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L’iPad cannibalizza le vendite di pc? Sì, no, forse…

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Scritto da Gianni Rusconi

Da una parte la corsa all’annuncio dei nuovi tablet, dall’altra il balletto delle cifre, spesso contraddittorie: quali sono le dimensioni reali del fenomeno delle tavolette? Ruberanno spazio ai netbook oppure ne replicheranno il successo?

Luglio 2010. Il fenomeno iPad impazza e negli Usa esce uno studio a firma di Barclays Capital, strillato dal Wall Street Journal, che sentenzia quanto segue: i tablet, e la tavoletta di Apple in particolare, cannibalizzeranno le vendite di portatili Wintel, basati cioè su sistema operativo Windows e processori Intel.

Queste i numeri del boom: 15 milioni di tablet nel 2010 (di cui 10 milioni solo iPad), 28 milioni nel 2011 (con 20 milioni di tavolette della Mela). Un salto doppio che, dicevano gli analisti, avrebbe portato i pc touch a rubare una discreta porzione di mercato ai netbook e ai notebook di fascia bassa. E dato ad Android e ai processori Arm (prodotti da Texas Instruments, Qualcomm, Freescale e Nvidia), installati sulla maggior parte dei tablet in arrivo sul mercato, l’opportunità di crescere sensibilmente nel corso dei prossimi dodici mesi, proprio a scapito dei prodotti Wintel.

La tesi di cui sopra, del tutto condivisibile del resto, trova oggi delle discrepanze non indifferenti. Ottobre 2010. L’analisi di Npd del fenomeno tablet, contenuta nello studio “iPad Owner Survery”, è la seguente: finora la maggior parte delle vendite di iPad (il 90% del totale tablet) sembrano incrementare il parco di dispositivi elettronici presenti in casa, piuttosto che seguire uno schema di scelta o sostituzione rispetto a un altro device.

Uno scenario diverso a quello dipinto solo tre mesi fa e che si esprime con questi numeri: solo il 13% dei possessori dell’iPad lo ha acquistato al posto di un pc – il 48% dei possessori di iPad ha anche un Mac (e il 38% pure un iPhone) e il 53% un pc Windows - mentre il 24% lo ha preferito a un e-book reader. Quindi niente rischio cannibalizzazione? Mica tanto. Samsung, attualmente la vera rivale di Apple, è dell’idea che i tablet abbiano il potenziale per rosicchiare circa il 20% del venduto dei netbook.

Evitando di entrare nel merito di disquisire se la tavoletta magica di Steve Jobs e i suoi simili sono più uno sfizio tecnologico che una reale risposta a determinate esigenze degli utenti, resta il fatto che quello dei tablet è un vero e proprio nuovo mercato. In valori assoluti molto piccolo – quest’anno si venderanno circa 330 milioni di pc, un numero 20 volte superiore a quello previsto per i tablet – ma appetito da tutti. Produttori di computer e non.

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