Chevrolet Volt, l’ibrida con il rumore dell’Enterprise
Ibrida, rivale della Prius e di futura commercializzazione: la Chevrolet Volt è pronta ad accendere i motori. E a fare rumore, nel vero senso della parola
“L’industria automobilistica deve essere capace di raggiungere un traguardo fondamentale: lo sviluppo di propulsioni alternative“. Se a formulare la frase, a dire il vero non originalissima, è il Presidente di General Motors in persona, Rick Wagoner, bisogna aspettarsi qualche ricca novità. Tanto più che l’occasione per pronunciarla è stato il centesimo compleanno del marchio Chevrolet, uno degli assi portanti di GM.
La novità in questione è la Volt, che arriverà negli Stati Uniti nel 2010 e in Europa subito dopo, con il marchio Opel: si tratta di una berlina di media taglia lunga 4,4 metri, in grado di funzionare per i primi 60 km in modalità elettrica, grazie a un propulsore da 120 kW collegato a un pack di batterie agli ioni di litio da più di 200 celle e da 16 kW/h. Oltre questa soglia, subentra un generatore alimentato da un motore a benzina/etanolo che fornisce il necessario per alimentare il motore elettrico e al contempo ricaricare la batteria. Il principio è quello su cui si basa la Toyota Prius, che dovrebbe essere la principale rivale commerciale, con la differenza che sulla Volt si può ricorrere alla presa di corrente domestica per ricaricare le batterie: attingendo a una normale 220V, dovrebbero bastare tre ore. Di spicco un dato: per General Motors, quando la Volt conta sulla sola propulsione elettrica, ha un costo al chilometro di circa due centesimi di euro o, in alternativa, la stessa efficienza di un grande frigorifero.
La vera curiosità della Volt, comunque, è nei rumori che emette. O meglio, che non emette quando il motore endotermico è a riposo: per i passanti, potrebbe - paradossalmente - costituire un pericolo. Niente paura, Frank Weber - dirigente della divisione General Motors E-Flex - ha illustrato la soluzione: un suono “altamente tecnologico” e paragonabile a “quando sull’Enterprise si chiudono le porte, o si usa il teletrasporto”. E quindi “non riconducibile a un motore a combustione”, ma “molto piacevole, quasi impercettibile”. Con tanto di “un avvisatore acustico per i pedoni, che si può attivare come si fa con gli abbaglianti”.
Di qui, sul Web, una serie di domande, tra il serio e il faceto: verità o bufala? Eccessivo amore per Star Trek? O un modo per conferire una patina emozionale a qualcosa che nasce per essere ecologico e razionale? Intanto la discussione è aperta e, a prescindere da tutto, tanto curiosa quanto gradevole. Visto che ci siamo, perché allora non optare per il ronzio di Kitt, la Pontiac Firebird protagonista del telefilm Supercar negli anni Ottanta? Sarebbe sufficientemente hi-tech e, dal momento che Pontiac è un marchio GM, per la Volt si risparmierebbero anche i diritti d’autore…





Ancora nessun commento.