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Pleo addio? In liquidazione Ugobe

caleb chung pleo robot ugobe

Scritto da Nicola Battista

I primi passi del Pleo... ehm sì è instabile, ma impara presto

Clamoroso: Chapter 7 (liquidazione) per la società produttrice del celebre dinosauro-robot. Asset in vendita e “rischio estinzione” per Pleo?

Così giovane e già a rischio estinzione: perdonateci la battuta, probabilmente scontata. E forse un po’ fuori luogo, visto che se ad “estinguersi” (forse) è solo un prodotto, con lui sono per ora scomparsi i posti di lavoro di diverse persone, e questa non è cosa su cui scherzare.

Sembra incredibile: il 17 aprile 2009 ha chiuso i battenti Ugobe, la società produttrice di Pleo, il celebre dinosauro-robot (di cui abbiamo parlato più volte in Mytech bel prima del suo lancio, sin dal dicembre 2006!).

Ugobe cade, apparentemente in maniera tanto repentina quanto imprevedibile, travolta dalla crisi internazionale.

Meno credito dalle banche, meno gente in grado di pagare i tanti Pleo preordinati e allocati nei cinque continenti, che restavano nei relativi magazzini, mentre la casa madre si trovava a far fronte a difficoltà tecniche ed economiche.

Il “Pleoworld crash” e i suoi retroscena

In effetti, a fare un giro su motori di ricerca e forum ci si rende conto che in molti il fallimento se l’aspettavano da mesi e c’era anche stato un momento in cui Ugobe era parsa già defunta; Wikipedia riassume bene la vicenda: le dolenti note per il pubblico iniziano a dicembre 2008, con il cosiddetto “Pleoworld crash. Il sito dedicato agli utenti del robottino è down e torna solo dopo diversi giorni. Sia Pleoworld che Ugobe.com presentano poi messaggi che parlano di siti “in aggiornamento”. Ma in realtà c’è dell’altro. Tra gli ultimi mesi del 2008 e inizio 2009 viene chiuso un ufficio, poi un altro. E anche se Ugobe in teoria è al lavoro su un nuovo prodotto, le uniche novità visibili sono nel management. E non sono buone: alcuni posti chiave restano scoperti, qualche taglio comincia a essere operato tra il personale. Telefonate ed email cominciano a non avere risposta. A dicembre, in pratica, tutto è tornato nelle mani dei fondatori. A febbraio, un articolo di Wired riassume la situazione non rosea della società.

Che alla fine, è ridotta al solo ufficio in Idaho; Caleb Chung (padre di Pleo ma anche di Furby) si trova a dover riprendere le redini della sua creatura. Ma dura poco, e la via scelta è la più dura: non il Chapter 11 spesso utilizzato dalle società per continuare ad operare in qualche modo al riparo dai creditori. Il Chapter 7 lascia poche speranze: i dipendenti rimasti - una ventina - vengono mandati a casa. Ugobe chiude i battenti e gli asset verranno posti in vendita. Qualcuno oggi dice che forse Chung aveva pensato a qualcosa del genere da subito, creare un prodotto e una serie di invenzioni e brevetti ad esso collegati e poi vendere la “baracca” al miglior offerente.

Eppure, lui smentisce e - credibilmente - spiega ai giornalisti dell’Idaho Statesman la fine di Ugobe con la sfavorevole congiuntura internazionale che ha toccato anche il credito al consumo “Li stavamo vendendo, ma restavano nelle casse in Europa, Australia, Asia, Russia e Medio Oriente”. Incredibilmente, le cancellazioni di ordini arrivavano da Europa e Asia, e Ugobe aveva solo un 10% di clientela negli Stati Uniti, come lo stesso Chung ha riferito.

Pleo va in pensione?

Il cucciolo robotico di Camarasaurus, dopo aver venduto ben 100.000 esemplari (cifra rispettabile se si considera il prezzo non bassissimo) va dunque già in pensione?

E’ difficile dirlo con certezza: in Ugobe ci sono molti brevetti e copyright che fanno gola. E sicuramente ci sono in giro società grandi e piccole che gradirebbero averli in tasca; ma se poi un compratore davvero si farà avanti è tutto da vedere. Siti e forum non ufficiali restano in piedi, magra consolazione per utenti e fan del minisauro.

Molto triste che siano rapidamente scomparsi Ugobe.com e Pleoworld.com, che già ridirezionano a Planetmagpie.com, società di consulenza, hosting e altri servizi. Presumibilmente il provider a cui Ugobe si appoggiava.

Ciao Pleo, speriamo sia solo un “arrivederci a presto”…

(Si ringrazia Nicola D’Agostino per la collaborazione)

Commenti   (Inserisci un commento)

Come ci dicono i fossili, già milioni di anni fa le covate dei possenti rettili preistorici erano soggette alle improvvise piene di fiumi. E questo prima che disastri planetari e cambiamenti climatici determinassero l'estinzione. Il Pleo, non poteva nascere in un clima peggiore. Ma sono stati fatti anche degli errori. Per esempio i progettisti non hanno pensato a come renderlo capace di auto-dimostrarsi al pubblico. Ho visto solo una galleria di orrori presso la grande distribuzione: pleo sporchi, spellati, con teste slogate o legati alla catena. In ogni caso 'pleo morti' per l'impossibilità del negozio di sostituire e ricaricare la batteria 4 o più volte al giorno. Qualcuno intraprendente ha modificato il pleo mettendo un filo elettrico nella pancia e un pulsante rosso a portata di bambino. Ma il Pleo ha bisogno del boot per svegliarsi e i bambini si scocciano prima. In generale il sofisticato comportamento non è apprezzabile al primo contatto, doveva esserci qualche software demo integrato.

Non nego una certa fitta di dolore nel leggere la notizia. In parte sono daccordo con Darty. Ma ho sempre pensato che uno dei più grossi problemi di Pleo fosse non avere un pubblico preciso. I bambini possono rimanerne affascinati, ma la loro naturale curiosità non è compatibile: se coccoli troppo un Pleo, quello si spella e comincia ad assomigliare a un Terminator. Bisogna essere delicati e per fargli fare qualcosa di interessante bisogna imparare i trucchi. Sulla fascia di prezzo, beh: come giocattolo era parecchio costoso, forse da più soddisfazioni investire su un nintendo wii. Dal lato adulto, Pleo poteva raccogliere più consensi, ma alla lunga la ripetizione delle stesse mosse e atteggiamenti stanca. Se Ugobe avesse rilasciato il famoso kit di sviluppo, probabilmente sarebbe stato molto più divertente per qualche tecnico o appassionato cercare di fargli compiere nuove azioni e di condividere i file con la community. Ma anche in questo caso credo che Pleo sarebbe rimasto un prodotto di nicchia.

Darty, tu ovviamente non puoi saperlo, ma esiste una versione demo in cui pleo mostra diverse abilita'. Credo che la scelta iniziale sia stata quella di mostrarlo "live" per captare le sue potenzialita' emotive. Purtroppo trovandoci in un paese in cui si ha poco rispetto per le cose altrui, molti hanno pensato bene di sfogare i propri istinti su Pleo, e giorno dopo giorno, consumarlo letteralmente. Se fai un giro su YT ci sono alcuni (tristi) esempi in merito.
Per quanto concerne Ugobe, vi indirizzo al mio blog, per nuovi aggiornamenti ;)

Ci avrei messo il Kensinton Lock che si usa sui computer portatili a mo' di guinzaglio, per impedirne la sottrazione. Il blocco andava realizzato in modo da proteggere anche la batteria e la scheda SD. Questo avrebbe consentito ai negozi di esporre Pleo 'integri' e far girare software demo su SD (in un negozio di Milano ho visto un Pleo morto legato artigianalmente con la catena di un lampadario). Volendo essere radicali, avrei eliminato il supporto caricatore e previsto una connessione diretta del Pleo all'alimentatore. Il Pleo avrebbe potuto restare 'vivo' durante la carica, limitando il movimento alla coda e alla testa. Qualcosa mi dice che un pleo 'vivo' sarebbe stato ammirato di più e seviziato di meno nei negozi. Avrebbe potuto anche autoproteggersi, con un software capace di emettere un grido d'allarme in caso di sollevamento. Ribadisco l'opinione sulle mancanze progettuali.

no che peccato secondo me pleo rappresentava un progetto interessante anche in prospettiva sviluppo di altri prodotti!!sono d'accrodo pero che sia il prezzo elevato sia mancanze tecniche lo abbiano decisamente penalizzato se lo compariamo per esempio a furby!!Cmq anche il rivestimento esterno doveva essere piu resistente perche effettivamente l'uso che en puo fare un bambino richiedeva un rivistemento migliore e piu resistente se no si sarebbe sfaldato...e infatti pelo e fin troppo delicato!!Ora scene che qualcuno scrive un po macabre con pelo morto e cosi via nn le ho mai viste ed e sinceramente una idea di cattivo gusto cmq spero che la ugobe si riprenda e migliori il camarosauro!!

Sono arrivata tardi. L'ho visto in un negozio e oggi l'ho comprato. Ora mi chiedo cosa faccio se non funziona? C'e' qualcuno che sappia ripararlo? Fatemi sapere. Cinzia

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