Le auto elettriche consumano troppo?
Non è un controsenso, ma un grido d’allarme sollevato dai consiglieri accademici del Presidente degli Stati Uniti. Il rischio è quello trovarsi a corto di elettricità entro il 2030. Ecco perché
I politici prevedono e gli scienziati non confermano: se due categorie così lontane non si trovano d’accordo sul trend dei consumi elettrici, mai come nel caso specifico si può richiamare la frase che ha destinato all’immortalità la missione dell’Apollo 13: “Houston, abbiamo un problema”.
Secondo il pool di consiglieri accademici (Pcast) del Presidente degli Stati Uniti, infatti, le previsioni governative in materia sono largamente sottistimate. E un ruolo chiave in questo sarebbe giocato dal boom dei veicoli elettrici e ibridi. L’allarme è lanciato sotto forma di aggiornamento a un report del 2006, intitolato “L’imperativo energetico: la tecnologia e il ruolo delle aziende emergenti”.
Cui, evidentemente, la sezione del Department of Energy a stelle e strisce che si occupa di produrre dati e statistiche in tema di energia, avrebbe risposto con approssimazione: il j’accuse sostiene che l’uso di veicoli elettrici e ibridi di tipo plug-in (quelli, per capirci, che si ricaricano direttamente dalla presa di corrente di casa, e che già oggi sembrano rappresentare il futuro del settore), insieme ai miglioramenti legati ai processi di dissalamento dell’acqua, porteranno a un’impennata nei consumi di elettricità. E che la cosa deve porre interrogativi immediati.
Anche perché il fabbisogno elettrico previsto per il 2030 dagli scienziati statunitensi dipenderebbe solo per il 20% da fonti rinnovabili, affidando la produzione del rimanente quantitativo a fonti quali il nucleare e il clean coal, costose e potenzialmente meno sicure. La questione resta aperta, e ovviamente non riguarda solo gli Stati Uniti, ovvero i primi consumatori di energia elettrica al mondo: riguarda tutti. Anche chi non ha la patente e vive in Italia.





1 aston
il 11/11/2008 alle 11:56
E' ovvio che in questo lasso di tempo, dobbiamo potenziare le energie
alternative, e' ovvio che il fotovoltaico e l'eolico debbano diventare imperativi assoluti, senza che siano ostacolati da persone
che magani non guadagnano da queste tecnologie, e' ovvio che bisogna
smettere di pensare all'idrogeno, che verde non lo e' per niente,a meno che non sia prodotto in Islanda...ed e' altrettanto ovvio che
dobbiamo muoverci molto velocemente, tempi rapidi a cui i politici normalmente non sono abituati, parlo di tutti, rossi neri e bianchi,
un'auto elettrica con un modulo fotovoltaico sul tetto ad altissima efficienza, che venga ricaricata ad una stazione fotovoltaica, vorrei
capire dov'e' questa preoccupazione di finire senza corrente?
Ho paura che qualcuno voglia portare l'acqua del mulino da qualche altra parte... spero non sia il nucleare.
2 Mario Maggi
il 12/11/2008 alle 12:07
I problemi tecnici sono TUTTI risolvibili, purtroppo non lo sono quelli di ottusita' di certi politici e dei loro consiglieri strapagati.
Le prospettive di accumulo energetico locale sono buone, le soluzioni tecniche sono gia' disponibili, e' chiaro che se si insistera' a costruire poche grandi centrali invece di stimolare la generazione distribuita, i problemi aumenteranno sempre. Ma forse non si vogliono le auto elettriche, troppo silenziose e troppo poco inquinanti.
3 Paolo
il 12/11/2008 alle 14:49
certo che si deve andare verso il nucleare
solo quelli che si disinteressano totalmente alla fisica possono non capirlo
ogni processo di conversione ha delle perdite. Di fatto se produci energia elettrica con il petrolio (o carbone o altro) e poi ci carichi delle batterie con cui poi alimenti un motore e l'energia devi trasportarla per migliaia di Km ti trovi probabilmente con un processo che ha più perdite rispetto a caricare di benzina direttamente il serbatoio.
Il fotovoltaico poi è una vera truffa. Quello che sfugge a molti è che l'efficienza è data da fattori fisici, non produttivi. Di fatto produrre un pannello costa tanta energia quanta lui stesso ne produrrà in 15 anni. In altri termini un pannello fotovoltaico è una sorta di accumulatore di energia nel tempo e nello spazio. Far produrre oggi in Cina tutta la CO2 che poi risparmierò qui in 15 anni non è un gran beneficio per l'ambiente, anzi.
L'energia nucleare che è, verificare dai dati ONU, la fonte a più bassa emissione di CO2 assieme all'idroelettrico (tutto compreso, cioè copresa la costruzione della centrale o della diga e la decommissione) è l'unica sorgente che rompe questo circolo vizioso.
Allora le auto elettriche possono essere una soluzione, anche se a lungo termine e vietando la ricarica di giorno ma solo se l'energia la fai con la fissione
Istruttivo leggere i dati consuntivi sulle percentuali di produzione dei vari tipi di centrale, sui costi per MWh per tipo e sui costi complessivi in termini di CO2 ma quelli comprensivi di tutto.
Faccio solo un esempio:
con quei dati per sostituire una centrale nucleare da 1000 MW ci vogliono (a spanne perchè consideriamo solo il dato complessivo e non il dato di utilizzo) circa 5.000 pale eoliche da 1MW. Ciascuna di queste ha un basamento che è una specie di palazzina da 3 piani in cemento armato. Quel cemento è costato tanta CO2. E così via
Le sorprese sono parecchie
Paolo
4 claudio11
il 12/11/2008 alle 20:17
Contestazioni tutte da ridere. Abbiamo costruito negli anni 4 o 5 centrali nucleari, piccole, pressochè cessi che non hanno mai funzionato, non hanno mai prodotto energia per quanti soldi sono stati spesi e ci troviamo con scorie, depositi radioattivi e chilometri quadrati di territorio non + utilizzabile. Pericolo di falde acquifere se non già contaminate per sversamenti da piscine nucleari cosidette a prova di bomba ma non a tenuta stagna. Personale pagato da varie decine di anni solo per controllare che non facciano più danni del "non" previsto. Per ultimo quelle nuove le costruiamo vicino Macherio, vicino villa Certosa, o qualche altro onorevole ministro oppure le mettiamo nelle vicinanze di case popolari e di povera gente che tanto non conta nulla?
Riguardatevi Report di Rai 3 e vi farete una bella opinione. E taccio sugli incidenti nucleari che nel tempo si sono verificate nelle supersicure centrali di USA e Giappone-
5 Peter
il 13/11/2008 alle 10:06
Una analista che lavora nel settore energia mi ha illuminato tempo fa su un aspetto nuovo. Mi ha spiegato che le automobili elettriche potrebbero avere in futuro un ruolo attivo nel funzionamento della rete di distribuzione elettrica. Uno dei maggiori problemi delle reti è infatti oggi quello dei picchi di consumo che costringe ad avere centrali tarate per la massima domanda d'energia e che poi lavorano quasi sempre a basso regime. Un problema ancora più sentito con le energie rinnovabili che dipendono dalle bizzarrie del meteo. Ebbene se gran parte del parco auto avesse batterie, il gestore elettrico potrebbe utilizzarle come serbatoi distribuiti per d'accumulo per la rete. Ovviamente con un sistema intelligente di tariffazione e gestione, in grado di sapere se per certi periodi l'auto resta ferma nel box o viene usata per percorrenze limitate, quindi senza la necessità della massima autonomia. Non ci sono comunque miracoli, in ogni passaggio di trasformazione si perde energia sotto forma di calore. Ma le auto hanno il vantaggio di essere disperse sul territorio e di trovarsi laddove si radunano le persone: dove quindi c'è più domanda di energia. In pratica se migliaia di persone vanno allo stadio o al centro commerciale, si porterebbero dietro una quota dell'energia che serve per illuminarlo, permettendo un minore carico sulla connessione elettrica locale.
6 Beppus
il 13/11/2008 alle 15:55
La verità è che il problema dell'approvvigionamento energetico viene guardato con una mentalità vecchia: si pensa soltanto a come sfruttare meglio le fonti già esistenti.
Qui si deve fare come quando, durante la II guerra mondiale, gli Stati Uniti decisero di costruire la bomba atomica, in pratica "mettendo sotto chiave" i migliori scienziati del mondo fino a che non fu trovata la soluzione.
Oggi bisogna assoldare le menti migliori per trovare nuove fonti di energia sicure ed economiche: qualcuno si ricorda della "fusione fredda" ad esempio? non si è mai capito chiaramente se funzionava o no. Non sarebbe il caso di saperlo una volta per tutte?
Il guaio è che siamo nelle mani di governi che vivono tassando i nostri consumi di petrolio, e l'idea di passare a fonti energetiche diverse, più economiche, e magari gestibili individualmente, li terrorizza; per non parlare dei petrolieri amici dei politici! ;-)
Non parlo solo del nostro governo, ma di tutti in generale. Una parte ovviamente non sono interessati perché sull'energia ci campano, almeno per ora.
Come al solito si affronterà l'emergenza, se la si affronterà, quando saremo coll'acqua alla gola. Speriamo solo di non affogare definitivamente!
7 Alessio
il 13/11/2008 alle 22:17
La tesi dell' articolo è totalmente sproporzionata, all' attuale stato delle conoscenze. Infatti e' stato già calcolato
( "Comparing Life Cycle GHG Emissions from Coal-to-Liquids and Plug-in Hybrids"
http://www.lowcvp.org.uk/assets/repor... )
che un "plug-in" come la toyota prius (quindi una macchina bella grossa non piccole utilitarie) che abbia quindi una piccola autonomia in funzionamento solo elettrico (< 100 km)consumi qualcosa come un kWh per 3,5 miglia o 17/18 kWh per 100 km. Abbiamo, sia in Italia ma anche in Usa, abbastanza capacità di riserva (principalmente nei cicli combinati a metano che hanno una efficienza > 50%) per alimentare decine o centinaia di milioni di questi veicoli elettrici; nel medio-lungo periodo imho buona parte di questa energia dovrebbe prevenire almeno da una miscela di fonti rinnovabili e nucleare, che riducono praticamente a zero le emissioni di inquinanti e la dipendenza energetica dall' estero, principalmente dagli idrocarburi (gas e petrolio) dell' area mediorientale
8 max
il 14/11/2008 alle 12:52
Paolo ha scritto
"con quei dati per sostituire una centrale nucleare da 1000 MW ci vogliono circa 5.000 pale eoliche da 1MW. Ciascuna di queste ha un basamento che è una specie di palazzina da 3 piani in cemento armato. Quel cemento è costato tanta CO2. E così via"
Aggiungerei che il costo per Mw dell'eolico è quasi 2 volte e mezzo quello del nucleare per fissione e che, comunque, bisognerebbe costruire un numero di reattori in proporzione al numero di centrali eoliche o fare un contratto con il Padre Eterno;-) Rimane il grande problema del carattere "pulsante" della produzione eolica: mi pare che le attuali reti possano sopportarne un 10% al max.
9 sabandera
il 14/11/2008 alle 14:52
Forse sarebbe il caso di preoccuparsi non tanto dell'energia disponibile per tutti i consumi possibili e immaginabili, quanto del costo che dovremo accollarci per rincorrere tutti i consumi da soddisfare con più energia elettrica. Il mondo sta diventando una discarica, ma noi corriamo, vogliamo correre sempre più veloci. Con quali finalità, con quali vantaggi, con quale ambiente? Non sarà il caso di fermarsi un attimo a capire cosa stiamo facendo e se è possibile utilizzare la tecnologia al servizio della qualità della vita nostra e forse di quella di quanti verranno dopo di noi? O dobbiamo finire nel baratro?
10 cristiano
il 05/08/2009 alle 17:36
Non si tiene mai conto che di base, al netto delle accise, il kilwattora elettrico costa più di quello proveniente da carburanti tradizionali, e quindi l'economicità è drogata dalle tasse governative:
http://www.sferoidale.com/2009/08/eco...