rispondere a due attributi: massima portabilità, estesa connettività (wireless). E quindi essere leggero, sottile, con uno schermo grande abbastanza per visualizzarci pagine Web, foto e video senza dover stropicciare troppo gli occhi e un’interfaccia di navigazione realmente “user friendly”. Ipotizziamo, induce a pensare il post di Brooke, che il tablet di Apple abbia queste prerogative e in aggiunta sia dotato di batterie dalla durata di 10 e passa ore, chipset 3G, ricevitore Gps, grafica 3D e supporto per video ad alta definizione. In poche parole un prodotto tecnologicamente avanzato e (almeno sulla carta) assai funzionale, un prodotto ideale come secondo device elettronico personale.
Un’alternativa del netbook, quindi? Ni. La nuova creatura di Apple non è un computer ma piuttosto un media player che opera anche da appliance di comunicazione ma può coprire molte delle funzioni di un mini pc portatile offrendo dimensioni molto più compatte (soprattutto se i netbook si imporranno come veri e propri notebook ultra compatti). Detto che il prezzo giocherà come quasi sempre un ruolo decisivo per il successo o meno del tablet, è l’ultima considerazione di Brooke che lancio in pasto ai lettori: a lui una versione più piccola (il riferimento è proprio per i netbook) di un device che già possiede non serve. Il suo secondo dispositivo deve avere qualcosa di diverso dal pc portatile principale e avere un diverso tipo di utilizzo. Per questo, a suo dire, il 2010 sarà l’anno dei Tablet di nuova concezione.





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