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Tecnologia e mercato, N° 21



Come scegliere una strategia per farsi trovare sul Web

La newsletter gratuita SearchDay, che si occupa di tutto ciò che riguarda la ricerca sul web, è una risorsa interessante sia per chi produce siti sia per le aziende che hanno a cuore il ritorno dei propri investimenti in Internet. Recentemente SearchDay ha dato notizia della Search Engine Strategies 2001 Conference, tenuta a San Francisco lo scorso agosto, nel cui ambito ha avuto luogo una tavola rotonda su come scegliere un Search Engine Optimization Provider (fornitore di SEO, ovvero l’ottimizzazione in relazione ai motori di ricerca). Questa figura, che può essere un professionista o una società (anche diversa da quella che ha realizzato o gestisce il sito), è specializzata nelle strategie e nelle tecnologie che ottimizzano la reperibilità di un sito da parte degli utenti che interrogano i motori di ricerca. SearchDay ha pubblicato una breve sintesi della discussione; una versione più dettagliata è disponibile per gli utenti registrati (che pagano 89 dollari all’anno). Sia che si affidi l’operazione SEO all’interno dell’azienda o presso i fornitori abituali, sia che si cerchi qualcuno specializzato in questa professione, il report di SearchDay suggersice alcuni criteri a cui ispirarsi nella scelta dell’esperto, quali garanzie chiedere, quali sono i risultati che contano (convertire un contatto in business è più importante che essere ai primi posti). D’altra parte i vari motori di ricerca non solo hanno regole diverse per accettare i siti e ordinarli per importanza, ma queste stesse regole cambiano nel tempo, anche per neutralizzare le manovre disinvolte di chi vuol mettersi in vista senza averne titolo. L’esperto in SEO dovrebbe quindi dimostrare di sapere il fatto suo conoscendo i sistemi di ranking dei principali motori di ricerca e dimostrando di avere migliorato in modo significativo il posizionamento dei siti di cui si è occupato. Chi volesse avvicinarsi a questo argomento troverà utile anche investire 17 dollari acquistando, per esempio da Amazon, il volumetto Internet Marketing And Search Engine Positioning - A “Do It Yourself” Guide di Chandra Sekhar, facile da leggere anche per i non tecnologi.


Nikon lancia la Coolpix 5000 da 5 megapixel

Nata nel 1998 con il modello 900, la serie Coolpix di fotocamere digitali Nikon compatte si è evoluta attraverso i modelli 950 del 1999, 990 del 2000 e 995 del 2001. L’annuncio in questi giorni della Coolpix 5000 (disponibile in Italia da dicembre) segna un’accelerazione nello sviluppo e porta diversi vantaggi (come la maggiore risoluzione e un obiettivo più grande con migliori qualità ottiche) anche se fatalmente si lascia indietro qualcosa (come l’anello filettato da 28 mm e l’elegante corpo macchina in due sezioni incernierate). A poche ore dall’annuncio i fan di Nikon hanno cominciato a pubblicare sui forum critiche (o difese) all’estetica del nuovo modello e a chiedersi se la CP5000 sia o no quello che si aspettavano. In realtà non bisogna perdere di vista il basso prezzo che, a 1099 dollari in Usa, fa subito dimenticare che la CP5000 non è una reflex, non ha l’obiettivo intercambiabile e non ha un look professionale (i fan sognano una D1 al prezzo di una Coolpix). Dato che non sono ancora disponibili esemplari definitivi su cui eseguire prove, non ci sono valutazioni sulla qualità ottica; se risultasse vera l’affermazione di Nikon di “un livello di distorsione residua ridotto al minimo” e magari anche un marcato progresso nel ridurre l’aberrazione cromatica, si potrebbe scoprire che la CP5000 fornisce risultati alla pari con fotocamere ben più costose. In attesa della prova sul campo, diamo un’occhiata alle specifiche. Trovate l’articolo completo qui.


Toshiba amplia le opzioni wireless sui nuovi Tecra e Portégé

Con i due nuovi notebook presentati questa settimana, Toshiba si propone di recuperare quote di mercato e di superare la concorrenza sul terreno della connettività, presentando un assortimento di opzioni che non ha uguali. Oltre a includere il modem e l’interfaccia Ethernet, il Portégé 4000 e il Tecra 9000 supportano sia il networking wireless 802.11b sia la tecnologia Bluetooth per le connessioni senza fili a corto raggio. A questo si aggiunge una porta Ieee 1394 e uno slot per le schedine di memoria Secure Digital, che cominciano a diffondersi su fotocamere digitali e Pda. Ma le novità non finiscono qui. Toshiba ha offerto la tecnologia 802.11b sui Tecra fin dall’inizio dell’anno, ma nel frattempo sono state espresse riserve sulla sicurezza delle reti wireless, soprattutto quando si usano chiavi di cifratura di 64 bit. Perciò Toshiba ha dotato i nuovi portatili di hardware Cisco Aironet 802.11b, che supporta nuovi servizi tra cui la cifratura a 128 bit; questo dovrebbe aumentare il livello di fiducia e di accettazione della tecnologia wireless da parte delle grandi aziende. Mentre l‘802.11b funziona in un raggio di circa 150 m con velocità fino a 11 Mbps, Bluetooth serve per connessioni locali (per esempio a cellulari e Pda) entro 10 m e con banda di circa 1 Mbps. Lo stesso notebook può utilizzare quindi una o l’altra delle tecnologie wireless secondo le necessità di connessione. Il Tecra 9000 è il primo notebook di Toshiba che utilizza il Pentium III-M a 1,13 GHz; è dotato di schermo da 14”, 256 MByte di Ram, disco da 20 GByte, drive Dvd e 802.11b, con prezzo tra 2500 e 3000 dollari. Una tipica configurazione di Portégé 4000 offre schermo da 12”, Pentium III/750, 128 MByte di Ram e 802.11b per 2000-2500 dollari. Sul mercato Usa i due modelli saranno disponibili entro la fine di settembre.


XP è la parola magica, anche per il nuovo Athlon

Da mesi si sente dire che il mercato spera nel rilascio di Windows XP (ottobre è anche un periodo favorevole) per uscire dall’apatia e rianimare le vendite. Ma sul carrozzone chiamato XP non ci sono solo i produttori di software. Un articolo del taiwanese Digitimes ci informa che anche AMD approfitta della parola magica per rendere più efficace il proprio posizionamento e la competizione con Intel. Infatti gli Athlon Palomino per desktop di imminente introduzione si chiameranno Athlon XP e saranno identificati non dalla frequenza di clock ma da un numero di modello che suggerisce la frequenza di un P4 di prestazioni equivalenti, qualcosa di simile al “PR rating” introdotto da Cyrix ai tempi del Pentium. Perciò gli Athlon XP da 1333, 1400, 1467, 1500, 1600 MHz si chiameranno 1550+, 1600+, 1700+, 1800+ e 1900+. Insomma, oggi XP è la “cosa nuova” che i negozianti devono mettere in vetrina, mentre i numeri di modello ci ricordano che gli Athlon competono a testa alta anche con i Pentium 4 più veloci. Sarà interessante vedere se questo posizionamento influirà in modo significativo sui comportamenti dei compratori. Sul fronte dell’Athlon MP, il Palomino per server e workstation a doppio processore, si registra l’ingresso in campo di Gigabyte con la motherboard GA-7DPXDW, la prima a spezzare il monopolio di Tyan sulle board per doppio Athlon. Disponibile da ottobre, è basata sul chipset AMD-760MP con il nuovo southbridge AMD-768, che supporta il Pci a 64 bit. La GA-7DPXDW offre due slot Pci a 64 bit e 66 MHz, tre slot Pci normali e quattro zoccoli per memoria Ddr PC1600/PC2100 Registered. Inoltre include un controller Ata/100 Promise e un’interfaccia Lan. Il costo previsto è intorno a 250 dollari. I primi sistemi con doppio Athlon MP da 1,4 GHz sono stati offerti sul mercato proprio in questi giorni.


Microsoft incrementa la sicurezza di IIS

Internet Information Server negli ultimi mesi è stato spesso citato per i bug e le falle che lo hanno reso vulnerabile agli accessi non autorizzati. Visto il crescendo preoccupante del fenomeno e i danni per le aziende, Microsoft ultimamente ha cambiato marcia, non limitandosi alla usuale sequenza di patch ma introducendo alcuni strumenti di diagnosi e di rafforzamento delle misure di sicurezza. L’ultimo in ordine di tempo è URLScan, un modulo che filtra tutte le richieste in arrivo a IIS (4.0, 5.0 o 5.1) lasciando passare solo quelle che soddisfano un insieme di regole specificate dall’amministratore. In questo modo dovrebbe aumentare sensibilmente la probabilità che il server risponda a richieste valide e respinga i tentativi di accesso illecito. I criteri di convalida si basano sulla lunghezza del messaggio, sul set di caratteri, sul contenuto e su altri fattori. Le regole di default possono essere modificate dall’amministratore secondo le esigenze della particolare installazione. URLScan è scaricabile dal sito Microsoft ed è utilizzabile in Windows NT, 2K e XP. Trovate il resto dell’articolo qui.

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