Nokia castra la Symbian Foundation
Da oggi poi la società finlandese torna ad essere l’arbitro unico delle decisioni sulla piattaforma, lasciando alla Fondazione il solo compito di vigilare sugli aspetti legali del licensing
Dopo l’uscita di scena di tutti i grandi produttori di telefonia, la Symbian Foundation, la fondazione per lo sviluppo e la diffusione dell’omonimo sistema operativo sul mercato della telefonia mobile, ha poca ragion d’essere. Meglio ridimensionarne i poteri.
È stata la stessa fondazione a comunicare il cambio di rotta, per voce di Tim Holbrow, nuovo direttore esecutivo, il quale ha parlato di una decisione scaturita dal grande sisma verificatosi nel settore mobile negli ultimi anni e più in generale nell’economia globale. Il risultato è che la Symbian Foundation da oggi in poi si limiterà a gestire i soli compiti legali relativi alla gestione delle licenze, lasciando a Nokia il timone sugli aspetti strategici e decisionali riguardanti il futuro della piattaforma.
La casa finlandese, dunque, torna ad essere arbitro unico di Symbian, il sistema operativo acquistato nel 2008 che ha fatto girare buona parte dei suoi dispositivi degli ultimi dieci anni. Un OS su cui la società continua a credere fermamente, nonostante il gap accumulato nei confrondi di iPhone e Android e l’intenzione più volte ribadita di aprirsi verso una nuova frontiera di sviluppo, quella targata MeeGo.





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