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Malaguti, uno scooter ibrido nel 2009

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Scritto da Davide Zunino

Meno appariscente delle moto che fanno sognare, ma infinitamente più pulito: l’ibrido del costruttore bolognese debutterà nel 2009, e pare che avrà un prezzo molto competitivo

Difficile, ma - evidentemente - non impossibile: l’idea di collocare due motori nell’esiguo spazio di un mezzo a due ruote trova la traduzione pratica in uno scooter a ruote basse firmato da Malaguti. La casa bolognese ha scelto infatti la passerella dell’Eicma 2008 per presentare uno scooter ibrido, che nasce da un progetto congiunto italo-cinese: sarà sul mercato sul finire del 2009, commercializzato in due versioni: una per i mercati europei e una per quelli asiatici.

Sulla carta, l’ibrido di casa Malaguti - del quale non è ancora ufficialmente noto il nome, anche se potrebbe chiamarsi Hem - è tecnologicamente molto avanzato: il motore elettrico fornisce il moto alla ruota posteriore e quello a combustione interna funge da semplice generatore. Inoltre, un sistema di recupero energetico fa sì che il propulsore elettrico si ricarichi in frenata.

I vantaggi dell’uso di un propulsore endotermico ovvia al problema-chiave dei motori elettrici: l’autonomia. Se su un’auto è possibile sfruttare lo spazio del bagagliaio e dei sedili posteriori, pur se con più di un limite funzionale, su uno scooter l’impresa è ben più ardua (anche perché il peso è un altro fattore di cui tenere conto: e il Malaguti pesa 130 kg, più o meno come uno scooter da 125 cc); di qui la scelta, tanto all’avanguardia quanto di fatto obbligata. Il motore endotermico è un monocilindrico a quattro tempi raffreddato a liquido, da 50 cc di cilindrata; è collegato a un generatore da 1600 W e, in modalità ibrida, garantisce un’autonomia di 150 km.

Escludendo il motore a combustione - utile ad esempio nei centri in cui sono ammessi solo veicoli a zero emissioni - l’autonomia scende a 20 km. Lo scooter Malaguti è di tipo plug-in: permette cioè la ricarica delle batterie dalla normale presa di corrente a 220 volt. E se l’autonomia sembra risibile, bisogna considerare che lo scooter italo-bolognese punta deciso sul fattore prezzo, il che porta - inevitabilmente - a soluzioni di compromesso: a una nostra precisa domanda in materia (“Sotto o sopra i 3000 euro?”), gli uomini di San Lazzaro di Savena hanno risposto con un eloquente sorriso.

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