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Dall’Università di Milano, l’auricolare che non nuoce alla salute

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Scritto da Luciano Lombardi

Un gruppo di ricerca dell’Università di Milano ha brevettato un nuovo auricolare “salutista” in grado di ridurre di oltre l‘80 per cento le emissioni di onde elettromagnetiche

Per telefonare a mani libere o per ascoltare la musica, gli auricolari sono diventati ormai una commodity diffusissima. Che tuttavia ha un lato oscuro di cui già molto si è parlato, cioè il ragionevole dubbio che la fisiologica emissione del loro campo magnetico possa essere dannosa. Una risposta certa la scienza ancora non ce l’ha e sul tema si naviga a vista limitandosi a un generico appoggio del principio di precauzione e a un invito ai produttore di abbassare le emissioni il più possibile.

Dall’Università di Milano, più precisamente dal gruppo di ricerca di Michele Mazzanti - professore di Fisologia del dipartimento scienze biomolecolari e biotecnologie - arriva ora una possibile risposta. Il team ha infatti depositato da poco il brevetto di un particolare tipo di auricolare che, pur mantenendo inalterate le proprietà di riproduzione del suono, è in grado di ridurre le emissioni di onde elettromagnetiche dell‘80 per cento e anche oltre.  

Il dispositivo è frutto di un lavoro di ricerca sulle interazioni tra le onde degli auricolari commerciali ad altissima diffusione e alcune strutture biologiche prossime all’orecchio. Nel corso della sperimentazione su sistemi cellulari sia in vitro che su soggetti umani volontari, i ricercatori hanno individuato anche un’interferenza delle onde con i meccanismi della memoria a breve termine e con la memoria di lavoro.

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