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È tutto verde quello che luccica?

ambiente fujitsu siemens green tech hp risparmio energetico

Scritto da Roberto Catania

Keyboard-GreenIt

Gli annunci di prodotti green-tech si moltiplicano a vista d’occhio. Ma sono tutti davvero credibili? Lo abbiamo chiesto ai responsabili di Fujitsu Siemens e Hp

Quando il mondo della pubblicità era senza regole, negli spot si poteva affermare qualunque cosa: l’alcol ti rende sexy, fumare fa bene ai polmoni, i detersivi contengono una polvere magica che lava più bianco. Oggi è di nuovo così almeno nelle pubblicità dei prodotti “verdi”.

A sostenerlo è Fred Pearce, giornalista scientifico britannico dalle pagine di Internazionale. Secondo Pearce i proclami verdi dei produttori sono a volte talmente generici che in alcuni casi rasentano l’assurdo. Ma è così anche per il mondo It? Lo abbiamo chiesto a Fabrizio Falcetti e Silvio Remonato manager rispettivamente di Fujitsu Siemens e Hp, due fra le società in prima linea quando si parla di Green It.

“È vero - conferma Fabrizio Falcetti, Senior Product Manager Volume Professional di Fujitsu Siemens - tanti cavalcano semplicemente l’onda. Forse però anche questa tendenza, alla lunga, potrebbe avere un risvolto positivo perché spingerebbe a innovare anche chi non è ancora pronto. Chi oggi si riempie la bocca con il Green It, in sostanza, domani potrebbe realmente impegnarsi a fare ricerca e sviluppo”.

“La sostanza però c’è”, commenta Silvio Remonato, Environmental Manager di HP Italiana “anche se in misura molto diversa da produttore a produttore, e da Paese a Paese. Il Nord Europa, per esempio, è estremamente  più concreto e sensibile. È vero, ci sono aziende che incaricano il marketing di comunicare e implementare iniziative “verdi”, creando messaggi superficiali non sostenuti da strategie, politiche e attività green; questa mancanza è facilmente riscontrabile dalla superficialità con cui è trattato l’argomento nei loro siti web. Ma ci sono anche aziende – e Hp ne è l’esempio - che hanno un’organizzazione dedicata alle tematiche ambientali, composta da centinaia di persone, completamente separata e diversa dal marketing.

Ma allora cosa può fare il consumatore per distinguere una vera iniziativa verde da una ingannevole? Ci sono enti preposti per il controllo sulle iniziative ambientali”, ci spiegano i responsabili, il Wwf, ad esempio, per la riduzione dei gas serra e il Cdp (Carbon disclosure project), l’Eicc (Electronic Industry Code of Conduct), o la stessa Epa (Usa Environmental Protection Agency) con il logo SmartWay Excellence Award, ma anche certificazioni come Blue Engine, per la valutazione dei prodotti compatibili con l’ambiente, Energy Star, per ciò che riguarda i consumi energetici e  Nordic Swan (l’ecoetichetta nordica).

Resta da capire se è ipotizzabile l’uso delle etichette con le “classi” come avviene sui frigoriferi e sugli elettrodomestici in genere. “Può essere un’idea”, replica Falcetti, “ma per i prodotti hi-tech è decisamente più difficile; c’è bisogno di una normalizzazione, poiché gli aspetti da considerare sono tanti ed è difficile trovare una linea comune; molti prodotti, inoltre, sono semplicemente rimarchiati da chi li commercializza. Ma al di là delle etichette è importante che il consumatore si informi il più possibile prima di procedere all’acquisto. Prima di acquistare un display, ad esempio, è necessario sapere qual è la differenza, anche in termini energetici e non solo di design, fra un Lcd e un Crt a tubo catodico”.

Il risparmio è comunque sotto gli occhi di tutti. “La concentrazione e la virtualizzazione dei data center – fa notare Marco Lanfranchi, Ipg, LaserJet & Enterprise Solutions Director di Hp - ha portato a un risparmio complessivo di 380 Milioni kwh, circa 33 milioni di dollari in tre anni e un terzo dello spazio  necessario; mentre la gestione automatica della stampa/copia in fronte retro ogni anno consente di risparmiare 800 tonnellate di carta e circa 8 milioni di dollari”.

Su una cosa le due aziende sono perfettamente d’accordo. L’impegno sul Green It deve andare al di là di qualsiasi ragionamento commerciale. “Per Fujitsu Siemens – ci tiene a sottolineare Falcetti - si tratta di un aspetto che prescinde dal ritorno dell’investimento, anche a costo di non essere premiante: ogni passo della produzione, dalla progettazione fino al deposito negli scaffali deve rispondere a precisi requisiti”.

Gli fa eco Remonato: “La misura delle iniziative brand è una delle sfide più aleatorie per il marketing. Fortunatamente per Hp la decisione non viene presa per ragioni di marketing, ma di aderenza ai principi di sostenibilità ambientale che guidano le nostre scelte, con un ottica di lungo termine, e spesso con un vantaggio economico di risparmio nel medio periodo”.

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