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Volkswagen, si chiama Twin Drive la Golf ibrida

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Scritto da Davide Zunino

twindrive

Sarà pronta con buona probabilità, nel 2011, ma già da adesso l’ultima arrivata rivela spunti di indubbio interesse. Tra cui, in ordine sparso, l’assenza della trasmissione e un funzionamento diverso dagli altri ibridi sul mercato

La lista di chi crede concretamente nei veicoli a propulsione ibrida si allunga sempre più: oltre ai soliti noti - due su tutti: Toyota (che sta seriamente pensando di rendere hybrid-only l’intero marchio Lexus) e Honda, ma anche Bmw e Mercedes - scende in campo anche Volkswagen con una Golf a doppio motore, chiamata Twin Drive.

A dire il vero, si tratta più di una mossa dovuta che di una vera e propria novità: tanto che il responsabile del progetto, Lars Hoffman, ha fatto una sorta di mea culpa affermando che la tecnologia ibrida è stata ignorata da VW nell’ultimo ventennio. Diciamo, comunque, che il tempo per recuperare c’è, anche se all’inizio - con buona probabilità - il primo obiettivo sarà colmare il gap con la concorrenza. Cosa che Volkswagen sembra intenzionata a fare, e in fretta: alle prime voci di corridoio, che indicavano nel 2015 (!) la data di commercializzazione della prima VW ibrida, si sostituisce ora una notizia quasi ufficiale: la Twin Drive sarà in strada nel 2011. Anche perché il Governo tedesco pare intenzionato a stanziare 15 milioni di euro per favorire i produttori nello sviluppo di veicoli ibridi.

La Golf Twin Drive svelata da Volkswagen a Berlino ha un motore endotermico a gasolio da 1,4 litri, ma la versione definitiva lascerà il passo a un propulsore a benzina da 1 litro di cilindrata, turbocompresso, da circa 75 kW: sulla carta, sembrerebbe la risposta di Wolfsburg alla Chevrolet Volt, ma così non è. Il motore elettrico della Golf trasmette infatti il moto alle ruote anteriori, mentre nella Volt si occupa semplicemente di ricaricare le batterie. Il che, a ben vedere, è una piccola rivoluzione copernicana: se nelle auto ibride è prassi che il motore a combustione alimenti quello elettrico, sulla Golf è il motore elettrico ad essere supportato dall’energia ricavata dal motore endotermico.

Nella Twin Drive manca la trasmissione: il motore elettrico ha sufficiente coppia per spingere l’auto a 50 km/h, e oltre questa velocità interviene il propulsore a combustione interna, che aziona le ruote con un rapporto simile alla presa diretta su un’auto convenzionale; il motore elettrico, in questo caso, serve solo per soddisfare con il proprio lavoro richieste di potenza immediate. Insomma, in città la Twin Drive è elettrica (e anzi, è possibile escludere del tutto il motore a combustione con un semplice tasto, il che torna utile dove non sono ammessi altri veicoli se non quelli a zero emissioni), nell’extraurbano endotermica, con il propulsore elettrico a dare man forte ove richiesto.

La mancanza di trasmissione compensa in parte il peso del pack batterie - alloggiato in bagagliaio, è di provenienza Sanyo - che sfiora i 200 kg; la retromarcia è elettrica e determinata dall’inversione del senso di rotazione del motore stesso.

Come la Mini-E, la Golf Twin Drive è un veicolo di tipo plug-in: le batterie possono essere ricaricate dalla presa di corrente domestica. L’autonomia della Golf non è da primato: si parla di poco più di 50 km (ad ogni modo, sufficienti a coprire un uso quotidiano su percorso cittadino) garantiti dal cuore Li-Ion da 12 kW/h, ma è probabile che - da qui al lancio sul mercato - sia proprio questo l’aspetto su cui gli ingegneri di Wolfsburg lavoreranno maggiormente.

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