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Zichichi: grazie al Cern vivremo fino a 300 anni

acceleratore big bang cern

Scritto da Roberto Catania

Cern-Lhc-2

Per il fisico italiano, gli esperimenti in atto nel mega acceleratore di Ginevra, ora in fase di riparazione, faranno crescere la nostra speranza di vita. E non di poco

Quello che stiamo facendo al Cern ci potrebbe portare a vivere 300 anni”. Lo ha detto Antonino Zichichi in occasione del congresso della Società italiana di fisica. Per il noto fisico italiano gli esperimenti in atto nel mega acceleratore di Ginevra permetteranno alle future generazioni di avere una speranza di vita pluricentenaria. È un’ipotesi reale o uno zuccherino per addolcire la delusione dopo l’inattesa interruzione degli esperimenti nel chilometrico tunnel svizzero?


La vita media nel pianeta - ha detto Zichichi - si aggira oggi sugli ottanta anni, ma siamo fatti in modo robusto e non c’è motivo perchè si viva solo cento anni. I nostri posteri guarderanno a noi come noi guardiamo ai nostri antenati che avevano una vita media di 30 anni”.

Dichiarazioni che inducono a riflettere e a porci quantomeno due domande.

La prima: quale relazione lega i buchi neri con la nostra longevità?
 
E soprattutto: se davvero vivremo fino a 300 anni, cosa dovranno inventarsi i nostri governatori per risolvere il problema delle pensioni?

Commenti   (Inserisci un commento)

Io speriamo che me la cavo è un "OMISSIS" scritto dal maestro elementare "OMISSIS" nella forma di una raccolta di sessanta temi scritti da ragazzi di una scuola elementare della città di "OMISSIS" in provincia di Napoli che raccontano con innocenza, umorismo, dialettismi (e infiniti errori grammaticali, appositamente non corretti) storie di vita quotidiana di bambini che vedono con i loro occhi fenomeni come la camorra, il contrabbando, la prostituzione, gravidanze inaspettate ecc.
DISEGNO fin troppo reale di un meridione lontano dalla modernità e che si sente ai margini di uno sviluppo al tempo stesso così vicino e cosi lontano, ha come eroi, secondo il critico "OMISSIS", proprio quei tanti cittadini del sud che coraggiosamente cercano di vivere la loro vita in modo onesto e dignitoso, non cedendo al richiamo dei soldi facili o delle raccomandazioni della criminalità organizzata.
In realtà, come dichiarato dallo stesso autore tempo dopo, i temi sono frutto di invenzione[citazione necessaria] ma sufficientemente plausibili per la realtà in cui sono ambientati. Ciò nonostante questo libro, anomalo nel suo genere, ha venduto più di un milione di copie diventando un bestseller.
Il titolo del "OMISSIS" è dato dalla frase con cui un alunno, il più scalmanato di tutti, (che alla fine del libro ha una sorta di "conversione dell'innominato" verso lo studio e il senso del dovere) concluse il suo tema sulla parabola preferita di Gesù ossia l'Apocalisse, ribattezzata da quello studente con il termine "la fine del mondo".

NOI SPERIAMO CHE C'E LA CAVEREMO!

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