Ladri di film: la guida per diventare un “poliziotto” al servizio del Cinema
Il sito salvailcinema.it si prefigge di insegnare le tecniche migliori per stanare il camcording. Ma il clima da “guardie e ladri” non giova allo spettatore onesto (e pagante)
Che l’industria del Cinema si stia battendo per salvaguardare le proprie produzioni e distribuzioni non è una novità, ed è cosa buona e giusta.
Ma che la FAPAV (Federazione Anti-Pirateria Audiovisiva) arrivi a pubblicare un “manuale” per la formazione del personale addetto alle sale - all’interno del quale vengono elencati i metodi per stanare i ladri di film - fa un certo effetto e lascia interdetti, soprattutto nei termini indicati.
Sul sito Salvailcinema.it viene spiegata la pirateria tramite camcorder, ovvero quella pratica per cui una persona si infiltra in sala di proiezione con videocamera nascosta per riprendere il film, con l’intento di ridistribuirlo illegalmente via p2p o su supporto fisico.
L’obiettivo del sito è quello di insegnare agli operatori delle sale a riconoscere i soggetti sospetti e ad intervenire per evitare questo tipo di azioni. Nulla di male in tutto questo, anzi: si vuole sperare che il personale dei Cinema venga già formato internamente per essere in grado di intervenire in qualunque tipo di situazione atipica.
Il linguaggio utilizzato, i consigli d’intervento e di prevenzione raggiungono però un vago senso del ridicolo.
Dalla sezione “Cosa cercare“:
Fare particolare attenzione se una persona indossa un soprabito lungo o pesante fuori stagione. Gli apparecchi per il camcording vengono costantemente prodotti con dimensioni minori, per cui è agevole nasconderli sotto abiti lunghi o pesanti.
Occhio dunque ai barboni, agli eccentrici, e a chi d’estate cerca invano di preservarsi dal clima polare che impera nelle sale di proiezione causa aria condizionata.
I ladri di Film cercano sempre di sedersi al centro della sala, facendosi poi scudo attraverso complici che si siedono alla loro destra o sinistra. Fate attenzione a questo tipo di posti della sala.
E’ noto infatti che l‘80% degli spettatori faccia a botte per avere i posti laterali, magari quelli in ultima o prima fila. Cercare i posti centrali e circondarsi dei propri amici è un atteggiamento decisamente anomalo.
Dalla sezione “Cosa fare se si scopre uno spettatore mentre registra illegalmente un film nella sala”:
Non mettere mai a repentaglio la propria vita o quella degli spettatori.
Il “manuale” prosegue con indicazioni sui giorni a maggior rischio, i tipi di azioni da intraprendere, una raccolta fotografica degli oggetti utilizzati dai pirati. Vengono anche segnalati i recapiti dell’associazione, che dispone di propri investigatori in grado di aiutare le forze dell’ordine.
C’è un sottotesto all’interno di questo progetto:
- FAPAV non sembra fare affidamento sui gestori delle sale, sentendosi nella posizione di dover formare gli operatori al posto loro
- Il manuale è stranamente pubblico: che serva da ammonimento? In alcuni passaggi tra l’altro sembra quasi che le indicazioni non siano state scritte solo per gli operatori, ma anche per il pubblico in sala (si legga “Anche dal punto di vista dei consumatori la pirateria deve essere controllata, affinché essi possano continuare ad usufruire di una grande quantità di film di provenienza e culture diverse e di elevato livello qualitativo“)
- Il progetto naturalmente nasce altrove: è una traduzione un po’ personalizzata di fightfilmtheft.org, che opera alle medesime condizioni in ambito internazionale, con alcune differenze che dipendono da Stato a Stato. Negli USA e in Canada ad esempio viene offerto un compenso in denaro per chi stana un’operazione di registrazione illegale.
Si spera che questo clima di ipercontrollo non sortisca l’effetto opposto: l’allontanamento delle persone - quelle oneste, che pagano il biglietto e si godono il film alimentando l’industria - dalle sale cinematografiche.
[Ringrazio Daniela Losini per la segnalazione]





1 daniela.losini
il 29/01/2009 alle 14:34
in effetti è tutto molto ambiguo nel testo che la fapav presenta. Certamente un fatto del genere implica moltissimi problemi: intanto non è che un privato cittadino può arrogarsi il diritto di fare il poliziotto, trovo anche il discorso del compenso per quanto riguarda gli americani, aberrante. Non credo sia questa la risposta alla pirateria nè uno scenario possibile nel quale spettatori e costi esosi di film e dvd giustifichino l'invito alla delazione. Sono molto perplessa. Eppoi, davvero le sale cinematografiche vanno riempite non svuotate. Ho un flashback alla Fahrenheit 451!
2 Madman#69
il 29/01/2009 alle 14:55
Chi controlla i controllori?
3 Andreabont
il 29/01/2009 alle 15:42
Io aggiungerei di controllare chi proietta il film, è quello che ha maggiori possibilità di registrare illegalmente XD
Comq, pirateria o no, se il cinema diventa un 1984 di Orwell io inizerò a non andarci più.
4 Luigi Gavazzi
il 29/01/2009 alle 16:42
Nota a margine: la sensazione di ridicolo (cio fa riferimento Barbara) mi ha accompagnato in tutte le pagine del sito... ;)
5 Barbara Ripepi
il 29/01/2009 alle 18:37
A pensarci forse il lato ridicolo smorza quello che alla base è inquietante. Ma ho fiducia nel fatto che la cosa passerà abbastanza inosservata. La lotta al p2p illegale dovrebbe essere combattuta sul campo. La rete, usata con intelligenza e a favore del cliente, offre la possibilità di creare una videoteca infinita all'interno della quale tutto è reperibile, dal muto anni '20 al film appena uscito dalle sale, senza doversi porre problemi di spazi, supporti, richieste. Offrendo file ad un prezzo ragionevole sono sicura che molte persone sarebbero ben contente di scegliere una via di maggiore qualità e di reperibilità immediata.