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Nucleare: una scelta sicura?

centrali energia nucleare

Scritto da Roberto Catania

nucleare

L’accordo con la Francia ha riaperto la strada al nucleare. Ma le incognite restano e non solo per ciò che riguarda la sicurezza

Altro che zidanate. Fra Italia e Francia è sbocciato l’idillio. Così dopo l’accordo Alitalia-Air France, l’asse coi cugini d’oltralpe ci consegna un altro frutto: il nucleare. Che sia un frutto maturo o una mela marcia lo sapremo solo fra una decina d’anni, quando cioè le quattro centrali previste dagli accordi di Roma verranno ultimate. Quel che possiamo fare, per il momento, è limitarci ad alcune semplici considerazioni.

Di carattere tecnologico, innanzitutto.  Su questo fronte, a quanto pare, i giochi sono fatti. La scelta dei due colossi energetici (Enel da una parte, Edf dall’altra) è andata sulle cosiddette centrali Epr, un acronimo che sta per reattori europei ad acqua pressurizzata. Questi impianti, che rappresentano lo stato dell’arte delle tecnologie in materia (la prossima generazione di reattori, la quarta, non vedrà la luce prima del 2030), possono contare su una serie di misure di sicurezza che dovrebbero metterci al riparo dal ripetersi di catastrofi come quella di Chernobyl: quattro sistemi indipendenti di refrigerazione d’emergenza, un’area di contenimento metallico attorno al reattore, una per il raffreddamento passivo del materiale fuso e una doppia parete esterna in cemento armato in grado di resistere all’impatto diretto di un grosso aereo di linea. Il condizionale è d’obbligo, giacché quando si parla di centrali nucleari le tecnologie possono mitigare ma non annullare tutti i rischi. Così anche se qualcuno le considera più sicure di un calazaturificio c’è anche chi – è il caso dell’Indipendent – sostiene che in caso di incidente i rischi potrebbero essere maggiori che in passato.

Di carattere ambientale. Uno degli argomenti forti della tesi nuclearista riguarda l’assenza di emissioni di CO2. Sbaglia però chi considera il nucleare un processo pulito. Se si guarda all’ intero ciclo industriale, infatti, anche il bilancio ambientale di un reattore ha le sue voci in rosso. Ci sono innanzitutto i costi energetici per l’estrazione, la frantumazione, la macinazione e l’arricchimento dell’uranio. Bisogna poi considerare il prelievo d’acqua necessario per dissipare la potenza termica sviluppata dai reattori che non viene convertita (a titolo di paragone si consideri che in Francia il raffreddamento delle centrali elettriche nel 2006 ha assorbito il 57% dei prelievi totali d’acqua del paese). Infine c’è il capitolo scorie. Che in un paese che fa fatica a smaltire la spazzatura napoletana rischia di essere qualcosa di più di un problema.

Di carattere geografico. A detta degli esperti le centrali dovranno essere collocate in zone poco sismiche o comunque piuttosto stabili dal punto di vista tellurico, vicino a grandi fonti di acqua ma al tempo stesso scarsamente abitate. Con questi “paletti” le alternative non sono molte; bisognerà poi fare i conti con la volontà dei Comuni designati.

Di carattere economico. Costruire una centrale nucleare non è roba da quattro soldi. La centrale finlandese di Olkiluoto - primo esempio di impianto Epr in costruzione - ha un costo stimato di circa 3,2 miliardi di euro. Ma la cifra è destinata a raddoppiare se si aggiungono i costi delle strutture logistiche, quelli per l’approvigionamento del combustibile nucleare e quelli per lo smantellamento e la bonifica degli impianti a fine esercizio (gli impianti nucleari hanno una vita media compresa fra 20 e 60 anni).

Di carattere energetico. Secondo i dati servirebbero sessanta centrali nucleari per coprire l’intero fabbisogno italiano. L’emergenza energetica, dunque, rimane. E considerati i costi in gioco è lecito chiedersi: quanto margine ci resta per gli investimenti in energie rinnovabili? L’obiettivo europeo prevede un incremento del 20% delle fonti rinnovabili entro il 2020. Abbiamo risorse a sufficienza per arrivare puntuali all’appuntamento?

Commenti   (Inserisci un commento)

Il nucleare: una vera follia!
Ma come si può pensare che possa convenire costruire centrali nucleari si fronte ad un pianeta intero che nella direzione della rete energetica e dele microcentrali?
Come si può pensare di seguire paesi come la Francia che hanno sbagliato tutto sotto questo profilo?
Come faremo a risolvere il problema delle scorie quando non siamo ancora riusciti a risolvere quello delle scorie di Caorso e di quattro radiologici medici!!!!!!!!
Ma sta gente che ripropone questa strada si rende conto dei problemi sanitari e ambientali giganteschi?
Ma ve lo vedete il "bel paese" con le centrali nucleari????
PS: vogliamo anche aggiungere al costo del nucleare migliaia di fisici nucleari pagati presso centri di ricerca e università da anni ed anni?

ErnstFree

Come? Noi cediamo ai francesi Carla Bruni e loro ci danno tecnologia nucleare? Ha ragione Crozza a Ballarò: non fa per noi. E poi i costi aumenteranno in modo esponenziale, fra cinque anni completarle ci costerà 300 miliardi di euro. E quando (non tra 10) ma tra 50 anni saranno finite sarà finito anche l'uranio e ci sarà già la lavatrice a fusione, che si carica direttamente con il detersivo.

ma il referendum che era stato fatto di colpo non vale più?

Per Marco: con i referendum del 1987 gli italiani furono chiamati a esprimersi su tre quesiti: l’abrogazione dei compensi statali agli enti locali che ospitano centrali nucleari, quella dell’intervento statale in materia di allocazione degli impianti in caso di mancata delibera comunale, e la possibilità per l'Enel di partecipare alla gestione di centrali atomiche all'estero.
Tecnicamente, dunque, non ci sono impedimenti di legge.

Marco dice: "con i referendum del 1987 gli italiani furono chiamati a esprimersi su tre quesiti: l’abrogazione dei compensi statali agli enti locali che ospitano centrali nucleari, quella dell’intervento statale in materia di allocazione degli impianti in caso di mancata delibera comunale, e la possibilità per l'Enel di partecipare alla gestione di centrali atomiche all'estero.
Tecnicamente, dunque, non ci sono impedimenti di legge".

Io dico:

A parte che
Ma scusa, ma se:
- il ministro a già parlato di scontare l'energia ai comuni che ospitano centrali e se si straparla "intervento statale in materia di allocazione degli impianti in caso di mancata delibera comunale";
- l'enel continua a dire di partecipare a costruzione di centrali all'estero (http://www.corriere.it/economia/09_fe...) ...
Non ti sembrano elusi i referendum???????????????
Ma ci prendono per i fondelli? La Germania spende per smantellare e noi pensiamo a costruire .... io ho l'impressione che si voglia dare lavoro e soldi a gente che ha fallito!!

ErnstFree

Marco dice: "con i referendum del 1987 gli italiani furono chiamati a esprimersi su tre quesiti: l’abrogazione dei compensi statali agli enti locali che ospitano centrali nucleari, quella dell’intervento statale in materia di allocazione degli impianti in caso di mancata delibera comunale, e la possibilità per l'Enel di partecipare alla gestione di centrali atomiche all'estero.
Tecnicamente, dunque, non ci sono impedimenti di legge"

Io dico:

a parte che
Ma scusa, ma se:
- il ministro a già parlato di scontare l'energia ai comuni che ospitano centrali e se si straparla "intervento statale in materia di allocazione degli impianti in caso di mancata delibera comunale";
- l'enel continua a dire di partecipare a costruzione di centrali all'estero (http://www.corriere.it/economia/09_fe...) ...
Non ti sembrano elusi i referendum???????????????
Ma ci prendono per i fondelli? La Germania spende per smantellare e noi pensiamo a costruire .... io ho l'impressione che si voglia dare lavoro e soldi a gente che ha fallito!!

ErnstFree

Scusate, ho scritto Marco dice ma volevo scrivere Roberto Catania dice!!!!

ErnstFree

ErnstFree, nel risultato dei referendum del 1987 i governanti del tempo lessero la volontà degli italiani di fermare il nucleare; tanto che dopo il 1987 venne stabilita una moratoria di cinque anni che sospendeva i lavori di costruzione di nuove centrali. Ma "tecnicamente" (cioé a rigor di legge) non è stata mai vietata la possibilità di costruire nuove centrali (trattasi di referendum abrogativi). Anche per questo c'è chi auspica un nuovo referendum, questa volta più esplicito

Roberto,
d'accordo sul fatto di costruire centrali anche se secondo me è assurdo ...
Ma il problema è che a quanto pare, come ti ho scritto sopra, i referendum non sono stati affatto rispettati!!!

ErnstFree

L'ultima volta che ha parlato l'amministratore delegato dell'Enel, ricordo, fece un grande elogio del carbone. Quello era per lui il futuro, immagino motivato da argomenti economici. Ma siccome l'Enel è dello Stato, le decisioni strategiche le prende il presidente del consiglio che ha deciso per il nucleare. Morale, decide sempre chi non c'entra un tubo con la scienza o con il futuro: chi pensa ai soldi, chi gioca sull'emozione della gente (vedi referendum), chi insegue gloria sempiterna... Ci fosse uno straccio di commissione scientifica, qualcuno con un minimo di credibilità per disegnare il nostro futuro. Forse si sono estinti per colpa dei baroni o perché deprimevano la gente con le loro previsioni apocalittiche. Il modo di decidere sul futuro della ricerca, dell'università, di internet ecc, non è così diverso.

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