Jobs: “i tablet in arrivo? Morti alla nascita”
Il Ceo di Apple approfitta dell’annuncio dei risultati finanziari del quarto trimestre per rifilare stoccate alla concorrenza e mettere sul “chi va là” i produttori di tavolette. L’iPad è unico, i suoi numeri inimiatabili. Firmato Steve
Alla lettura in conference call dei risultati finanziari di Apple relativi al quarto e ultimo trimestre fiscale 2010 è apparso, insolitamente, anche Steve Jobs. Per celebrare con gli analisti gli ottimi risultati finanziari della società della Mela? Non esattamente. Chi segue da vicino le vicende di Cupertino scommette che il capo di Apple si sia scomodato per l’occasione per lanciare l’ennesimo messaggio (di sfida) in direzione di Google, Research In Motion e in generale tutti i concorrenti in campo smartphone e tablet.
Cosa ha voluto dire Jobs ai suoi nemici (lo si può ascoltare anche su YouTube)? Intanto che negli ultimi tre mesi Apple ha venduto 14,1 milioni di iPhone mentre Rim (nell’ultimo quarto della società canadese) solo 12,1 milioni di BlackBerry e che non c’è assolutamente aria di controsorpassi nel futuro prossimo. Quanto a Google, la bordata di numeri è stata la seguente e ha avuto come bersaglio il numero uno di Mountain View, Eric Schmidt: loro stanno attivando 200mila dispositivi Android al giorno e hanno circa 90mila applicazioni disponibili nel loro marketplace? Apple, attiva in media 275mila terminali ogni 24 ore, con un picco di 300mila nei giorni migliori, e dispone di 300mila apps nel suo store. Sui numeri, questo il probabile Jobs pensiero, non c’è storia, ma la stoccata è andata anche oltre, toccando per esempio la questione dell’eccessiva frammentazione del software Android (oltre 100 versioni diverse caricate su 244 differenti modelli di device, con Jobs che cita come fonte TweetDeck).
Quindi il vero botto, dedicato alle tavolette. Molti produttori si stanno concentrando sul formato da sette pollici? Ecco la risposta pepata del numero uno della Mela? Lo schermo da sette pollici ha una superficie pari al 45% a quello dell’iPad, insufficiente per creare – parole testuali – “great tablet apps”. Non si può, ha spiegato ancora Jobs, stare sotto i 10 pollici di schermo e non c’è tablet che può competere con uno smartphone; quanto ad Android, perché i produttori hanno ignorato il fatto che la stessa Google ha invitato loro a non usare per i nuovi tablet l’attuale release Froyo ed aspettare quella in arrivo l’anno prossimo?
L’assunto è in definitiva il seguente: sulle tavolette Apple ha studiato e ha portato sul mercato un prodotto, l’iPad, con la “p” maiuscola, che ha 35mila applicazioni dedicate sull’App Store e che hanno comprato in tre mesi oltre quattro milioni di persone. Gli altri (produttori) sono indietro e molti tablet in arrivo saranno secondo Jobs si meritano l’appellativo di Doa, “dead on arrival”. Morti alla nascita.





1 smashingmark
il 21/10/2010 alle 12:59
Queste dichiarazioni di Jobs hanno scatenato un bel po' di esponenti della filosofia "open-nonOpen". Addirittura secondo Hewitt, co-fondatore di Firefox, Android non è aperto, mettendo a tacere sia android che Jobs: http://www.hwjournal.net/desktop/andr...
2 Vedutbasiadit
il 20/03/2012 alle 08:28
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