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Volete dimenticare un trauma? Giocate a Tetris

cervello psicologia ptsd ricerca

Scritto da Roberto Catania

Tetris

Secondo l’Università di Oxford, ordinare i mattoncini del famosissimo videogioco russo costituirebbe un ottimo deterrente per ridurre i flashback legati a eventi traumatici

Gli psicologi lo definiscono stress post-traumatico o disturbo post-traumatico da stress (Ptsd), un  fenomeno per cui chi subisce un trauma rimane ossessionato per lungo tempo dal suo ricordo. Flashback improvvisi legati a odori, rumori e stimoli visivi capaci di riportare alla mente un evento traumatico, catastrofico o violento.

Per alcuni lo stress post-traumatico porta a conseguenze ben peggiori del trauma stesso, sia perché è più duraturo, sia perché è capace di condizionare ogni aspetto del vivere quotidiano. Finora il problema è stato affrontato - in modo limitato - attraverso specifici trattamenti psicoterapeutici, ma per gli studiosi della Oxford University potrebbe esistere un nuovo deterrente al problema: il Tetris. Proprio così, il videogioco inventato negli anni Ottanta da Aleksej Pažitnov sarebbe in grado di influenzare i meccanismi della nostra memoria riducendo gli effetti legati al ricordo di un shock.

Il perché e il per come è spiegato dal responsabile della ricerca, Emily Holmes nella pubblicazione della ricerca apparsa sulla rivista Plos One. Dalla lettura emergono tre aspetti  fondamentali: il primo è che esiste un lasso di tempo  nel quale è possibile interferire con la modalità di immagazzinamento dei ricordi nel nostro cervello. Il secondo è che i flashback traumatici sono costituiti da immagini senso-percettive di tipo visuo-spaziale. Il terzo è che esistono attività cognitive, basate anch’esse su componenti visuo-spaziali, che possono competere con queste immagini. In parole povere, i mattoncini del Tetris possono riempire la nostra memoria occupando il posto che in teoria sarebbe riservato ai flashback traumatici; naturalmente purché arrivino poco dopo lo shock.

Gli studiosi dell’Università di Oxford non si sono limitati a tracciare un quadro teorico del fenomeno ma hanno verificato la questione anche dal punto di vista sperimentale. Hanno perciò selezionato un gruppo di quaranta volontari a cui hanno mostrato una serie di video piuttosto inquietanti; dopo mezz’ora, una metà del campione è stata sottoposta a una sessione di dieci minuti di Tetris, mentre la parte rimanente è rimasta a riposo. Risultato: chi ha giocato a Tetris ha avuto nelle settimane successive un numero ridotto di flashback.

Ovviamente, precisano gli studiosi, si tratta di pura scienza sperimentale che può aiutarci a comprendere come lavora la nostra mente, di fatto c’è ancora molto da fare per tradurre questo risultato in un trattamento. Ma il primo mattone – è il caso di dirlo – è stato posato.

Commenti   (Inserisci un commento)

E' scandaloso che abbiano avuto il coraggio di presentare uno studio di siffatta specie:
- la terza premessa teorica è priva di fondamento: com'è possibile stabilire che le immagini del gioco si "sostituiscano" al ricordo dell'evento traumatico? Ad Oxford forse sanno in quale punto vengono immagazinati tali ricordi e hanno visto una qualche sostituzione?
- l'esperimento non è attinente: il ptsd è, come asserisce la definizione stessa, un disturbo provocato da un trauma, ovvero un evento che ha colto l'individuo impreparato, a cui non è riuscito a far fronte, che gli ha fatto vivere un'esperienza di intensa paura, uno stato soggettivo di impotenza, ed è generalmente legata ad una percezione di una minaccia fisica per se o per persone importanti. Sono forse soddisfatte le condizioni perchè si possa definire traumatica la presentazione di video inquietanti?
A mio parere l'unico "sollievo" che possa esser riscontrato nel gioco è dato dallo stesso meccanismo delle ossessioni, ovvero lo spostamento del problema e un tentativo di controllare (nel gioco) ciò che non si è riusciti a controllare nella vita reale (l'evento traumetico).
M.C.
-Studentessa al quarto anno di Psicologia dell'Università di Padova.-

concordo con miriam

Sei una stupida psicologa, come molte...fortunatamente di brave ce ne sono
E' ovvio che un trauma non si cancella pero' ci sono 'distrazioni' che aiutano molto piu' dell'alcol, delle pippe, del correre a manetta con l'auto o la moto ecc ecc, distrazioni che non si ripercuotono in maniera irreversibile sulla vita degli altri ma evitano che la sfiga o disturbi di uno siano 'dissipati' in modo indolore.
W tetris

Immagino che il sign. Macelloni sia dotato di un QI per lo meno di 130 per ritenere di poter dare ad una semplice opinionista della "stupida psicologa", ma dato che l'unica maniera a sua conoscenza di controbbattere è quella di denigrarmi dubito che lei soddisfi tale criterio! A quali frustrazioni l'hanno sottoposta le psicologhe tali per cui ha dovuto inveire contro di me?
La mia è un'opinione suffragata da studi sul settore, e non ho certamente proposto come alternativa l'alcool ne tantomeno il correre con l'auto(tra l'altro non vedo come questo sia un metodo per far fronte ad un disturbo come il Ptsd): un trauma non può essere cancellato ma può essere rielaborato, ovvero può assumere connotazioni meno negative e un significato più accettabile per chi l'ha vissuto.
M.C.

Io non sono ne psicologo ne altro, ma ricordo della mia infanzia quando guardavo un film horror se non giocavo ad un video games non c'era verso andare a letto con tranquillità e riuscire ad addormentarmi. Quindi dire scandaloso mi sembra un po troppo esagerato soprattutto da una studentessa....

Miriam, bisogna però ammettere che Oxford ha un’ottima tradizione in materia e che quando gli specialisti di neurocognizione decidono di uscire allo scoperto vale (quasi) sempre la pena porgere un orecchio. Va detto che la ricerca è - come sottolineato dagli stessi autori - uno studio sperimentale che può aiutare a comprendere certi meccanismi (in questo caso la competizione fra attività cognitive basate su componenti visuo-spaziali e flashback) senza avere la pretesa di parlare di trattamento. Certo, non si può negare che guardare il video di un incidente non è come viverlo, ma in casi come questi sarebbe forse eccessivo pretendere condizioni sperimentali troppo realistiche…

Mi spiace che Miriam abbia ricevuto un attacco così forte per aver espresso un'opinione sensata e ragionata. Mi spiace anche vedere che perchè è una studentessa allora non sa niente, e non riesce a ragionare,secondo qualcuno, a quanto pare.
Sulle considerazioni fatte da Miriam, credo, non essendo psicologo, che un trauma sia una cosa diversa dalla paura che si può provare vedendo un film.
Sicuramente vedendo un film si possono provare emozioni che portano a difficoltà di dormire per i flashback, ma credo che un'agressione o un tentativo si stupro siano un pò diversi, e molto più pesanti da superare.
A mio parere è chiaro come prima, che chi ha avuto un trauma per quanto possibile deve semplicemente svagarsi per cercare di evitare i flashback, e non solo con il tetris, ma anche con altro.
L'esperimento fatto mi sembra un pò.... sempliciotto.
Saluti

Innanzitutto tengo a precisare che sono daccordo con Miriam. Gran parte dei nuovi esperimenti et similia sono resi pubblici senza dovute accertazioni per il solo fatto di riuscire a competere tra università.
Sono daccordo con Miriam nel fatto che: "un trauma non può essere cancellato ma può essere rielaborato, ovvero può assumere connotazioni meno negative e un significato più accettabile per chi l'ha vissuto."

andrea macelloni su quale base ha Lei la facoltà di dare dello stupido ad uno che di questa materia ne sa molto piu di Lei?

saluti

concordo con roberto. Credo che l'analisi con cui si definisce sempliciotta la ricerca di oxford sia più sempliciotta della ricerca stessa. Ci sarà pure un motivo se dei pazzi ad Oxford decidono di investire su una ricerca del genere, quindi ci vorrebbero quantomeno più approfondimenti. Inoltre la storia della competizione tra università non sta nè in cielo nè in terra, non ha senso pubblicare una ricerca per non si sa quale vantaggio sulla competizione con chicchessia.

Infine, ponete attenzione al fatto che non dichiarano di poter curare i traumi col tetris ma è un'attività mirata alla ricerca delle aree interessate. Non hanno pubblicato un trattamento o una cura, semplicemente lo stato di alcuni esperimenti.

Suggerisco a Miriam di leggere la documentazione ufficiale delle ricerche ed eventualmente scrivere ad Oxford riguardo il tremendo abbaglio che stanno prendendo.

Vorrei rispondere a Miriam e tengo a precisare che sono ignorante in materia ma a rigor di logica ( la mia ) credo che la cosa sia piu semplice di quanto sembra.
Il cervello umano tende a ricordare ed in particolare cose semplici.
Le cose complesse le ricorda come un insieme di cose semplici.
Se a questo aggiungiamo che durante i momenti di pausa tende a ripassare le ultime cose compiute per trovare sistemi migliori per poterle risolvere la mia supposizione viene da se ed e la seguante.
Il trauma e un evento che carpisce in modo particolare una persona che tenderà a ricordarlo anche in momenti di riposo cosi da generare flashback.
Se a questi ricordi vengono associati procedimenti logici ed strategici semplici come quelli del tetris il cervello tendera a ricordare le ultime cose piu semplici eseguite, il gioco del tetris in questo caso.
Dovremmo anche considerare che c'è anche un altro fattore, LA SFIDA, fattore che puo solo avvantaggiare questa tesi.
Il tetris, visto la tipologia, arriva in quelle parti del cervello involontarie tanto che (chi ci ha giocato tanto lo sa) molti gamers durante la notte sognano mattoncini colorati e continuano a giocare in sogno e questo e scientificamente costatato.
Questo e cio che penso.

P.S
Miriam vorrei aggiungere una critica e spero tu non la guidichi distruttiva, tutt'altro.
Nella vita non e tutto psicologia o analisi dei comportamenti a livello maniacale con soluzioni drastiche ma e anche logica.
Molto spesso se qualcuno mangia una banana sta SOLAMENTE mangiando una banana e non sta alludendo a qualcosa di diverso.

Un bacio ciauz <---"bacio" vuole solo significare ciao ma in modo piu affettivo per una semplice questione di amicizia, niente altro XD

"E' scandaloso che abbiano avuto il coraggio di presentare uno studio di siffatta specie" se te ne esci cn questa frase all'inizio è normale che nn ti vedano bene...le ricerche e le scoperte molte volte portano alle banalità...esempio,che ne sappiamo noi se nella verdura ci sia qualcosa che trattata da un qualche procedimento chimico futuro o cose del genere si trovi una medicina per il tumore? o per aids?? la scienza è particolarmente complicata da rendere difficile ciò che è semplice,ma se non provi,non potrai mai sapere!!! eheheh...da oggi metto il tetris sul telefonino,nn si sà mai...

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