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Keplero: la chiave è il fotometro

astronomia fotometro missioni spaziali nasa spazio

Scritto da Roberto Catania

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Grazie a un sensore da oltre 95 milioni di pixel, Keplero sarà in grado di registrare le variazioni di luminosità provocate dai pianeti sulle stelle con una precisione mai vista prima

Se pensavate che i 10 megapixel della vostra nuova fotocamera fossero tanti, allora date un’occhiata a Keplero, il nuovo potentissimo telescopio che è stato sparato in orbita dalla Nasa per scovare pianeti simili alla Terra. Gli oltre 95 milioni di pixel del fotometro costruito dall’ente americano vi riporteranno immediatamente coi piedi per terra, giusto per restare in tema.

Non stiamo parlando di un oggetto nato per scattare foto – è bene precisarlo -  ma di un fotometro appunto, ovvero di uno strumento ottico che registra le variazioni di luminosità. Keplero andrà infatti a cercare le differenze di illuminazione provocate dal passaggio dei pianeti davanti alle stelle nella regione della Via Lattea fra le costellazioni del Cigno e della Lira (si calcola infatti che un pianeta di taglia terrestre possa oscurare il proprio sole di circa 84 parti per milione).

Per riuscirci alla Nasa hanno studiato un piano focale costituito da una matrice di 42 Ccd da 2200 x 1024 pixel ciascuno in grado di lavorare con una precisione di 20 parti per milione. È come se guardando la Terra dallo spazio potessimo rilevare lo spegnimento della luce di una veranda, si legge sulla sezione del sito della Nasa dedicata al progetto Keplero.

L’attrezzatura, insomma, c’è tutta. Attendiamo ora i soggetti da immortalare.

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