Boeing, tra tre anni decolla il biocarburante?
Per il colosso a stelle e strisce, il via libera all’uso di carburanti alternativi al kerosene avverrà prima del previsto. Saranno le paraffine sintetiche a fornire il biocarburante: economico come il carbone liquido ma più pulito
Secondo Boeing, il primo produttore di aerei civili al mondo, entro il 2011 i velivoli di linea saranno alimentati con carburanti più verdi e meno costosi: in altre parole, se la rivoluzione non è dietro l’angolo, poco ci manca. Per il responsabile del programma dedicato ai carburanti sostenibili dell’azienda di Chicago, Darrin Morgan, “Ci aspettiamo che le autorità certifichino una miscela dedicata al settore dei trasporti aerei, per uso commerciale, in un immediato futuro”.
Se così fosse, per i produttori di velivoli si tratterebbe di un passo avanti concreto contro l’inquinamento, nonché di un buon motivo di risparmio. Eppure, Morgan dimostra ottimismo, anche a dispetto del fatto che, al momento attuale, gli esperimenti con i carburanti alternativi sono agli albori o poco più. “Tre anni, al massimo cinque - ha ribadito - molto più velocemente di quanto si possa immaginare”.
Il kerosene, quindi, dovrebbe andare in pensione a breve. O, almeno, non avere più l’esclusiva. Anche perché il biocarburante è un sostituto immediato: non bisogna modificare il sistema di alimentazione dei mezzi. Per contro, l’ostacolo primario all’adozione dei biocarburanti è legato alla disponibilità delle biomasse necessarie per ricavarne il combustibile: il bisogno di kerosene annuo del settore aerospaziale supera i 300 miliardi di litri. Il che rende plausibile l’ipotesi di Boeing relativa all’adozione di una miscela di cui il biocarburante ammonti al 30% circa.
Già, ma da cosa ricavare, in concreto, quel 30%? Per Morgan, le alghe possono essere una buona via, ma è dall’olio di girasole e da una pianta tropicale, la jatropha, che arrivano le maggiori possibilità per il futuro prossimo: si tratta delle cosiddette paraffine sintetiche. Dalla jatropha, tra l’altro, si ricava già biodiesel. “Le paraffine sintetiche - conclude Morgan - hanno una compozione simile a quella dei carburanti a carbone liquido, già certificato. Se anzi si viaggia da e verso il Sudafrica, probabilmente lo si sta già utilizzando”. Il tutto grazie alla sudafricana Sasol e ai suoi investimenti: tuttavia, rispetto questo carburante, le paraffine sintetiche bioderivate riducono l’emissione di gas inquinanti risultando al contempo competitive sul fronte dei prezzi.





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