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Liberty Alliance per l’indipendenza delle identità digitali

Scritto da Giorgio Gobbi

33 big dell’industria si sono associati per offrire una soluzione aperta per la gestione dell’autenticazione e delle autorizzazioni degli utenti Internet
Fino a qualche mese fa l’argomento dell’identità digitale e della sua autenticazione era visto soprattutto come un’opportunità per allargare il business online, evitando agli utenti di doversi registrare separatamente presso ogni sito con cui hanno transazioni. Oggi è ancora più chiaro quanto il software incaricato dell’autenticazione degli utenti e della loro autorizzazione a ricevere servizi stia per diventare un elemento cruciale della rete.
   Microsoft si è mossa per prima su questa strada con Passport e Hailstorm (recentemente ribattezzato .Net My Services), una soluzione proprietaria che non ha mancato di sollevare critiche da parte dei concorrenti e dei sostenitori del software aperto. A parte la scarsa propensione del pubblico ad affidare a chicchessia i propri dati personali (carta di credito inclusa), si è obiettato che i passaporti usati per viaggiare sono emessi da ciascun Paese, non da una singola azienda a scopo di lucro (che tra l’altro non si è distinta per la sicurezza del proprio software). Di conseguenza non sorprende che il fronte degli oppositori, con Sun in testa, abbia formato un’alleanza con il nome di Liberty Alliance (forse temporaneo, perché già utilizzato da un’organizzazione religiosa).
   I membri fondatori dell’alleanza sono 33 e comprendono parecchi pesi massimi: ActivCard, American Airlines, the Apache Software Foundation, Bank of America, Bell Canada Enterprises, Cingular Wireless, Cisco Systems, CollabNet, Dun and Bradstreet, eBay, Entrust, Fidelity Investments, Gemplus, GM, Global Crossing, i2, Intuit, Liberate Technologies, Nokia, NTT DoCoMo, Openwave, O’Reilly and Associates, RealNetworks, RSA Security, Sabre, Schlumberger, Sony Corporation, Sprint, Sun Microsystems, Travelocity, United Airlines, Verisign e Vodafone. Nel complesso Liberty Alliance rappresenta già più di un miliardo di nominativi registrati, contro i 165 milioni di utenti registrati da Passport dalla sua introduzione nel 1999. La missione di Liberty Alliance è fornire e supportare una soluzione per le identità su Internet che permetta un singolo sign-on a consumatori e utenti aziendali in modo aperto e federativo. Con il modello di identità federativa, l’utente potrà gestire i propri dati personali e potrà assicurarsi che le informazioni critiche siano gestite e distribuite dagli enti appropriati e non da un’autorità centralizzata. Gli obiettivi del progetto si riassumono in 1) permettere a consumatori e aziende di mantenere le proprie informazioni personali in modo sicuro, 2) fornire uno standard aperto universale per un singolo sign-on con autenticazione decentralizzata e autorizzazione aperta da parte di più provider e 3) fornire uno standard aperto per l’identità in rete valido per tutti i dispositivi di rete. Una differenza fondamentale con la soluzione Microsoft è aver ristabilito la separazione tra l’autenticazione dell’identità e l’autorizzazione a fruire di un servizio, che nel caso di Microsoft sono combinate e applicabili solo alla piattaforma Microsoft.
   Un recente studio di Jupiter Media Metrix ha rilevato che il 44% dei nuovi utenti e il 34% degli utenti web esperti non si fida ad affidare ad altri i propri dati personali; solo il 5% di utenti vede con favore servizi come .Net My Services e solo tra il 6 e il 9% di utenti MSN si fida di Microsoft.

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