Ricoh Gxr: la Micro Quattro Terzi perde la testa
Ottica, sensore e processore possono essere sostituti in un colpo solo. Merito di un’unità intercambiabile che permette agli utenti di effettuare aggiornamenti a tutto tondo
Non è una compatta in senso stretto. E non è nemmeno una reflex. La nuova Ricoh Gxr potrebbe essere definita una Micro Quattro Terzi modulare. In tutto e per tutto. Merito di quella che il produttore nipponico definisce unità intercambiabile che racchiude non solo l’ottica, ma anche il sensore e il processore d’immagine.

Si tratta di un compromesso storico, con i tre componenti chiave della fotocamera “delocalizzati” in un unico elemento rimovibile che lascia agli utenti la facoltà di effettuare aggiornamenti sostanziali delle risorse hardware.
In una fase iniziale, ad esempio, si potrà scegliere di accoppiare il corpo macchina della Gxr (che dovrebbe costare circa 500 euro) con due unità differenti: un modulo composto da ottica da 24-72 mm e sensore Ccd da 10 megapixel (al costo di circa 350 euro), oppure un modulo con sensore Aps-C Cmos da 12,3 megapixel e obiettivo 35mm macro f/2.5 (circa 650 euro). Ma è probabile che in futuro ci sia spazio per altre alternative.
Nella dotazione della nuova Ricoh Gxr segnaliamo il display Lcd da 3 pollici e 920.000 pixel, la funzione Pre-AF per accelerare la velocità della messa a fuoco sui soggetti in movimento e la possibilità di girare video in alta definizione da 24 fotogrammi al secondo.
Per qualche saggio sulle potenzialità della fotocamera è possibile consultare la pagina dei sample sul sito del produttore.





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