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Fotocamere: quella strana convergenza fra reflex e compatte

compatte fotocamere fotografia reflex

Scritto da Roberto Catania

compatte-reflex

Reflex sempre più consumer, compatte digitali con impostazioni manuali che ammiccano all’utenza pro: ma l’utente ci guadagna davvero dall’appiattimento delle funzionalità?

C’e ancora quella netta linea di demarcazione fra compatte e reflex? Dal punto di vista meccanico ovviamente sì. Ma sotto il profilo della funzionalità, l’ibridazione fra i due mondi è ormai sotto gli occhi di tutti. Merito (o colpa) del software, il cui ruolo è diventato sempre più strategico nella messa a punto della dotazione delle moderne macchine digitali.

L’influenza più forte sembra averla subita il comparto delle reflex che in questi ultimi anni (più per necessità che per virtù) ha attinto a piene mani dalle risorse tipiche delle compatte digitali. Il Live View è forse l’esempio più eclatante di questa tendenza: il display come alternativa al mirino ottico è diventato negli ultimi tre anni uno dei must dei nuovi modelli reflex che puntano a conquistarsi da un lato le simpatie degli (ex) amatori desiderosi di fare il grande salto nella fotografia professionale e, dall’altro, quelle degli utenti smaliziati interessati ad avere uno strumento in grado di facilitare le inquadrature impossibili (specie se il display è pure snodabile).

Ma non c’è solo il Live View a fare delle reflex di ultima generazione un oggetto più consumer che mai. L’integrazione dei video è un altro esempio eclatante dell’attrazione fatale che il settore della fotografia professionale continua a subire da quella amatoriale. E lo stesso si può dire di tutte quelle configurazioni “pronte all’uso”, dal face e smile-detection alle cosiddette scene predefinte, che sono sempre più gettonate anche sulle Dslr di fascia bassa.

Se gli ammiccamenti delle reflex verso il mondo delle compatte si può spiegare come detto con la volontà dei costruttori di conquistare l’utenza meno professionale, viene più difficile capire la tendenza contraria, quella cioè che vede sempre più compatte dotate di funzioni manuali avanzate, dalla priorità dei tempi e dei diaframmi alle regolazioni Iso.

La domanda sorge spontanea: chi acquista una compatta è davvero interessato a sperimentare inquadrature sopraffine giocando sui parametri avanzati? O vuole semplicemente uno strumento pratico e facile da utilizzare, magari condito da feature orientate alla condivisione sul web, come il Gps, il Wi-Fi, o le interfacce per Flickr e Facebook (peraltro tutta roba già collaudata sui cellulari)?

L’impressione è che i produttori vogliano educare fin da principio i fotoamatori a un certo tipo di linguaggio. Gli acquirenti che oggi comprano una compatta domani potrebbero passare a una reflex o una Quattro Terzi. E allora tanto vale iniziare da subito a familiarizzare con l’Universo delle impostazioni manuali.

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