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Il blog secondo Bill Gates. Msn Spaces pronto al via

Scritto da Sergio Maistrello

Semplicità, innanzitutto: il servizio di blogging targato Microsoft è tra i più facili da usare. Ma è obbligatorio iscriversi anche a Passport
Che il Web stia cambiando lentamente pelle lo si capisce anche da questi annunci: blog è la parola più cercata sulla versione online del dizionario Merriam-Webster, l’equivalente statunitense del nostro Zingarelli, tanto da costringere i curatori a improvvisarne una definizione.
I tempi sono maturi perché i maggiori marchi del mondo informatico si interessino a un mercato ancora largamente amatoriale, con la rilevante eccezione di quel Blogger che Google ha acquisito nel 2003.
Da tempo, per esempio, si attendeva lo sbarco in forze di Microsoft nell’arena delle piattaforme per la gestione di blog e così è stato: il 2 dicembre scorso in 26 Paesi del mondo, Italia compresa, è nato Msn Spaces. La concorrenza sempre più serrata tra Google e Microsoft da oggi ha un nuovo terreno di battaglia.

Gratuito e integrato
Il servizio di blogging targato Microsoft è, almeno per ora, completamente gratuito e ben integrato con altri strumenti per community del portale Msn, a cominciare da Passport per l’autenticazione e da Messenger (di cui è uscita la beta 7.0 in contemporanea a Spaces) per l’interazione in tempo reale con gli amici.
Msn Spaces è una piattaforma semplice da utilizzare, che privilegia in modo evidente gli utenti meno esperti e, in generale, quanti cercano la via più elementare per aprire un sito personale online.
La creazione e la gestione del blog sono tra le più facili in circolazione: gli automatismi per la personalizzazione degli elementi presenti nel modello predefinito di pagina sono forse i più evoluti oggi disponibili (si battono alla pari, almeno da questo punto di vista, con l’ottimo TypePad di Six Apart, lo stato dell’arte tra gli strumenti per blog).
La dotazione è molto completa e comprende il supporto per i commenti degli utenti, l’archivio per categorie, i permalink (link permanenti al singolo post, per favorire chi intende citare una specifica unità di contenuto), le statistiche di accesso, l’interazione con il telefono cellulare per inserire immagini e testi in mobilità e i feed Rss (rappresentazioni semplificate dei contenuti per chi utilizza gli aggregatori di news).
Lo spazio complessivo a disposizione degli utenti è di 10 mega: non poco per un’offerta gratuita, ma non c’è da scialare per chi desidera pubblicare molte immagini.
Accanto all’album fotografico, Msn Spaces introduce un nuovo spazio per la condivisione di brani musicali: ogni utente può indicare i propri brani preferiti, che i visitatori possono ascoltare e scaricare a pagamento tramite Msn Music.

Cosa non ci piace
Msn Spaces ha alcuni limiti, per lo meno per chi cerca un ambiente configurabile a proprio piacimento.
Innanzitutto non permette personalizzazioni oltre ai colori e ai temi predefiniti messi a disposizione dal servizio: di mettere le mani nel codice del template, in altre parole, non se ne parla.
Inoltre, Microsoft ha fatto ricorso a una programmazione di questo codice piuttosto pesante che - per lo meno nelle prime battute di questa fase sperimentale - ha creato problemi di lentezza ed errori ad alcuni utenti. Poco felice è anche la scelta dell’indirizzo a cui sono destinati i siti degli utenti, del tipo - a dir poco anacronistico per l’Internet del 2005 - spaces.msn.com/members/nomedelblog.
Piace poco anche la necessità di essere registrati a Passport non soltanto per iscriversi a Msn Spaces, ma anche per commentare i post pubblicati nei siti personali: una scelta che probabilmente intende evitare le invasioni massicce di spam che stanno mettendo in crisi molte piattaforme, ma che per contro è un po’ troppo vincolante.
Curiosa, ma comprensibile alla luce degli scrupoli tutti americani in proposito, la decisione di censurare a priori alcune parole scurrili nei titoli dei blog, scoperta e subito sbeffeggiata su blog popolari come Boing Boing.
Msn Spaces è un servizio diretto ai principianti del blog, com’era logico aspettarsi da un marchio di massa come Microsoft. Chi si aspettava un prodotto che contribuisse all’innovazione dell’intero settore è rimasto deluso.
L’interesse di Microsoft era mettere un piede laddove Google rischiava di prendere il largo, ma anche sperimentare quelle forme di interazione e di pubblicazione personale che stanno evolvendo l’uso della Rete e dei suoi soft­ware.
La sfida che attende il colosso di Redmond è ora quella di evitare di dar vita a un recinto chiuso di utenti, ma di rispettare la natura aperta e collaborativa del Web i di cui proprio i blog si sono in questi anni fatti bandiera.

Cliccando
  • Dove trovare il blog di Microsoft
    http://spaces.msn.com

    Cosa vuol dire?
    Blog
    Secondo il Merriam-Webster

    «Un sito Web che contiene un diario personale online con riflessioni, commenti e spesso link proposti dall’autore».

    Su www.weekit.it
    Un libro per imparare a fare i blog scritto dall’autore di questo articolo
  • Commenti   (Inserisci un commento)

    un articolo interessante

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