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Telefonini a scuola? Educativi, basta saperli usare

cellulari ricerca scuola

Scritto da Roberto Catania

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Altro che vietarne l’ingresso negli istituti. I telefonini, se utilizzati con criterio, possono essere addirittura utili all’apprendimento. Lo dice una ricerca inglese condotta dall’Università di Nottingham

Provate a chiedere a un insegnante qual è la peggiore invenzione degli ultimi anni. Vi risponderà senza un minimo di esitazione: il cellulare. Messi alla gogna da quasi tutti i “prof” del mondo, tanto da essere vietati e in alcuni casi confiscati prima delle lezioni, i telefonini sono considerati una delle prime fonti di distrazione per gli alunni. Eppure c’è chi pensa che sia tempo di cambiare opinione: il cellulare a scuola non solo non è dannoso, ma può addirittura fare del bene; naturalmente purché sia utilizzato a fini educativi.

La proposta arriva dall’Università di Nottingham, che ha condotto un vero e proprio esperimento educativo basato sull’uso degli apparecchi mobili nelle scuole. Il progetto - che si è protratto per nove mesi – ha coinvolto 331 allievi delle scuole secondarie inglesi che si sono cimentati nell’utilizzo del cellulare per tutta una serie di attività scolastiche: dalla creazione di filmati all’utilizzo dell’organizer per appuntare i compiti, dalle registrazioni delle lezioni all’impiego del cronometro per condurre esperimenti basati sul tempo; ovviamente i cellulari più evoluti sono stati utilizzati per connettersi a Internet per effettuare ricerche, mandare email o trasferire file elettronici.

I risultati, mostrati da Elizabeth Hartnell-Young in occasione della conferenza annuale della British Educational Research Association a Edinburgo, hanno messo in mostra un aumento della motivazione degli alunni. Ancora più sorprendenti gli effetti sui professori impegnati nel progetto, che in molti casi hanno dovuto rivedere il loro atteggiamento nei confronti dell’(ex)odiato oggetto elettronico: “Agli studenti piacciono i cellulari e sanno usarli”, ha commentato uno degli insegnanti impegnati nel progetto; “queste tecnologie danno loro più libertà di esprimersi senza essere costantemente monitorati”.

Dal banco degli imputati ai banchi di scuola? Non ancora. Per molti il cellulare resta ancora uno strumento che poco ha a che vedere con i fini educativi. Sintomatica – fa notare Science Daily - l’opinione espressa lo scorso mese fa da Chris Kates, segretario generale della Naswut, l’Unione Nazionale delle insegnanti inglesi: “Oggigiorno i ragazzi vengono a scuola dotati di telefonini, mp3 e consolle gioco, quando gli insegnanti chiedono loro di portare solo una penna”.

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