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Fotocamere in prova: Fujifilm FinePix S100Fs
Sembra una digireflex, e ha prestazioni molto simili, ma ha una sola, potente ottica fissa 14x che ne fa l’emblema delle digicam flessibili
Scheda tecnica
Fujifilm
Finepix S100fs
- Stabilizzatore ottico
-
- Display
- Lcd 2,5'' tilt
- Tipologia
- superzoom
- Sensore
- Ccd 11,1 Mpixel
- Sensibilità (ISO)
- 100 - 3200
- Risoluzione massima
- 3840 x 2880 pixel
- Peso (g)
- 918
- Batteria
- nd
- Prezzo (Euro)
- 500 - 599
Descrizione
Fresca vincitrice del Tipa Award 2008 nella categoria superzoom, Fujifilm FinePix S100Fs è l’ultima evoluzione di questa tipologia di fotocamere all-in-one che, almeno nelle intenzioni, forniscono prestazioni più vicine alle reflex di fascia consumer che a una compatta. Nello specifico la digicam di Fujifilm è costruita intorno a un’ottica a focale variabile dalle dimensioni ragguardevoli: equivale a un 28 - 400 mm rispetto al tradizionale formato a pellicola.
Prova
La S100Fs è una macchina dal forte impatto: quasi un chilogrammo di peso, ghiera dei comandi, ottica di peso: sembra proprio di impugnare una reflex. Lo zoom 14,3x - con grandangolo da 28 mm e tele da 400 mm – è una meraviglia: ha un’estensione notevole, in grado di coprire da solo oltre il 95% delle situazioni di scatto, ma c’è di più: incorpora uno stabilizzatore flottante che fa’ guadagnare 3-4 stop nello scatto a mano libera. Uno zoom di questo livello che fa tutto è una soluzione comoda per chi non dispone di un vasto parco obiettivi o per chi non vuole passare a una reflex digitale con il conseguente viavai di ottiche intercambiabili che questa scelta comporta.
Anche il sensore Ccd da 11,1 Mpixel è di tutto rispetto, sufficiente per stampe di grande formato, al contrario non ci ha entusiasmato il mirino elettronico: non che sia di qualità scarsa anzi, ma l’immagine a colori che riproduce è pur sempre quella, poco realistica, composta dai pixel di uno schermo Lcd. A questo punto per l’inquadratura è meglio utilizzare il sottostante display da 2,5”, non solo più ampio ma anche estraibile. L’utilizzo è immediato da assimilare e lascia assoluta libertà all’arbitrio del fotografo: chi è esperto potrà giocare con funzioni manuali e priorità di diaframmi mentre il novizio si affiderà all’automatismo completo e alla tecnologia fece detection per concentrarsi esclusivamente sulla composizione.
Abbiamo trovato performante la modalità supermacro (con zoom sui 28 mm) che permette di inquadrare e mettere a fuoco soggetti a 1 cm di distanza dall’obiettivo.Tra i programmi di scatto sono interessanti quelli che cercano di simulare l’effetto delle omonime pellicole Fujifilm (Morbida, Provia, Ritratto, Velvia) per ottenere una resa cromatica più brillante, delicata o satura a seconda della situazione o dell’intento. La qualità finale dell’immagine è molto buona, grazie anche al sensore che dispone di una gamma dinamica estesa. Tra l’altro, nonostante le dimensioni da 2/3” del Ccd, la gestione delle alte sensibilità Iso è molto buona, con disturbi percepibili dagli 800 Iso in avanti e conclamati solo a 1600 Iso.
In sintesi
Una superzoom completa e di assoluta qualità, versatile e affidabile, sia per riproduzione dei colori che per nitidezza d’immagine. Ma nel confronto con le reflex paga soprattutto la mancanza di un vero pentaprisma in vetro ottico.
Pro
Obiettivo 28 – 400 mm stabilizzato
Gamma dinamica estesa
Basso rumore d’immagine
Contro
Peso e dimensioni non indifferenti
Mirino elettronico
Autofocus non impeccabile




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