Corretto funzionamento di hardware di nuova generazione
Dopo mesi passati a leggere riviste di settore, prima tra tutte la vostra, finalmente lo scorso mese ho deciso di acquistare il mio primo Pc: processore AMD Athlon a 1,2 GHz, scheda madre Asus A7M266, scheda grafica Asus V7700 Deluxe, scheda audio Sound Blaster Live! 5.1, 256 MByte di memoria Ddr a 266 MHz, hard disk IBM da 30 GByte, modem interno Digicom, lettore Dvd-Rom Pioneer 105S 16x, masterizzatore Plextor 16x10x40x. Una macchina che, stando a quanto scritto dalla stampa specializzata, avrebbe dovuto, avere caratteristiche al di sopra di ogni sospetto. Invece, dal giorno dell’installazione effettuata da una ditta seria e competente della mia città, non ha mai voluto funzionare correttamente evidenziando continui blocchi in qualsiasi applicazione si tenti di utilizzare. Il centro di assistenza del venditore mi ha prontamente messo a disposizione un tecnico specializzato che, gratuitamente, ha passato intere giornate sul Pc in questione.
È stato disinstallato Windows 98SE, sostituito con Windows 2000, aggiornato il Bios della scheda madre, effettuate tutte le modifiche possibili, ma a distanza di un mese il mio Pc ancora non funziona, si riavvia improvvisamente durante l’esecuzione di programmi, visualizza continuamente schermate blu di errore: è praticamente inutilizzabile! È forse colpa del famigerato chip VIA presente sulla scheda madre? Se fosse questo il problema, come risolverlo definitivamente? Esistono soluzioni drastiche, anche sostituendo qualcosa nell’hardware?
Leggendo il vostro numero di giugno 2001 mi sono reso conto che la maggior parte delle schede madri che supportano il processore Athlon e memorie Ddr sono equipaggiate con il già citato chip VIA, quindi volendo tentare tale sostituzione, quale mi consigliate?
Andrea Marchetti, via Internet
Nell’acquisto di hardware di ultimissima generazione è sempre necessario mettere in conto la possibilità di effettuare piccoli aggiustamenti per rendere stabile il sistema. Il numero elevato di produttori presenti nel mercato rende praticamente impossibile effettuare test per garantire la completa interoperabilità di componenti e periferiche. La scheda madre Asus A7M266 e il chipset AMD 760 su cui è basata sono componenti molto recenti e per questo motivo non sono da escludere incompatibilità ancora ignote. Nella maggior parte dei casi queste potranno essere risolte mediante aggiornamenti del Bios della scheda madre e del firmware delle periferiche, in casi più rari sarà invece necessario evitare l’accoppiamento di alcuni componenti. Nel caso specifico della scheda madre Asus A7M266 sono stati riportati problemi di compatibilità con moduli di memoria Ddr di alcuni produttori che non hanno partecipato al programma di certificazione organizzato da AMD. La descrizione del malfunzionamento fornita dal lettore è pertinente ad un problema di accesso alla memoria che spesso si manifesta con blocchi apparentemente casuali e non collegati ad azioni specifiche. AMD ha recentemente pubblicato una lista sicuramente non esaustiva di produttori di memorie che operano correttamente con il chipset AMD 760. È possibile consultarla alla pagina Webwww.amd.
com/devconn/ddrvalid.html. Da parte nostra possiamo riportare che l’esemplare di scheda madre Asus A7M266 provata in laboratorio ha funzionato correttamente con moduli di memoria basati su chip Samsung K4H280838B-TCB0. Un’altra origine molto comune di malfunzionamenti per i sistemi AMD va ricercata nell’alimentatore. È ormai accertato che sia i processori AMD sia i relativi chipset sono particolarmente sensibili a spurie nell’alimentazione. Per fare fronte a questa problematica AMD ha pubblicato presso il proprio sito web una lista di alimentatori che sono stati certificati per un corretto funzionamento con i processori Athlon e Duron (gli elenchi sono riportati alle pagine www1.amd.com/duron/power e www1.amd.com/athlon/power, rispettivamente per i processori Duron e Athlon). Un altro fattore che è bene tenere presente è che AMD in generale consiglia alimentatori da almeno 300 watt per la propria piattaforma hardware, mentre molti installatori continuano ad equipaggiare i sistemi con trasformatori in grado di erogare potenze inferiori. Ricordiamo infatti che il solo processore AMD Athlon può arrivare a consumare fino a 70 watt. Riguardo al timore che il malfunzionamento possa essere ricondotto alla presenza dell’integrato VIA VT82C686B sulla scheda madre, facciamo presente che questo componente nella scheda madre Asus A7M266 svolge la funzione di South Bridge, ovvero si occupa esclusivamente di controllare gli hard disk, le porte seriali, parallele, e tutte le altre interfacce di sistema. Il malfunzionamento di questo integrato, come riportato nella rubrica delle Rispostissime a pag. 198 sul numero 123 (Giugno 2001) di Pc Professionale si può presentare solo nel caso in cui siano collegati due hard disk Eide che facciano uso dei protocolli di trasferimento Ultra Ata. Riteniamo quindi improbabile che i malfunzionamenti descritti dal lettore possano essere imputati a questo componente. Il problema di affidabilità del controller Eide presente nell’integrato VIA 686B è stato comunque risolto dai nuovi driver che fanno parte della versione 4.31 del pacchetto VIA 4-in-1. Per questo motivo consigliamo vivamente l’installazione di questo pacchetto a tutti i lettori in possesso di schede madri basate sui chipset di VIA Technologies.




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