Gentili utenti vi informiamo che il team di MyTech si è spostato sul canale Hitech & Scienza di Panorama.it

      non hai uno username? regìstrati   /   recupera la password

apple / google / microsoft

Ruf, et voilà la Porsche 911 elettrica

auto green tech porsche ruf veicoli elettrici

Scritto da Davide Zunino

ruf

E’ del preparatore tedesco la prima interpretazione in chiave zero emission di una delle sportive più celebri di tutta la storia. Sulla carta manca qualche kW, ma a stupire sono coppia massima e compattezza del propulsore

Nella sua più che quarantennale carriera, la Porsche 911 ne ha viste tante: dal raffreddamento ad aria sopravvissuto fino al 1997 alle quattro marce (che sono riuscite ad approdare sulle prime Turbo) divenute poi un cambio a controllo elettronico e doppia frizione, dalla trasmissione integrale delle Carrera 4 per terminare a un numero impressionante di evoluzioni e migliorie che nulla hanno lasciato di quanto debuttò al Salone di Francoforte nel 1963.

Mancava solo - se si escludono ali e pinne - un motore elettrico: detto e fatto, ma la proposta non viene da Zuffenhausen quanto da uno dei molti preparatori tedeschi che da tempo si cimentano con la Typ 911. Sulle Porsche, Ruf Automobile mette mano da più di trent‘anni, da quando cioè nel 1977 lanciò una 930 con motore maggiorato a 3,3 litri; la prima esperienza con le 911 risale all’anno successivo. Non certo l’ultimo venuto, quindi. E, tra l’altro, uno dei più apprezzati da parte di chi ama le caratterizzazioni estreme del modello.

La prima zero emission di Ruf si chiama, non a sorpresa, E-Ruf: ed è un modello da 150 kW di potenza, più di 250 km/h di velocità massima e da meno di sette secondi sul classico riferimento 0-100 km/h. Tanto la storia della E-Ruf quanto i numeri meritano un piccolo approfondimento: il boss Alois Ruf ha iniziato lo sviluppo della propria creatura due anni fa, insieme agli esperti di Calmotors. Il risultato è una 911 con motore elettrico a corrente alternata trifase, incredibilmente compatto (40x25 cm in pianta) e una batteria da 96 celle agli ioni di litio, costruita dall’inglese Axeon. L’autonomia dichiarata varia dai 250 ai 320 km, e la ricarica richiede 10 ore.

Dati di tutto rispetto, ma 150 kW sono la stessa potenza della Mini E. Pochi per una Porsche? Forse sì, ma il motore della E-Ruf si prende una sonora rivincita contro l’elettrica di casa BMW e contro molti motori a combustione interna quando si parla di coppia massima: che è pari a 650 Nm. Roba da motore atmosferico da 5 e più litri o turbocompresso da 3 o 4000 cc: a titolo di cronaca, la coppia massima del 3,6 litri che equipaggia la Carrera attualmente in produzione è pari a 370 Nm, espressi a 4250 giri/minuto. Non è poco.

Anzi, sulla carta più che abbastanza per fare muovere con brio le due tonnellate di massa complessiva della E-Ruf. Perché è quest’ultima il vero problema: le sole batterie pesano più di 500 kg, vale a dire l’intera differenza tra la 911 a motore elettrico di Ruf e una a motore endotermico. L’idea c’è, il marchio anche. Ora manca qualcosa di riassumibile in una delle massime più celebri di Colin Chapman: “To add speed, add lightness“. Per avere più velocità, aggiungi leggerezza. Già, ma come fare con le batterie?

Commenti   (Inserisci un commento)

Ancora nessun commento.

Effettua il login