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Vino, come sarà l’annata? Ce lo dice il satellite

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Scritto da Roberto Catania

Vite

Un programma testato con successo in Spagna promette di individuare le coltivazioni viticole e di stimarne la produzione potenziale a partire da semplici immagini satellitari

Tranquilli, il mestiere dei sommelier non è in pericolo, il vino resta ancora (e fortunatamente) una faccenda per palati fini; la tecnologia però potrebbe aiutare tutta l’industria enologica a fare qualcosa che finora è sempre stato demandato a dispendiose misurazioni in situ: la definizione delle aree coltivate e, dunque, la stima a priori della produzione.

Un team di ricercatori delle Università di León e di Santiago de Compostela sta infatti lavorando sullo sviluppo di un programma in grado di individuare le coltivazioni viticole sulla base di semplici immagini satellitari. Lo studio, effettuato nell’area di León El Bierzo, si basa sull’analisi computerizzata delle immagini digitali analizzate pixel per pixel e sottoposte a potenti algoritmi di elaborazione per valutare la cosiddetta firma spettrale, ovvero la risposta in termini di banda elettromagnetica fornita dalle differenti aree.

Nelle prove sperimentali, il software è stato in grado di distinguere fino a 18 diversi tipi di superfici, fra cui strade e terreni coltivati, pascoli, aree irrigate o boschive e naturalmente vigneti, con un tasso di successo del 88%. Ma non solo; i ricercatori spagnoli sono stati capaci di estrapolare dalle aree coltivate a vigneto anche alcune informazioni di carattere più specifico: individuando ad esempio i terreni piantati recentemente, o quelli con una densità viticola minore o maggiore del 35%. In questo caso, il grado di precisione è ancora limitato (circa il 30%), ma il team di ricerca sta mettendo a punto tutta una nuova serie di strumenti ad alta risoluzione per migliorare l’accuratezza delle rilevazioni.

Chissà mai che a qualcuno a Mountain View non venga l’idea di sviluppare una nuova applicazione denominata Google Wine…

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