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Cinema: Underworld, la rivolta dei Lycan

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Scritto da Daniela Losini

Al vaglio degli effetti speciali, il terzo episodio della saga Underworld

Ne avevamo accennato parlando dell’anteprima presentata al FutureFilmFestival ed eccoci a passare la pellicola appena uscita nelle sale italiane, alla lente degli effetti speciali. La saga è apprezzata per la patina di film di genere che rivisita in modo moderno il mito dei Vampiri e dei Licantropi, qui chiamati Lycan, che si fronteggiano in una guerra sotterranea da tempo immemore.

Forte di due episodi che hanno un fedele esercito di sostenitori – anche se va detto, il primo episodio seppur ben realizzato, aveva già in sè tutta una serie di debolezze narrative – col terzo film si realizza il racconto della leggenda per la quale, i licantropi assoggettati ai Vampiri avidi, decisero di ribellarsi e di conquistarsi l’agognata libertà, dunque siamo alle prese con un cosiddetto prequel.

La protagonista non è più Kate Beckinsale nè il regista è Len Wiseman (ma è presente come produttore) e come figura centrale femminile vi è Rhona Mitra (Doomsday) e alla regia Patrick Tatopoulos. Creatore di mostri e effetti per Pitch Black, Io sono leggenda, Io Robot, Silent Hill, è colui che ha concepito sin dagli esordi, le creature Lycan. Conoscendone ogni peculiarità sia dal punto di vista fisico sia dal punto di vista prettamente computerizzato, ha sfruttato al meglio l’uso di protesi e prostetica da far indossare agli attori in carne e ossa, integrandola col lavoro al computer e i fondali scenografici in post-produzione ma ha finito col dare un’impronta puramente superficiale, privilegiando il lato effetto visuale a discapito della trama.

Sul fronte computer grafica in particolare, il lavoro più grosso è stato fatto renderizzando le animazioni a 3D della trasformazione da umano a licantropo, ereditata sin dai primi due capitoli considerato, come accennavamo prima, che la maggior parte del lavoro sui mostri arriva dalla costruzione “fisica” dei famigerati Lycan.

Gran dispendio di effetti concreti come il trucco, di costumi, armature e abiti medioevali sino alle tute di lattice e le protesi di ferro, montate/cucite addosso agli attori. Una fotografia piatta, scura  senza vere luci e ombre ad esaltare le creature come nei precedenti capitoli, rendono però l’effetto dei mostri alquanto plastico e finto così da impoverirne il risultato finale anche dal punto di vista tecnico.

Qui il sito ufficiale e qui alcune features.

 

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