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Wall-E, robot spazzino e spaziale della Pixar

animazione cinema pixar wall e walt disney

Scritto da Simona Santoni

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Il nuovo film d’animazione digitale esce il 17 ottobre in Italia. Questa volta gli Studios americani lavorano di Cgi e fantasia nella galassia, con scenografie realistiche e molto cinematografiche

Dopo le ricette da chef di Ratatouille, i motori ruggenti di Cars e le imprese tra i mari di Alla ricerca di Nemo, gli studi di animazione digitale della Pixar, insieme alla Disney, volano nello spazio e danno vita a un robot. Un piccolo e tenero robot ecologista, Wall-E, acronimo di Waste Allocation Load Lifter Earth-Class.

È lui il protagonista della pellicola diretta da Andrew Stanton: Wall-E, è stato lasciato sulla Terra, abbandonata dagli umani perché ormai troppo piena di immondizia e inquinamento. Il piccolo robot ha il compito di ripulirla, cosa che fa con in impegno per centinaia di anni. Finché a rompere la sua solitudine piove dal cielo un’elegante robot sonda chiamata Eve (Extra-terrestrial Vegetation Evaluator), di cui si innamora. Eve capisce che Wall-e si è inavvertitamente imbattuto nell’elemento fondamentale per il futuro del pianeta e torna nello spazio per annunciare le sue scoperte agli umani che attendono impazientemente notizie a bordo della lussuosa navicella spaziale Axiom e che vogliono sapere se è sicuro tornare a casa.

Le scenografie di Wall-E richiedevano una visione cinematografica particolare del futuro che fosse anche esaustiva, dalla Terra abbandonata piena di spazzatura all’enorme navicella spaziale situata all’estremità di una nebulosa che ospita migliaia di esseri umani. Per realizzarla, a supervisionare le scenografie del film c’è stato Ralph Eggleston.

Una delle cose magnifiche della Pixar”, spiega Eggleston, “è che noi creiamo dei film d’animazione che hanno anche degli elementi tipici delle pellicole con effetti speciali e live-action. Abbiamo scoperto la nostra idea di mondo e l’abbiamo creata dal nulla. Con Wall-E, era fondamentale che il pubblico credesse a questo universo o avrebbe avuto delle grosse difficoltà a pensare che il nostro personaggio principale fosse veramente l’ultimo robot sulla Terra. Così, abbiamo deciso che l’ambientazione terrestre sarebbe stata molto realistica e dettagliata. Abbiamo creato quasi dieci chilometri di città, per far sì che, ovunque Wall-e andasse, sapessimo esattamente dove si trovava e che quel mondo esisteva veramente. Alla fine, con l’animazione le abbiamo stilizzate un po’, ma sono comunque le ambientazioni più realistiche che siano mai state realizzate alla Pixar. Dal punto di vista artistico, è stato anche il compito più duro che abbiamo svolto”.

Una delle cose che il regista Andrew Stanton voleva fare con Wall-E era creare un aspetto differente da quello che vediamo normalmente nei film d’animazione,” ricorda il produttore Jim Morris. “Molto spesso le pellicole di animazione danno l’impressione di essere state realizzate in una sorta di spazio digitale. Invece, noi volevamo che questo film sembrasse fatto da alcuni direttori della fotografia con delle vere cineprese che si erano recati in questi posti, riprendendo quello che il pubblico sta osservando. Noi volevamo avere una fotografia che sembrasse reale e più ‘sporca’ di quanto capita con i normali prodotti di animazione”. Per questo sono stati chiamati il direttore della fotografia Roger Deakins (Non è un Paese per vecchi, L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford) e lo stregone degli effetti visivi e sei volte vincitore dell’Oscar Dennis Muren  (Guerre stellari, Indiana Jones, Jurassic Park).

ll cast di personaggi di Wall-E, inoltre, comprende un ampio assortimento di robot, compresi alcuni che parlano nella loro lingua. Per creare le loro voci speciali è stato chiamato il più volte vincitore dell’Oscar, il responsabile del sonoro Ben Burtt, già creatore della voce di R2-D2 (Guerre stellari), del rumore della frusta di Indiana Jones, del sibilo di Alien.

Un video con gli uomini della Pixar al lavoro:

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