Pleo: un dinosauro high-tech in cerca d’affetto
Sembra un giocattolo, ma è un robot sofisticatissimo che vede, sente, ed esplora l’ambiente con le sue zampe; pronto a ricambiare l’affetto che gli viene dato
Scordatevi l’Aibo, il vecchio cane robot della Sony o il Furby, precedente esercizio dello stesso Caleb Chung fondatore della Ugobe, la casa creatrice di questo gioiellino. Pleo è un robot che fa dimenticare d’essere tale, tanto si comporta come un essere vivente che impara dall’esperienza e dall’interazione con le cose e le persone.
È un cucciolo di dinosauro, ovviamente di una rarissima specie da compagnia. Nasce nel momento in cui viene inserita la batteria ricaricabile e impara in pochi minuti a camminare, sviluppando un proprio ben distinguibile carattere. Con il Pleo, Ugobe ha rivisitato le tre leggi della robotica di Asimov mutandole in: sentire e trasmettere emozioni, essere consapevoli di sé e dell’ambiente, imparare e crescere nel tempo. E Pleo che, pesa poco più di un chilo ed è lungo dalla punta della coda alla cima del muso 50 centimetri è in grado di fare tutto questo, in modo sorprendentemente efficace.
La tecnologia con cui è realizzato è sofisticatissima. Sotto la pelle di gomma colorata ha otto sensori di contatto più altri quattro sotto le zampe, c’è una telecamera a colori nel muso e due microfoni per ascoltare e riconoscere suoni distinguendone la provenienza. Ha inoltre quattordici sensori di forza utili per capire se è ostacolato o guidato in qualche movimento dall’esterno e ha altoparlanti per esprimersi con versi vari. Quando si mettono insieme più Pleo, si creano tra loro comportamenti sociali, anche grazie alla capacità che hanno di scambiarsi informazioni attraverso una apposita interfaccia a raggi infrarossi.
Chi scrive, ne ha visto l’interno e ne è rimasto impressionato sia per la complessità dell’elettronica sia della meccanica, studiate per resistere ai trattamenti poco gentili dei bambini oppure del gatto di casa, giustamente infastidito dal concorrente cibernetico che non sporca e si può riporre nell’armadio prima di partire per le vacanze. Pleo può essere maltrattato, sollevato per la coda, anche solo per vederlo realisticamente dimenarsi e strillare. Può essere forzato a ‘dare la zampa’ fino a che non comprende da solo il movimento che gli viene richiesto di fare.
Pleo ha una capacità d’elaborazione sorprendente, paragonabile a quella di un moderno smartphone. Ha un proprio sistema operativo, una porta Usb e un lettore di Sd card per inserire dall’esterno specifici suoni o movimenti, oppure anche nuovo software scaricato da internet. Per i più esperti, ci sono programmi gratuiti per creare speciali comportamenti che possono essere scambiati via internet con le comunità di utenti internazionali.
Da tempo sul blog Mytech si è parlato del Pleo e del suo possibile arrivo in Italia. “Ce ne siamo innamorati subito -, ha spiegato Filippo Bellotti, presidente di E-Motion, distributore italiano del Pleo - e con noi i responsabili di Fnac e di Mondadori Informatica che per primi hanno deciso di scommeterci. Per Pleo, che è proposto a 299 euro, c’è una speciale a casetta nella quale può muoversi”. L’attuale modello è solo il primo di una famiglia di Pleo che avranno nuove interessanti capacità. A cominciare dalla connettività wireless, funzionalità che - secondo Bellotti - sarà disponibile anche come opzione. Un dinosauro robot che legge l’e-mail o che sorveglia i bambini seguendoli nei loro giochi potrebbe non essere più fantascienza.





1 Michela Santini
il 19/07/2008 alle 16:18
Come disassemblare Pleo:
http://www.ifixit.com/Guide/First-Loo...
Io ho visto Pleo senza pelle, ma non sono arrivata a tanto!
Notare lo "Warning" iniziale in pieno stile roboEtico: "This guide is not for the squeamish. If violence to robotic creatures causes you emotional distress, stop reading now".
2 _pepe_
il 25/07/2008 alle 15:13
accidenti, ancora non ho capito bene cosa sia e già mi fa tenerezza.. Ma, la dirò stra banale, è umano provare tenerezza per un ammasso di viti, chip, circuiti, seppur sofisticatissimi e poi magari non accorgersi quando il "compagno di banco" si è offeso, è felice, preoccupato... ?
3 Piero Todorovich
il 29/07/2008 alle 11:31
L'importatore italiano si era posto il problema sollevato da Pepe e aveva invitato alla conferenza stampa la psicologa Lucia Giovannini. In pratica Pleo, che è poco più di un ammasso di viti chip ecc, non può ricambiare l'amore di un essere umano, ma può rifletterlo come una sorta di specchio. "Pleo ispira un legame emozionale, un senso d'amore - ha precisato la psicologa - con un impatto sociologico positivo per le persone. Utile laddove non sia possibile la compagnia di un animale vero". In fondo Linus tiene stretta la sua coperta e molti di noi sono cresciuti stingendo pupazzi di peluche. Anche questo, forse, ci è stato utile per capire in seguito le ansie del compagno (o della compagna) di banco.