Reflex o Micro Quattro Terzi: le differenze pesano?
Non è solo una questione di dimensioni, il formato 4/3 nella sua versione “micro” ha molti ragioni per farsi apprezzare. Ma si può davvero parlare di un confronto ad armi pari con il mondo reflex?
Qualche settimana fa Gearlog ha pubblicato un articolo dal titolo piuttosto eclatante: La reflex è morta. Nel mondo delle Dslr, si legge, si sta verificando quello che è successo 30 anni fa quando le piccole automatiche 35 mm “point-to-point” soppiantarono le Slr. Questa volta però, il merito (o la colpa) è tutto del Micro Quattro Terzi, il formato che ha permesso ai produttori di creare macchine ultracompatte con obiettivi intercambiabili. Come la Olympus E-P1 e la Panasonic GF1, che Gearlog definisce - giusto per restare sulle metafore funebri - “i primi due chiodi sulla bara delle reflex”.
Ma è davvero così? Abbiamo cercato di capirne di più mettendo insieme un po’ di test effettuati dai portali specializzati (Dpreview, Digital Camera Info, Imaging Resource), per confrontare i parametri di tre macchine Micro Quattro Terzi (l’Olympus E-P1, la Panasonic GF1 e GH1) con quelli di due “best seller” del mondo reflex (la Canon Eos 500D e la Nikon D5000).
Dimensioni
Non c’è partita. Se già l’utilizzo di un sensore di immagine di tipo 4/3 aveva permesso di ridurre considerevolmente le dimensioni ed il peso degli obiettivi, l’arrivo del formato “Micro” ha fatto il resto, eliminando gli specchi e dunque il mirino ottico. Così l’Olympus E-P1 e la Panasonic GF1 possono fregiarsi al momento del titolo di macchine a lenti intercambiabili più piccole del mercato. Certo, la mancanza del mirino ottico non è roba da poco, ma molti ex-amatori (magari provenienti dal mondo delle compatte) sono disposti a chiudere un occhio…
Risoluzione
L’ennesima riprova che i pixel non sono tutto nella vita. I piccoli sensori da 12 megapixel delle Micro Quattro Terzi sfidano senza timori reverenziali i robusti Cmos delle reflex, e in molti casi ne escono vincitori. Per Dpreview la Panasonic GF1 batte sia la Canon Eos 500D che la Nikon D5000. Digital Camera Info si spinge addirittura oltre, ponendo anche la Olympus E-P1 e la Panasonic la GH1 davanti alle portacolori reflex.
Autofocus
Chi ha lo specchio (le reflex) può inviare una parte della luce ai moduli Af. Chi non ce l’ha (le Micro Quattro Terzi) non può sfruttare i sistemi a rilevamento di fase, ripiegando sui più modesti sistemi Af a misurazione di contrasto (come succede nelle compatte). E il discorso può essere esteso anche alla misura dell’esposizione. Ciò è senza dubbio un handicap, soprattutto per chi si ritrova a fare foto sportive, ma va detto che i progressi mostrati dalla Panasonic GF1 (ben documentati da Dpreview) lasciano ben sperare.
Colore e bilanciamento del bianco
Su questo fronte non ci sono barriere fisiche, e le Micro Quattro Terzi rialzano la testa. Nell’accuratezza della riproduzione del colore, fa notare Digital Camera Info, l’Olympus E-P1 stacca la concorrenza, mentre nella comparazione sul bilanciamento del bianco un’altra Micro Quattro Terzi - la Panasonic GF1 - straccia tutti, reflex e non.

Gamma dinamica
Secondo Dpreview la Panasonic GF1 ha la stessa gamma della Canon Eos 500D (8,5 ev), ma è un passo indietro rispetto alla Nikon 5000D (8,8 ev). Diglital Camera Info vede un gap importante del duo Olympus EP-1/Panasonic GF1 rispetto alla concorrenza reflex, mentre va meglio alla Panasonic GH1, battuta solo dalla Nikon D5000. 
Rumore
Sensore ridotto fa rima con rumore. Ed è proprio agli alti Iso che le Micro Quattro Terzi sembrano non reggere il confronto con le reflex. L’unica a salvare l’onore della categoria è la Panasonic GH1, che delle tre “piccole” prese in esame da Digital Camera Info è quella con il minor gap da Nikon e Canon.
Ottiche
Il campionario degli obiettivi reflex (soprattutto sui marchi più rinomati) è inarrivabile. Tramite adattatore, però, le Micro Quattro Terzi possono usare le ottiche 4/3 senza perdere autofocus ed automatismi. Si tratta di lenti molto valide, la cui conformazione “telecentrica” consente alla luce di colpire il sensore col giusto angolo a tutto vantaggio della luminosità, ma anche dei colori e della nitidezza. Non aspettatevi però costi modesti.
E in futuro? Volendo semplificare, si può dire che un fattore di moltiplicazione di 2x dovrebbe consentire lo sviluppo di ottimi teleobiettivi per il mondo Quattro Terzi, e per di più compatti. Di contro, dovrebbe essere più difficile e più costoso progettare ultragrandangolari. 
Standard
Il Quattro Terzi è stato progettato come standard aperto. Questo significa che qualunque produttore ne condivida gli obiettivi e ne rispetti le specifiche può adottarlo senza pagare le royalty. In linea teorica, più costruttori adottano lo standard più grande sarà il grado di compatibilità del prodotto nel futuro. In pratica, al momento sul mercato non ci sono che pochi modelli.
Batteria
Per le Micro Quattro Terzi è un altro nodo che viene al pettine. La mancanza del mirino ottico e dunque la necessità di ricorrere costantemente al Live View si paga. E così ecco che l’autonomia delle batterie - uno dei punti di forza delle reflex digitali - scende drasticamente.
Prezzi
Infine uno sguardo agli attuali prezzi di listino dei 5 modelli presi in esame nel confronto:
Panasonic GF1 (con 14-45 mm): 800 euro
Panasonic GH1 (con Vario HD 14-140 mm): 1550 euro
Olympus EP-1 (con 14-42 mm Silver/Black): 749 euro
Canon Eos 500D (con 18-55 mm IS): 960 euro
Nikon D5000 (con 18-55 mm VR): 830 euro





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il 14/09/2010 alle 21:06
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