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Il cellulare del futuro? Si ricaricherà parlando!

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Scritto da Roberto Catania

Cellulare-conversazione

Utilizzando materiali piezoelettrici in formato “nano” sarà possibile convertire le onde sonore delle conversazioni telefoniche in energia utile per il funzionamento dei cellulari. E non solo

Parlare (tanto) al telefono fa bene. Finora sono stati soprattutto gli operatori telefonici a invitarci a restare attaccati alla cornetta, allettandoci con offerte pensate ad hoc per gli stakanovisti della chiacchiera. In un futuro, però, potrebbero essere gli stessi cellulari a chiederci di allungare i nostri tempi medi di conversazione.

Qualcuno sta infatti studiando il modo di trasformare l’energia delle onde sonore in energia utile per il funzionamento dei nostri preziosi alleati digitali. Prodigi di una scoperta vecchia come il cucco, la piezoelettricità, quella per intenderci degli accendi-sigari a bordo auto. Secondo il professor Tahir Cagin, della A&M University, in Texas, la proprietà di alcuni cristalli di generare una differenza di potenziale quando sono soggetti ad una deformazione meccanica potrebbe essere infatti sfruttata anche per convertire la pressione delle onde sonore delle conversazioni telefoniche. Per riuscirci il ricercatore americano avrebbe individuato alcuni materiali piezoelettrici che – se prodotti in forma infinitamente piccola (fra i 20 e i 23 nanometri di spessore)  – potrebbero garantire riserve energetiche di gran lunga superiori alla norma.

È una scoperta che potenzialmente può avere effetti profondi in tutto il settore dell’elettronica di consumo, fa notare Science Dialy, non solo per i telefoni cellulari, dunque,  ma anche per i laptop, i lettori mp3 e i dispositivi portatili in genere. Un versante, quello delle tecnologie “self-powering”, sul quale peraltro anche alcune istituzioni militari stanno puntando gli occhi, considerato l’alto numero di apparecchiature mobili in circolazione.

Resta da capire in che misura sarà possibile ricaricare i device, se in minima parte, o se addirittura in modo totale. Per il momento, il professor Tahir Cagin fa sapere che operando su scala nanometrica le proprietà piezoelettriche possono aumentare del 100%, il che non è poco. Ma da qui a parlare di apparecchi ad autonomia infinita ne passa. E poi non è detto che tutti gli utenti siano disposti a perdersi in chiacchiere pur di evitare di ricaricare il proprio cellulare.

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