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Al Web 2.0 Summit, anche auto. Ma solo green

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Scritto da Davide Zunino

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Non solo information technology, ma anche mobilità sostenibile: i boss di Tesla Motors e Better Place spiegano il proprio credo. Di informatici convertiti ai veicoli non inquinanti

Al Web 2.0 Summit di San Francisco non è passata inosservata la presenza di due aziende che hanno ben poco a che fare con l’informatica convenzionalmente intesa, ma che - tutto sommato - avevano pieno titolo a partecipare a un evento più orientato a trovare modelli di business funzionanti nell’attuale contesto economico, che innovazione fine a se stessa.

Tesla Motors e Better Place hanno due modelli di business profondamente differenti, ma un’idea di fondo comune: che le auto del futuro debbano prescindere dal motore a scoppio. La Roadster marchiata Tesla è frutto dell’idea di Elon Musk, cofondatore di Paypal, ed è un’auto elettrica pura: sportiva al 100% (e anche nella parte alta, se non altissima, dei listini prezzi), ha fronteggiato di recente un crash-test on the road, dando un saggio della propria robustezza al paraurti dell’ignaro possessore di una Mercedes Classe C in quel di San Francisco.

L’idea di Shai Agassi, che al progetto si è dedicato dopo la separazione da Sap (nella quale è riuscito a diventare il primo membro non tedesco a sedere nel CdA), è più ad ampio respiro: rendere la propulsione elettrica una commodity. Ovvero, per dirne una, cambiare le batterie - alla bisogna, ovviamente - nello stesso lasso di tempo con cui si porta l’auto a lavare. Ed è per questo che è nata Better Place.

Musk e Agassi hanno parlato in due sessioni separate del Web 2.0 Summit, senza risultare voci fuori dal coro: secondo Musk, l’ostacolo alla costruzione di un numero maggiore di Roadster rispetto alle 1200 annualmente prodotte - già, perché con un assegno da 100.000 euro è possibile acquistarne regolarmente una - è la capacità produttiva dell’azienda stessa. In futuro, per Tesla, “vi saranno una berlina a quattro porte su cui caleranno i veli nel 2009 e un’economica da meno di 30.000 dollari [al cambio, 23.500 euro, ndR]”.

Agassi, per contro, ha proposto più un approccio ad ampio spettro, senza addentrarsi in problematiche costruttive o commerciali: ha parlato dei cambiamenti tecnologici necessari per divenire un’alternativa credibile ai produttori di auto tradizionali. Che, ad ogni modo, hanno lanciato sul mercato proposte quali la Chevrolet Volt: per Musk, “si tratta di un ottimo inizio, ma le tre sorelle di Detroit [GM, Ford e Chrysler, ndR] possono fare molto più in termini di nuove idee ed innovazione”.

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