L’impatto sulla Rete: Internet rallenta ma non cede
Gli attentati terroristici contro gli Usa hanno reso l’accesso lento e incerto, ma l’infrastruttura in gran parte è ancora funzionante: le strategie dei siti di informazione per uscire dal blocco causato dall’impennata del traffico
Dopo gli attacchi terroristici a Washington e New York che martedì hanno paralizzato la rete e hanno continuato a causare problemi anche il giorno dopo, l’accesso a Internet risulta lento e inaffidabile. Il traffico ha registrato un’impennata immediatamente dopo il crollo della prima torre del World Trade Center, quando gli utenti si sono precipitati sui siti dei mezzi di informazione e hanno inviato frenetici messaggi ai propri cari.La società di monitoraggio Internet Matrix.net ha rilevato un incremento del traffico Ip successivamente agli attacchi terroristici, mentre il livello medio di “raggiungibilità” dei siti Web precipitava all‘8 per cento, rispetto ai precedenti 88-96 per cento, a partire dalle 10 del mattino. In particolare ciò ha riguardato i siti di informazione. Secondo una portavoce del New York Times Digital, martedì sono state visualizzate ben 11,5 milioni di pagine del NYTimes.com, superando il record precedente di 9,6 milioni registrato in occasione delle elezioni presidenziali dello scorso anno. A causa di tutto questo super-traffico, molti utenti non sono riusciti a consultare le notizie. Per far fronte al problema, gli amministratori di sistema hanno semplificato la struttura del sito, riducendo i tempi di caricamento.
«Nel corso della prima ora abbiamo rimosso la maggiorparte delle immagini, inclusi gli annunci pubblicitari, dall’intero sito. Abbiamo inoltre eliminato la richiesta di registrazione, che è tuttora disattivata». Gli amministratori di Times Digital sono riusciti anche a riconfigurare i server per agevolare la gestione del traffico eccezionale. «Avevamo già avuto giorni carichi di notizie» spiega la portavoce. «Sapevamo come fare». Anche gli amministratori di Msnbc.com hanno registrato un’incremento del traffico. «Nel corso dell’aggiornamento continuo delle notizie abbiamo registrato un traffico 10 volte maggiore del normale», dice un portavoce. Msnbc ha semplificato il sito all’osso, eliminando immagini, video e contenuto interattivo, a favore delle news. La società ha aggiunto una serie di server, appaltando persino parte del lavoro a produttori esterni, inclusa Akamai Technologies. I livelli complessivi di traffico sono tornati rapidamente alla normalità una volta che gli amministratori hanno affrontato il problema. «L’accesso è stato difficoltoso per circa un’ora», dice John Quarterman, direttore tecnico presso Matrix.net.
Mercoledì non è stata una giornata facile per gli operatori dei siti web. Il New York Times ha registrato un traffico persino maggiore rispetto a quello del giorno degli attentati, dato che un numero crescente di americani ha scelto fonti di informazione alternative alla Tv. Oltre all’impennata del traffico, anche i danni fisici subiti dalla città di New York, con i conseguenti incendi e le interruzioni nell’erogazione di energia elettrica, hanno avuto effetti negativi su Internet. «Gli effetti sono persistenti», dice Quarterman. «A Manhattan, alcuni nodi non esistono più o non ricevono energia». In mancanza di elettricità su gran parte dell’isola, molti server stanno consumando rapidamente l’energia fornita dalle batterie. Le macchine si stanno surriscaldando a causa del blocco degli impianti di aria condizionata, spesso ostruiti dalle macerie. Numerosi centri di ubicazione dei server presenti all’interno del World Trade Center sono andati distrutti. E NYC.gov, home page dell’amministrazione cittadina, non funziona. Ma in generale, la maggior parte dell’infrastruttura Internet di Manhattan funziona ancora, dice Quarterman. «Le deviazioni automatiche del traffico di rete avvengono quasi immediatamente» in caso di danno, spiega. «Internet è stata progettata per risolvere i problemi in mancanza di parte dell’infrastruttura, e ha funzionato bene».




Ancora nessun commento.