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BANDA LARGA: ASS. INTERNET PROVIDER, APPELLO AD AUTHORITY TLC

(ASCA) - Roma, 28 nov - Sara’ pubblicata domani sulle pagine del quotidiano romano ”Il Messaggero” la lettera aperta che AIIP ha preparato per presentare un’istanza all’Autorita’ Garante nelle Comunicazioni, in particolare al suo Presidente, Corrado Calabro’, e ai suoi commissari e Membri della Commissione per le infrastrutture e le reti, Roberto Napoli, Enzo Savarese, Stefano Cannoni e il Consigliere Nicola D’Angelo. AIIP (45 operatori di telecomunicazioni, servizi a piu’ di tre milioni di utenti, un fatturato di circa 1,9 miliardi di euro e investimenti per piu’ di 1,3 miliardi di euro negli ultimi 5 anni), nell’ottica di voler operare in un regime di vera concorrenza, ”affinche’ in Italia si possa scegliere liberamente i fornitori di accessi e servizi di banda larga, chiede - si legge nel comunicato - che sia imposta a Telecom Italia, con effetto immediato, un’offerta di servizi bitstream a condizioni economiche orientate ai costi, calcolati sulla base degli elementi gia’ approvati dall’Autorita’ stessa nell’offerta di interconnessione di riferimento 2005 che anche per le linee adsl senza abbonamento al servizio telefonico, gli operatori non debbano corrispondere condizioni economiche retail- minus ma cost-plus, per evitare di uccidere sul nascere le offerte degli operatori che il provvedimento finale sancisca in modo inequivocabile il potere/dovere dell’autorita’ garante nelle comunicazioni di regolamentare ex-ante l’intero settore a banda larga, prevedendo espressamente l’obbligo di telecom italia a presentare all’autorita’ le nuove offerte al pubblico con 30-90 GG di anticipo rispetto alla commercializzazione come previsto dalla normativa precedente che, indipendentemente dal provvedimento in fase di approvazione, l’autorita’ garante nelle comunicazioni e l’autorita’ garante della concorrenza e del mercato impongano a telecom italia di rispettare immediatamente gli impegni assunti nel procedimento Antitrust A351 (‘gara Consip’)”. Secondo gli ultimi dati resi disponibili da AGCOM, nel primo semestre 2003 - informa l’AIIP - ”Telecom Italia controllava il 98,3% del mercato all’ingrosso delle connessioni a banda larga su DSL. Tale potere di mercato e’ facilmente trasferibile anche sui mercati ‘a valle’ (es. accesso a Internet ADSL, VOIP cioe’ la telefonia via Internet, videoconferenza e televisione via rete fissa). Tuttavia, in Italia la banda larga non e’ ancora disponibile in moltissime localita’ e, dove e’ disponibile, e’ piu’ lenta e piu’ cara che in altri paesi europei dove la stessa Telecom Italia opera, con il risultato che nel nostro paese la penetrazione e’ al di sotto della media europea (8,1 accessi in banda larga ogni 100 abitanti al 31 dicembre 2004) e solo al 25* posto nel mondo (Information Economy Report 2005 dell’ONU)”. AIIP teme, dunque, che il regime di monopolio, eliminato dalla telefonia, ”riprenda forma in quello della banda larga e per questo ritiene essenziale che il provvedimento da approvare raccolga le osservazioni svolte dai concorrenti di Telecom Italia nella consultazione pubblica e sia conforme allo spirito delle Direttive Comunitarie e agli auspici del Presidente dell’Autorita’ Garante nelle Comunicazioni”.

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