Cinema: X Men le origini - Wolverine, gli effetti speciali
Alle lente degli effetti speciali l’ultima avventura del mutante Wolverine: quando le acrobazie superano la trama
Qualche tempo fa speculavamo sull’uscita della pellicola di X Men le origini: Wolverine, chiedendoci se dal punto di vista puramente del racconto si sarebbero raggiunti i livelli di aspettativa.
Gavid Hood regista non proprio allineato faceva ben sperare, ma alla lunga è andata a finire che hanno vinto loro. E’ di dominio pubblico che vi siano stati problemi con la produzione che ha avuto troppe ingerenze e nel risultato finale, tale intrusione è rilevabile. Wolverine è lo scavezzacollo per definizione e quando il personaggio finalmente decolla, è ora di abbandonare la sala in attesa del finale dopo il finale che apre ai sequel (si dice siano già in via di pre-produzione).
Sul piano degli effetti visuali si rasenta la perfezione: gli artigli di Wolverine (Hugh Jackman) e le unghie di Sabretooth (Liev Schreiber) sia nella fase ossea sia in quella di metallo soprattutto per il personaggio principale, rappresentano un’ideale integrazione tra l’attore e il lavoro in computer grafica avvenuto successivamente.
Si parte con gli eccezionali titoli di testa, impeccabili visivamente, poi dopo una lunga introduzione al perché, inizia il dispendio di acrobazie spettacolari. Grande utilizzo, dunque, di funi e tiranti per i duelli e i combattimenti.
In campo vi sono altri mutanti: per Blob (qui un’immagine in anteprima) sono state realizzate tute in lattice e protesi prostetiche; stesso trattamento per la caratterizzazione di Deadpool (qui un altro catch frame) ovvero mix di trucco sull’attore e effetti in post-produzione; per Gambit (potete vederlo qui) molte sequenze spettacolari sono state girate in bullet time per rappresentare le sue famigerate carte da gioco caricate di energia.
Inoltre enormi set in Australia, Nuova Zelanda e Vancouver, dispiego di stunts di prim’ordine e esplosioni a tutto schermo. Se è vero che l’azione e il lavoro tecnico sono eccellenti ancor meglio sarebbe dare ritmo alla trama e far emergere i personaggi. Quando avverrà, lo chiameremo cinema.





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