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L’sms è superato. Dagli “aggiornamenti” di Facebook

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Scritto da Roberto Catania

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L’integrazione di Facebook e degli altri social network sui cellulari sta cambiando il modo di comunicare. E se i messaggini venissero rimpiazzati dagli aggiornamenti di stato?

Gli sms? Superati. Gli Mms? Roba da preistoria. Le foto? Per certi versi è meglio farle con il cellulare. Merito o colpa di Facebook e di tutti i social network che d’un tratto hanno fatto invecchiare tutta una serie di applicazioni mobili considerate immortali.

Si perché nell’epoca dei social network anche il cellulare è diventato sociale. Ci mostra tutti gli amici, non solo quelli che abbiamo salvato nella rubrica, ma anche quelli di Facebook, Twitter e MySpace. Ma non solo. Ci fa sapere anche dove si trovano e a cosa stanno pensando, e magari ci mostra le foto che hanno appena scattato in vacanza. L’evoluzione è dettata dal successo clamoroso dei social network, certo, ma anche dalla lungimiranza dei costruttori di telefonia, che hanno ormai capito che lo smartphone può essere il complemento ideale per questo genere di servizi. Cosa che, a quanto pare, non è sfuggita nemmeno agli operatori.

Dagli Sms agli Sns

Ma in che modo le nuove risorse sociali stanno modificando le nostre abitudini telefoniche? La prima rivoluzione è senza dubbio quella decretata dagli aggiornamenti di stato. Che grazie alle varie interpretazioni di Facebook in formato mobile rappresentano qualcosa di più di una semplice alternativa ai vecchi messaggini. Tanto che c’è chi ha già coniato il termine Sns (Social Networking Service), l’avviso di notifica per i messaggi ricevuti dai social network. Gli utenti più smaliziati l’hanno già capito: per sapere chi è disponibile a una serata in pizzeria, in discoteca o al cinema non serve più scrivere un sms ad ogni singolo contatto della rubrica; basta lanciare l’invito direttamente dal muro di Facebook e attendere i commenti.

Foto e mappe per non perdersi uno spostamento

Se gli aggiornamenti di stato sono una sorta di evoluzione “aperta” degli sms, i servizi di geolocalizzazione si presentano come una frontiera del tutto nuova, anzi - è il caso di dirlo - tutta da esplorare. Basta un telefonino con Gps integrato o Google Maps per trovare di tutto, dalla rosticceria più vicina alle coordinate dei nostri amici.
Non dimentichiamoci poi dell’integrazione ormai in fase evoluta delle fotocamere dei cellulari con i servizi web 2.0 (da Flickr allo stesso Facebook) che ormai ci permettono di inviare foto in tempo reale a tutto il nostro Universo di conoscenze.

Attenzione agli effetti collaterali

Comodo no? Sì, ma ci sono alcune controindicazioni. Collegarsi via cellulare a Facebook significa avere sott’occhio 24 ore su 24 tutti gli umori, i percorsi ludici e le considerazioni esistenziali dei nostri amici. E in questo mare di pensieri a voce alta c’è chi si chiede se un’integrazione troppo stretta fra cellulari e social network non possa finire per soffocarci.
Il problema riguarda anche i servizi di geolocalizzazione, che spesso sono considerati troppo invadenti, soprattutto quando si tratta di ricercare persone. La domanda sorge spontanea: siamo davvero sicuri di voler fare conoscere a tutti dove ci troviamo?
Infine non bisogna dimenticare che i social network sono piattaforme aperte, a volte troppo aperte. Dunque se vogliamo evitare di ritrovarci a cena con alcuni dinosauri della nostra adolescenza conviene pensarci due volte prima di estendere un invito via Facebook. Meglio ancora sarebbe limitare a monte la nostra rubrica dei contatti. Non ce ne voglia il nostro ex-compagno di banco delle scuole elementari al quale abbiamo negato l’amicizia, in fondo capirà che se è sparito dalla nostra vita un motivo ci sarà…

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