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Clima e tecnologia: lo zampino di Microsoft nelle Oasi del Wwf

Scritto da Gianni Rusconi

Un software del colosso di Redmond alla base di un “Osservatorio” che ha la precisa finalità di difendere la biodiversità italiana. Le prime centraline di monitoraggio sono già al lavoro in 10 Regioni della Penisola, dalla laguna di Venezia ai monti della Sardegna.

Domani è Ferragosto e la gita fuori porta - al mare come in campagna, collina, lago e montagna – è un appuntamento “obbligato” per milioni di italiani. Anche per chi è un appassionato di tecnologie e nel contempo persona attenta al rispetto per la natura. Approfitto quindi dell’occasione per spendere qualche riga su un progetto presentato a braccetto dal Wwf e Microsoft Italia qualche settimana addietro. Le finalità dell’iniziativa Ossevatorio Oasi sono presto spiegate: far diventare le Oasi della più nota associazione ambientalista del mondo veri e propri laboratori di osservazione dei mutamenti climatici. Che riguardano anche lo stato di salute dell’ambiente del nostro Paese, molto più di quello che ci possiamo immaginare (leggersi il dossier Wwf per averne conferma).

Con l’apporto di alcuni ricercatori dell’Università della Tuscia e la partecipazione del Corpo Forestale dello Stato e del Museo di Zoologia di Roma è stato messo in funzione – inizialmente in 16 Oasi pilota in 10 regioni italiane, dai monti del Trentino al mare di Sicilia, dalle lagune venete ai boschi di Umbria e Sardegna – un sistema di centraline di monitoraggio che sfrutteranno un software sviluppato dal laboratorio di ricerca informatica Microsoft di Cambridge. Tutti i dati raccolti verranno organizzati in un database nazionale e serviranno a calcolare le potenzialità delle Oasi in termini di “assorbimento” del carbonio e ad effettuare previsioni a medio-lungo termine necessarie per attivare specifiche misure di adattamento e conservazione della biodiversità in Italia.

Se questa iniziativa darà o meno valore al progetto di cui fa parte, Generazione Clima, è presto per dirlo ma certo è l’obiettivo di ridurre del 30% le emissioni nocive entro il 2020 in Italia come nel resto d’Europa è il traguardo minimo se si vuole provare a salvaguardare il 20-30% delle specie a rischio di estinzione a causa del cambiamento climatico.

Domani, quando stenderete le vettovaglie per il pic-nic di Ferragosto pensateci.

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