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Il Parlamento europeo pubblica il rapporto Echelon e raccomanda di cifrare l’e-mail

Scritto da Giorgio Gobbi

A circa un anno di distanza dalla sua costituzione, la Commissione temporanea sul sistema di intercettazione Echelon, voluta dal Parlamento europeo, ha pubblicato il risultato dei suoi lavori, un documento di quasi 200 pagine dal titolo “Rapporto sull’esistenza di un sistema globale per l’intercettazione delle comunicazioni private e commerciali (sistema di intercettazione Echelon)”.
    Periodicamente, nel corso degli anni, giornali e periodici hanno pubblicato vari servizi che prendevano le mosse dalle indagini del giornalista inglese Duncan Campbell e che non hanno mancato di suscitare doveroso sdegno e imbarazzo nelle istituzioni. Oggi il Parlamento europeo afferma che l’esistenza di Echelon è dimostrata: la rete gestita da Usa, Uk, Canada, Australia e Nuova Zelanda spia effettivamente le comunicazioni mondiali, come minimo quelle private e commerciali con preferenza per le tratte via satellite, ma senza escludere le altre possibilità. Naturalmente il fatto che il Regno Unito faccia parte dell’Europa rende la sua posizione di protagonista in Echelon piuttosto imbarazzante e forse questo sarà il massimo risultato ottenuto dalla commissione, considerando poco praticabili le misure diplomatiche suggerite.
   Il rapporto sembra inoltre ignorare che due anni fa la Commissione europea fu a un passo dall’approvare le attività di intercettazione globale e transnazionale di Enfopol, chiamata da alcuni l’Echelon europea ma in realtà anche più temibile, perché permetterebbe alle polizie e ai servizi europei di intercettare qualsiasi forma di comunicazione all’interno della CE, incluse linee terrestri e satellitari (anche i cellulari) e i protocolli Internet. Enfopol è sostenuta con entusiasmo da parte dei Paesi europei che si dicono danneggiati da Echelon, ma in realtà è parte di un disegno più vasto partorito oltre Atlantico per poter intercettare senza tanti lacci legislativi tutte le comunicazioni di un mondo diventato digitale. Per noi utenti la raccomandazione che viene dal rapporto del Parlamento europeo è di cifrare l’e-mail, una misura cautelativa che dovrebbe diventare standard almeno nelle aziende, purché la chiave di cifratura sia abbastanza lunga da mettere a dura prova i computer dei servizi di ascolto. Purtroppo lo stile del documento è piuttosto burocratico; chi si aspettava un thriller può consolarsi cercando su Internet la documentazione su Enfopol, partendo magari dall’articolo di Repubblica.it per approdare ai documenti della CE, senza trascurare quelli pubblicati dallo STOA (Scientific and Technological Options Assessment, Direzione generale per la Ricerca, Parlamento Europeo), che nella sua valutazione delle tecnologie di controllo politico menziona gli accordi segreti Europa-Usa su Enfopol.

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