Driver Assistant Connect, ologramma da auto o bufala?
Tra pochi giorni è previsto il lancio di un sistema di navigazione e assistenza automobilistica che promette meraviglie sotto sembianze di un passeggero virtuale. Molto virtuale…
Verità o bugia? La domanda, talmente ad ampio spettro da risultare applicabile a buona parte delle attività umane, stavolta riguarda Driver Assistant Connect. Il nome potrebbe fare pensare a un sistema di navigazione Gps integrato, ma in realtà si tratta - diciamo, potrebbe trattarsi - di qualcosa di più ambizioso e meno convenzionale: un passeggero virtuale.
Che, ricostruito con un sofisticato sistema olografico, risulta di bella presenza (nonché in duplice versione: maschile e femminile, a seconda delle preferenze di chi è al volante), parla a comando, è discreto - si spegne con semplice gesto - e utile: promette di controllare eventuali colpi di sonno. Ma che è pronto a sfoderare i muscoli: basta fargli assumere l’aspetto di un energumeno e l’antifurto è servito. “Prima di tutto la sicurezza - promette un video promozionale - e poi il relax”. Insomma, ladri di tutto il mondo, siete avvisati: durante le vostre imprese, potrebbe materializzarsi dal nulla un passeggero intenzionato a difendere a caro prezzo il mezzo oggetto di troppe attenzioni!
Il produttore di DAConnect è - almeno sulla carta - un’azienda cinese, Wong Ming Electronics. Che su Internet non ha un sito Web (strano per un’azienda “che da anni opera nel settore elettronico“, no?) ma che “in Europa sarà distribuito dalla società svizzera DS Trade sagl”. Il sito Web dedicato a DAConnect risulta registrato da una Srl milanese: un caso lampante di lungimirante imprenditoria o di scherzo ben congegnato, per non dire altro?
Chissà: basta aspettare il 13 ottobre, ovvero la data prevista per il lancio del sistema olografico di navigazione e di assistenza automobilistica in questione. Fino ad allora ci si può dilettare con le Faq dedicate a DAConnect, che comprendono anche le istruzioni per il montaggio e un consistente numero di video per illustrarne le caratteristiche: ci sarebbe da obiettare che alcune realizzazioni non sono proprio opera di Steven Spielberg, ma basta adottare un approccio fideistico per passarci sopra a piedi pari. E magari, se si è appassionati di auto vintage, apprezzare la Triumph Spitfire che capeggia in homepage.
Si può ingannare l’attesa - tanto, il 13 ottobre è dietro l’angolo - leggendo un buon libro. Tipo un piccolo cult a firma di Stefano Disegni e Massimo Caviglia: “Due ruote e una sella“. Scritto - o meglio, disegnato - nei primi anni Novanta per il popolo delle due ruote, si dimostrava già allora in anticipo sui tempi proponendo l’adozione di una procace passeggera di lattice onde suscitare le invidie dei motociclisti circostanti. A distanza di tempo, ci si chiede con impazienza come sarà la sua evoluzione in chiave olografico-automobilistica: e se si pensa che a breve assisteremo a di qualcosa di fantascientifico, beh, gli olomovies illustrati nel numero 71 di Nathan Never sembrano essere più affascinanti del passeggero virtuale di DA Connect.





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