Google e i netbook Chrome Os: “una nuova esperienza di computing”
A Mountain View stanno lavorando a una nuova generazione di mini pc portatili, con schermi e tastiere più grandi e pensati per lavorare nel cloud. Con il nuovo sistema operativo “browser based” nel motore
Là dove non ha potuto Linux, nelle sue varie versioni, e dove vuole dire la propria Android forse potrà Chrome Os. Dove? Nei netbook. Che c’entra il nuovo sistema operativo di Google, di cui la società californiana ha rilasciato il codice “aperto” proprio ieri, con le altre piattaforme open source che hanno rivaleggiato e rivaleggeranno con Windows nei mini pc portatili? C’entra, eccome. E lo ha spiegato a chiare lettere (più o meno), Sundar Pichai, vice president of product management della casa di Mountain View ai media americani convenuti all’evento per il battesimo ufficiale di Chrome Os.
L’intenzione di Google, come riporta per esempio Cnet, è quella “reinventare e migliorare l’esperienza del personal computing”. Come? Con una nuova generazione di netbook le cui caratteristiche hardware saranno dettate ai produttori di computer per vestire come meglio possibile il software open source basato sul kernel di Linux e concepito per essere un tutt’uno con l’omonimo browser.
Come saranno questi nuovi notebook in miniatura? Di informazioni certe ce ne sono poche ma è si dice che avranno tastiere e schermi più grandi di quelli a cui siamo abituati oggi - e i netbook extralarge con schermi da 11,6 o 12 pollici? – e potranno sfruttare le capacità di elaborazione tanto di processori a tecnologia X86 quanto di Cpu a tecnologia Arm. Asus, Acer, Samsung, Dell e via dicendo avranno quindi ampia possibilità di scelta a livello di architettura ma dovranno sottostare alla presenza di un disco allo stato solido in vece del classico hard disk. Con i netbook Chrome Os, questo l’approccio di Google, dati, contenuti e applicazioni si utilizzeranno direttamente on line, tanto che uno dei loro punti di forza sarà la connettività Wi-Fi 802.11n e che, molto probabilmente, saranno i carrier mobili il canale privilegiato di smercio di questi prodotti sul mercato.
Ultima domanda al momento insoddisfatta: quanto costeranno i mini portatili Chrome Os? Lo stesso Pichai ha lasciato intuire che saranno allineati agli attuali prezzi di mercato ma le variabili in gioco sono parecchie e le più importanti sono il costo dei componenti (processori, display, memorie…) e l’incidenza delle licenze del sistema operativo: Windows costa qualche decina di dollari e non è chiaro se, per Seven, Microsoft chiederà ai produttori un sovrapprezzo, Chrome Os nulla. E infine: permetterà ai vendor di avere margini superiori di quelli rosicati (siamo proprio sicuri che sono così bassi?) di cui si lamentano tutti? Ne sapremo di più fra un anno circa.





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