Gentili utenti vi informiamo che il team di MyTech si è spostato sul canale Hitech & Scienza di Panorama.it

      non hai uno username? regìstrati   /   recupera la password

apple / google / microsoft
flash

Web, al summit di Ginevra si discuterà della gestione della Rete

LONDRA (Reuters) - Un progetto al centro di controversie, che prevede di affidare la gestione di Internet a un organismo intergovernativo - dunque sotto il controllo degli Stati -, è uno dei punti-chiave del Summit mondiale sulla Società dell’informazione che si terrà a Ginevra dal 10 al 12 dicembre.

Organizzato dalle Nazioni Unite, il vertice in Svizzera riunirà delegazioni di 200 Paesi, che discuteranno in particolare degli strumenti per ridurre il “digital divide” - la frattura digitale - tra Paesi poveri e Paesi ricchi e di come favorire la libertà di stampa su Internet.

Ma tali nobili obiettivi sono stati al momento messi in ombra da un progetto contestato, secondo cui bisognerebbe affidare a un organismo intergovernativo, come l’Unione internazionale delle Telecomunicazioni (UIT) - che dipende dall’Onu - alcune competenze-chiave in materia di gestione del web, come ad esempio l’amministrazione dei nomi dei domini o la lotta contro lo spam.

Nata in realtà all’interno del ministero americano della Difesa ormai decine di anni fa, la Rete è divenuta un mercato fiorente da quando la sua gestione è stata affidata al mondo degli affari all’inizio degli anni 90.

Ma numerosi Paesi in via di sviluppo ritengono che oggi sia venuto il tempo di un nuovo approccio, che consenta ai Paesi poveri di appropriarsi delle nuove tecnologie per migliorare la propria competitività.

La Cina e Cuba sono tra i più ferventi sostenitori di questo progetto, che rinforzerebbe il ruolo degli Stati nella gestione di Internet.

ATTACCO ALLO STATUS QUO

il più noto ente di regolazione di Internet è l’ICANN (International Corporation for Assigned Names end Numbers), impresa non a scopo di lucro che ha sede in California. Ed è proprio l’ICANN che ha più da perdere col nuovo progetto.

Creato nel 1998, l’ente supervisiona la gestione di una risorsa rara e insieme importantissima: i nomi dei domini, cioè gli indirizzi dei vari siti web che terminano con suffissi come .com, .org, .edu o .biz.

la sorveglianza dell’ICANN è limitata a questioni tecniche, come la distribuzione dei nomi e la creazione di un sistema che consenta di risolvere i conflitti d’indirizzo. Ma l’organizzazione è stata molto criticata, e i suoi oppositori le contestano di essere troppo sensibile al mondo degli affari e di trascurare i Paesi poveri.

Tali Paesi ritengono dunque che i loro interessi sarebbero meglio tutelati se i poteri dell’ICANN fossero trasferiti all’UIT, organismo intergovernativo che esiste da ormai 138 anni, e che ha stabilito le regole di funzionamento delle chiamate telefoniche internazionali.

“Quello che esaminiamo, è la gestione futura di Internet. La questione non è quella di sapere a chi appartiene Internet o chi ne fissa le leggi, ma di sapere qual è il miglior modo di gestire quella che è divenuta una risorsa naturale per l’insieme dell’umanità”, ha detto uno dei responsabili dell’organizzazione del summit.

Ma i rappresentanti dell’Onu hanno respinto alcune delle proposte più radicali presentate da certi Stati, come il controllo mondiale delle tasse e dei contenuti della Rete.

Al contrario, i sostenitori dello status quo temono che una modifica delle regole del gioco soffochi il potenziale commerciale di Internet.

“Vediamo un ruolo per i governi, come è riconosciuto anche nella struttura dell’ICANN. Però esprimiamo la nostra preoccupazione nei confronti di tutti quei progetti che aumenterebbero l’influenza dei governi e rimetterebbero in causa l’autorità del settore privato”, ha detto a Reuters Theresa Swineheart, consigliere ICANN per le questioni giuridiche.

L’eventuale trasferimento dei poteri del settore privato verso gli Stati è al centro di discussioni animate, ma sull’argomento non ci si attende alcuna decisione definitiva prima del prossimo Summit mondiale, fissato per il 2005 in Tunisia.


Commenti   (Inserisci un commento)

Ancora nessun commento.

Effettua il login