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Lg InTouch in prova: un bel compromesso

cellulari facebook lg tim touch screen

Scritto da Roberto Catania

Lg-inTouch

Costa un quarto rispetto all’iPhone ma non si fa mancare (quasi) nulla, soprattutto quando si tratta di aprirsi al mondo “sociale”. E ha in più una tastiera Qwerty

L’iPhone costa troppo? No problem, le alternative a buon mercato non mancano. Basta rinunciare al fascino della Mela, al suo (in)imitabile sistema multitouch e a qualche funzionalità pirotecnica. Come ha fatto Lg con il suo InTouch, erede del fortunatissimo Tribe e oggi vero capostipite di un filone di terminali che potremmo definire “mini-touch”.

Mini innanzitutto nelle dimensioni, che sono quelle di un normalissimo cellulare, con la differenza che qui c’è pure una vera tastiera Qwerty (a 40 tasti) al piano interrato. Mini nella dotazione, che non comprende accessori considerati d’obbligo per un touch-phone della categoria dell’iPhone: il Wi-Fi, il Gps, l’autofocus e il flash della fotocamera, solo per citare i principali. E mini anche nel prezzo, che è attualmente di 179 euro: praticamente un quarto del prezzo di un iPhone 3GS da 32 giga.

Ma sul piano delle funzionalità il divario è così evidente? Non proprio.

Il sistema “touch” del nuovo Lg, pur basandosi su un display resistivo, funziona a meraviglia e anzi sullo scrolling inerziale se la cava meglio di tanti cloni del Melafonino. Ne scaturisce un’interfaccia davvero “alla mano” che riesce a essere originale e pratica al tempo stesso, grazie anche alle frizzantissime widget precaricate.

I timori reverenziali svaniscono del tutto quando si parla di risorse “sociali”. Uno dei punti di forza del nuovo InTouch è infatti l’integrazione nativa con Facebook e Messenger, quest’ultimo addirittura integrato all’interno della rubrica per permettere il controllo ad personam sullo stato di connessione, e quella con YouTube e Blogger, davvero utile quando si tratta di caricare al volo video e foto registrati con il cellulare. Ma ci sono buone notizie anche per chi vuole importare il proprio client di posta sul cellulare: l’Lg InTouch è infatti già preconfigurato per gli account Alice Mail, Virgilio, Tin.it, Google Mail e Yahoo Mail: basta semplicemente digitare username e password.

Ovviamente l’InTouch ha bisogno di una connessione mobile flat per funzionare al meglio, anche perché l’assenza del Wi-Fi rende praticamente inaccettabile qualsiasi altra opzione di collegamento dati. Ancora meglio se la connessione arriva da Tim, giacché il telefono è offerto in branding proprio con questo operatore e con alcune funzioni (ad esempio l’Istant Messaging) abilitate solo per rete Telecom.

E ha certamente bisogno di una scheda di memoria aggiuntiva (da inserire nell’apposito slot Micro SF), visto che i 40 megabyte di memoria interna bastano a malapena per un paio di scatti e qualche mp3.

Ma a conti fatti si tratta di due investimenti che rientrano già nella lista della spesa di un qualsiasi utente al passo coi tempi. Soprattutto quando il costo del terminale nudo e crudo riesce a essere così invitante.

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