Digital divide a Ginevra, tra protesta e proposta
Si è aperto oggi il primo World Summit on the Information Society delle Nazioni Unite, ma i lavori fervono anche fuori dalle sedi ufficiali: la società civile rifiuta il ruolo di facciatavai alla photogallery »
Mega insegne luminose che sfidano cartelli scritti a mano: il digital divide è presente anche nelle differenze del trattamento riservato alle grandi aziende e alle piccole associazioni. E non siamo in una fiera commerciale, stiamo parlando del Wsis (World Summit on the Information Society), il primo Summit delle Nazioni Unite dedicato alle nuove tecnologie e allo sviluppo che si è aperto oggi a Ginevra.
| Il Wsis di MyTech » Per misurare il digital divide » Nasce la solidarietà digitale. Ma è fatta di carta |
Dalle associazioni cattoliche alle organizzazioni non governative, dai centri sociali alle federazioni di giornalisti: un numero impressionante di persone mobilitate per discutere sui temi dell’informazione e delle tecnologie senza censure né diktat imposti da aziende e governi (tra i relatori c’è anche Richard Stallman, il guru della Free Software Foundation).
Ma proprio la bozza del Plan of Action del WSIS dichiara l’intenzione di coinvolgere la società civile nella costruzione di una società dell’informazione che riconosca a tutti il diritto di accedere ai media. E alcune organizzazioni non governative partecipano ai lavori del Summit. Ma chi sta “fuori” accusa: qualche associazione per fare da tappezzeria, il solito alibi per salvaguardare gli interessi delle solite corporazioni.
L’associazione internazionale Reporter senza frontiere, da anni in prima linea per la libertà di stampa e di informazione, fa parte dei grandi esclusi, ma non si è data per vinta: da oggi si può ascoltare Radio non grata, un’emittente “pirata” che trasmetterà durante tutto il Summit per denunciare gli attacchi censori di molti paesi partecipanti al Summit tra cui Tunisia, Cina, Vietnam, Cuba e Maldive.
Tra le molte iniziative collaterali è particolarmente interessante il World Forum on Communication Rights, un convegno che si terrà domani presso il Palexpo di Ginevra. L’attenzione è focalizzata sulle dinamiche della comunicazione in relazione alla povertà, sulla deviazione del copyright da diritto a strumento di oppressione, sull’informazione in tempo di guerra e al servizio della pace, sull’impatto dell’informazione sui diritti umani. Il Forum (gestito da un coordinamento internazionale di agenzie non governative) nasce dall’ampio progetto del Cris (Communication Rights in the Information Society), una campagna internazionale che chiede che i diritti di comunicazione siano centrali nella società dell’informazione e nel Summit Onu, del quale ha condiviso la fase preparatoria.
Non resta che attendere i risultati del frenetico cantiere, ufficiale e non, che (per ora) si è fermato a Ginevra.




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