Palmari: non solo assistenti personali
Nati come semplici sostituti elettronici delle agende, i Pda (Personal Digital Assistant) si sono evoluti al punto che secondo alcuni sono già oggi in grado di rimpiazzare il Pc in molte situazioni. In questa prova abbiamo messo a confronto le tecnologie disponibili e verificato i reali vantaggi che questi dispositivi possono apportare alla vita di tutti i giornidi Pasquale Bruno, Edmondo Orlotti
Nel 2000 sono stati venduti, in tutto il mondo, qualcosa come 11,4 milioni di dispositivi palmari con funzioni avanzate (includendo in questo conteggio anche gli smart phone, i cellulari più evoluti). Secondo IDC, questo valore è destinato a salire a 61 milioni nel 2004. Nello stesso anno, le previsioni di vendita per i Pc desktop e notebook assommano a 16,8 milioni di unità. Questi numeri rendono l’idea di come i dispositivi palmari siano effettivamente un fenomeno di massa destinato a influenzare significativamente tutto il mondo informatico. Il loro principale punto di forza è la versatilità. Possono conservare numeri di telefono, indirizzi, appuntamenti, oppure sostituire il Pc per la posta elettronica, la produttività, o anche per la navigazione in Internet. Se l’interesse è solo per le funzioni Pim (Personal Information Management), ovvero solo per la conservazione degli indirizzi e degli appuntamenti, esistono soluzioni che consentono di spendere pochi soldi e che garantiscono la sincronizzazione con il proprio Pc. Ma sempre più aziende stanno investendo in questo settore convinte che i Pda assumeranno un ruolo di rilievo come sostituti dei Pc in tutte quelle situazioni dove il tradizionale computer sarebbe inappropriato.
A dare ulteriore impulso a questa visione vi è il dispiegamento delle nuovi reti cellulari, oggi 2,5 G (la ‘G’ sta per Generazione, il 2,5 corrisponde alla tecnologia Gprs), domani 3 G (leggi Umts). Scopo di entrambe è fornire un accesso senza fili ai dati ad alta velocità (fino a 115 Kbps con il Gprs, 2 Mbps nel caso dell’Umts), e per la fruizione di questi dati i Pda sono i dispositivi ideali. Si parla così di ‘convergenza’ fra il mondo più propriamente informatico dei palmari e dei Pc con quello dei cellulari. Se oggi siamo abituati a ricevere Sms sul telefonino, tra un anno potremmo abituarci a ricevere e spedire (in tempo reale) messaggi e-mail completi di attachment (siano essi audio, foto o video). Potremo quindi fare a meno del portatile in viaggio se questo ci serve solo per garantirci il collegamento con i dati aziendali. Più difficile è immaginare lo scenario dipinto da alcuni che vede il Pc legato a un ruolo secondario in ufficio. A favore del Pc rimangono fattori non trascurabili come l’ergonomia e la potenza. È difficile immaginare di scrivere più che delle brevi note su dispositivi che hanno display minuscoli sui quali bisogna scrivere a mano. Più realistico è invece pensare a un’interazione stretta fra dispositivi diversi (che quindi prolifereranno): il palmare per brevi spostamenti o per compiti specifici, il portatile per la tradizionale produttività. Quando poi entriamo nel dettaglio tecnico dei dispositivi, ci rendiamo conto di come la convergenza sia solo agli inizi. Siamo ad esempio abituati a ricaricare il cellulare una o due volte alla settimana, mentre nel caso dei Pda a colori bisogna stare attenti a non esaurire le batterie nell’arco delle otto ore. Oltre a ciò, i telefonini sono piccoli, leggeri, pratici da utilizzare per quella che è la loro funzione principale: la comunicazione vocale. Difficile immaginare di vivere con uno smart phone del prossimo futuro grande quanto un Pda di oggi (portate all’orecchio il vostro palmare per farvi un’idea). Il dispiegamento delle reti cellulari ad ampia banda poi è ancora tutto da verificare. L’Umts propone un futuro mirabolante fatto di contenuti anche video spediti direttamente sul vostro telefonino (ma chi è che ha voglia di guardarsi un film su un display largo tre dita?), nel settore però serpeggia il timore che si tratti solo di una promessa. Per funzionare la rete Umts richiede celle quattro volte più piccole di quelle attuali (immaginatevi quindi cosa significherebbe quadruplicare le antenne), e all’interno della cella i 2 Mbps sarebbero condivisi fra tutti gli utenti. Stiamo faticosamente uscendo da un periodo in cui le nuove economie potevano permettersi di non preoccuparsi dei profitti, quindi appare lecita la domanda sull’Umts: chi pagherà? Per ora a trarne vantaggio sono stati solo gli Stati, che in Europa hanno raggranellato circa 100 miliardi di euro per le licenze.
Le promesse di una convergenza dietro l’angolo sono quindi del tutto fasulle, ma è senz’altro vero che i progressi tecnologici consentiranno nei prossimi 24 mesi di far importanti passi avanti. Leo Suarez, direttore del marketing di prodotto per i ThinkPad Ibm, ritiene alquanto più probabile uno scenario che vedrà l’uomo d’affari moderno dotarsi di almeno tre dispositivi (un portatile, un cellulare e un Pda), almeno due dei quali sempre con sé. Proprio sul fronte tecnologico, questo mese di settembre vede la commercializzazione da parte di Intel di un nuovo processore basato sul codice Arm e denominato Xscale. Lungamente annunciato, promette di elevare le prestazioni per i dispositivi palmari insieme a una notevole riduzione dei consumi, grazie alla possibilità di scalare con continuità in tensione e frequenza. Proprio Palm è tra i possibili candidati all’adozione di questo processore. Accanto ai processori, a richiedere ulteriori sviluppi sono soprattutto i display a colori, i veri attuali divoratori di corrente. Densità di pixel superiori insieme a tecnologie del tutto nuove sono indispensabili per redenre confortevole l’utilizzo di questi strumenti.
> La situazione attuale
Secondo le stime di Canalys, società di ricerca europea, dal 2000 al 2001 (dati riferiti al primo trimestre) la crescita del mercato dei dispositivi mobile nell’Europa occidentale è stata del 104%. Palm mantiene saldamente la testa del mercato, anche se da un 61% di market share è scesa al 41,3%. A fare la parte del leone è Compaq, che grazie all’iPaq si è portata al secondo posto con un 11,9% globale (un salto rispetto all’anno precedente del 1.018%). Le due aziende rappresentano anche le incarnazioni delle due principali piattaforme disponibili per i palmari: Palm OS e Pocket Pc. La prima, di Palm, è disponibile oltre che sui prodotti della casa anche sui palmari di Handspring e di Sony, e può vantare una serie di accordi di licenza strategici con i maggiori operatori del settore dei cellulari.
Pocket Pc è invece il nome dato da Microsoft alla terza edizione del sistema operativo Windows CE, e la cui presenza nel mercato sta salendo significativamente. Accanto ad esse, è recente l’annuncio dell’uscita di Psion dal mondo dei palmari, almeno per quanto riguarda l’hardware, con l’azienda intenta a concentrarsi sullo sviluppo della propria piattaforma Epoc da fornire a terze parti. Quarto incomodo in questo caso è Linux, nella sua versione Mobile, che gode di particolare considerazione soprattutto nei dispositivi un poco più grandi come i Tablet Pc, oggetti desiderati ma ancora abbastanza lontani dalle nostre case.
Tutte le piattaforme hanno i rispettivi vantaggi e svantaggi, e forse proprio in questo risiede buona parte della confusione dell’utente in procinto di acquistare uno di questi dispositivi. Attualmente la scelta di fatto è tra Palm OS e Pocket Pc, nel primo caso l’innegabile semplicità del sistema operativo nonché la disponibilità di applicazioni si fanno ampiamente avvertire. Nel caso di Pocket Pc, si tratta di un sistema che ha strettissime somiglianze con i sistemi Windows per i Pc, ragion per cui chi proviene da questo mondo si orienta facilmente, soprattutto se è già utente di Office. Microsoft infatti fornisce le versioni ‘Pocket’ di Excel, Outlook, Word e Powerpoint. Oltre ai sistemi operativi, hanno fortemente caratterizzato questa prova i display. Le versioni monocromatiche hanno consumi estremamente bassi, mentre quelle a colori ci sono sembrate ancora decisamente migliorabili. È importante valutare attentamente in fase d’acquisto le proprie necessità, essendo ragionevole ipotizzare che fra due anni i progressi in questo campo saranno estremamente significativi.
Quanto alle funzioni wireless, è ancora presto per parlarne. Visor e iPAQ sono i modelli che offrono le funzionalità maggiori, ma se per il secondo è disponibile anche il collegamento Wi-Fi (l’Ethernet senza fili), in generale i moduli Gsm offrono una connettività che nella maggior parte dei casi va definita occasionale. Sembra invece affermarsi l’abolizione della tastiera come dispositivo principale di input, almeno in prima battuta. È fiorente infatti il mercato degli adattatori, in primo luogo proprio le tastiere aggiuntive per chi ha necessità di inserire lunghi testi.
Nel complesso si tratta di dispositivi grazie ai quali è possibile incrementare in maniera sensibile la propria produttività in movimento, e se non si pretende di fargli fare quello che non possono (in particolare, sostituire il Pc), sono oggetti che soddisferanno ampiamente i propri utenti.> Casio Cassiopeia E 125
Considerato anche il ricco software fornito in dotazione, il Cassiopeia E 125 è senz’altro il palmare più completo di questa rassegna. Partiamo dallo schermo: si tratta un buon Lcd a colori costruito in tecnologia al silicio amorfo (Hast, Hyper Amorphous Silicon Tft), capace di visualizzare 65.536 colori. La memoria di 32 MByte è più che sufficiente in un Pocket Pc, e permette di archiviare una discreta quantità di file. In caso di necessità è possibile espandere il Cassiopeia E 125 attraverso lo slot Compact Flash integrato. Questo è di tipo II e permette di utilizzare periferiche come il MicroDrive IBM; Casio ha a listino un modem a 56 Kbps e una videocamera, pronti per essere utilizzati sul Cassiopeia.
Il processore utilizzato è un NEC a 150 MHz; non manca un registratore vocale e la presa stereo per le cuffie. Il sistema di controllo è basato su un joypad e tre pulsanti, più una rotellina di scorrimento presente sul lato sinistro, accanto alla presa di alimentazione, al pulsante di accensione e a quello del registratore. Gli aspetti che vanno a sfavore del Cassiopeia E 125 sono da ricercare nelle dimensioni e nell’autonomia. Prevedibile, considerando l’alto assorbimento elettrico del display a colori e la presenza dello slot di espansione, che influisce in maniera sensibile sullo spessore. L’E 125 pesa circa 250 grammi, non esattamente un’inezia, e l’autonomia dichiarata è intorno alle cinque ore di utilizzo continuato.
> Casio Cassiopeia EM 505
Il modello EM 505 offre le stesse prestazioni e funzionalità del Cassiopeia E 125, con l’importante differenza che qui lo slot di espansione è di tipo Mmc (MultiMediaCard) anziché Compact Flash. Il vantaggio è sul fronte delle dimensioni: una scheda Mmc ha lo stesso ingombro di un francobollo, contro i diversi centimetri quadrati di una Compact Flash. C’è da dire però che quest’ultima è molto più versatile, sul mercato sono disponibili periferiche di vario tipo, mentre in uno slot Mmc per il momento può essere inserita soltanto un’espansione di memoria.
Lo spessore e il peso del Cassiopeia EM 505, rispettivamente 1,8 centimetri e 218 grammi, sono dunque inferiori rispetto all’E 125, pur restando su valori importanti. Le altre caratteristiche sono paragonabili: troviamo lo stesso display, di buona qualità, il processore a 150 MHz e 32 MByte di memoria. La dotazione software è molto ampia. Oltre ai consueti applicativi Microsoft per Pocket Pc, Casio fornisce diverse utility come calendario, rubrica e client e-mail che si affiancano a quelli standard. È inclusa anche un software per fare il backup dei dati su una scheda Mmc, un visualizzatore multimediale, che lavora in tandem a un convertitore di formati video, un browser Wap e alcune utility per il Pc.
> Compaq iPAQ 3130
La serie iPAQ di Compaq si distingue a prima vista da tutti gli altri palmari per l’eleganza della finitura grigio satinato. Il modello 3130 rappresenta l’offerta di base e dispone di uno schermo a toni di grigio e di 16 MByte di memoria. Tali caratteristiche rientrano nello standard per un computer palmare di fascia media, ma limitano un poco le eccezionali possibilità multimediali di cui la serie iPAQ è capace. Il processore Risc a ben 206 MHz non teme confronti: la velocità operativa con gli applicativi Microsoft è ottima, senza rallentamenti di sorta; la decodifica audio (Mp3) o video (Mpeg) non rappresentano un problema. 16 Mbyte di memoria però, per i compiti citati poc’anzi, si esauriscono abbastanza in fretta; per espandere la memoria è necessario dotare l’iPAQ di un Expansion Pack, ovvero di un involucro esterno che mette a disposizione uno slot CompactFlash tipo II oppure Pc Card tipo II. In questo modo si dispone di un sistema altamente espandibile, ma a costo di peso e ingombro maggiorati.
Il display ad alta risoluzione permette di visualizzare 15 toni di grigio; lo spessore e il peso considerevoli permettono di portare questo Pda nel taschino della giacca con qualche difficoltà; difficoltà che per molti utenti ben valgono la presenza del registratore vocale, del sistema di controllo tramite joypad e 4 pulsanti, della batteria in tecnologia agli ioni di litio-polimeri. Se cercate un palmare PocketPc veloce, solido e non vi interessa uno schermo a colori, il 3130 è da tenere in considerazione.
> Compaq iPAQ 3660
Il modello di punta di Compaq è il palmare con Pocket Pc da battere. Le differenze rispetto al 3130 si limitano allo schermo e alla dotazione di memoria, ma entrambi fanno del 3660 un vero gioiello multimediale. A parità di ingombro e dimensioni con il fratello minore, qui c’è uno splendido schermo Tft a colori, probabilmente il migliore della categoria. Perfettamente visibile anche in esterno e con la luce del sole, dotato di angolo di visione molto ampio, è l’ideale per la visualizzazione di immagini e filmati e per giocare. Compiti che su un palmare possono oggettivamente suscitare qualche perplessità (c’è un effettivo bisogno?), ma tant’è, l’iPAQ è perfettamente in grado di gestirli. I 64 MByte di memoria permettono di archiviare ore di musica in formato Mp3, e a tale proposito segnaliamo l’efficacia dell’altoparlante integrato, davvero di qualità. In ogni caso è meglio collegare un paio di cuffie all’apposito connettore per usufruire del suono stereofonico. L’ampia dotazione di memoria pone al riparo da esigenze future, e limita la necessità dell’Expansion Pack esterno.
La batteria è identica a quella del 3130 e questo vuol dire che l’autonomia è inferiore, a causa del maggiore consumo del display a colori. Sulla parte superiore è presente un piccolo sensore che provvede a modificare la luminosità dello schermo secondo l’intensità della luce ambiente. Per l’iPAQ 3660 viene dichiarata un’autonomia di 10 ore di uso continuo, contro le 14 del modello monocromatico.
> Handspring Visor Deluxe
Il Visor Deluxe rappresenta l’offerta di base di Handspring e si posiziona nella stessa fascia del Palm M105. Rispetto a quest’ultimo offre maggiore espandibilità e un prezzo più basso, a fronte di un processore meno potente e un peso leggermente superiore. I Visor utilizzano il sistema operativo PalmOs e sono perciò compatibili con una vastissima collezione di software. La differenza principale rispetto ai Palm è data dallo slot di espansione SpringBoard, presente sul retro del palmare, in grado di accogliere accessori come lettori Mp3, Gps, modem telecamere digitali o semplicemente per espandere la memoria. Peccato che nessuno dei Visor attuali abbia il sistema operativo su memoria flash: l’aggiornamento non è perciò possibile, e il Deluxe utilizza il PalmOs versione 3.1H, mentre tutti gli altri dispongono del più recente 3.5.2H.
Sono disponibili cinque diversi colori, ghiaccio, grafite, blu, arancione e verde; alcuni dei quali abbinati a un telaio trasparente in stile iMac. La robustezza è buona e il è display sufficientemente nitido. La connessione al Pc avviene tramite la porta Usb, sicuramente più pratica rispetto alla classica seriale.
Il prezzo è il più basso in assoluto tra i prodotti provati: un palmare entry-level costruito con attenzione e cura nei dettagli (lo stilo, ad esempio, ha il corpo rivestito in metallo), in grado di assolvere a tutti i compiti di base.
> Handspring Visor Platinum
A fronte di un prezzo superiore di circa 120.000 lire rispetto al Deluxe, il Visor Platinum offre un processore più veloce, il Motorola DragonBall a 33 anziché 16 MHz, e un sistema operativo più recente. Questo palmare rappresenta l’offerta di fascia media di HandSpring e va a competere con il Palm IIIxe, rispetto al quale offre in più lo slot di espansione SpringBoard. Le dimensioni sono paragonabili tra i due prodotti, mentre il peso è leggermente inferiore per il Visor. Quest’ultimo è pari a 153 grammi, identico al modello Visor Deluxe, da cui il Platinum deriva strettamente.
Disponibile in un’unica colorazione grigia, questo modello ha in comune alcune caratteristiche interessanti con gli altri Visor. La prima è il pennino ben realizzato, con corpo in metallo; le due estremità nascondono al loro interno un piccolo cacciavite e uno spillo per il pulsante di reset. A corredo è fornita una custodia in pelle a sacchetto e una cover plastica per proteggere lo schermo. Entrambe assolvono al loro compito ma sono poco pratiche da utilizzare: in tutte e due i casi ci si ritrova con un oggetto in più in mano nel momento in cui si vuole utilizzare il palmare. Sarebbe stato preferibile una custodia o una cover fissa; sul mercato ne sono disponibili di diverse, prodotte dalla stessa Handspring o da altre aziende.> Handspring Visor Prism
Il Prism porta la novità del colore all’interno della gamma Visor. L’aspetto esteriore è simile a quello del Visor Platinum, ma tecnicamente presenta alcune differenze. La batteria, ad esempio, qui è interna ed è in tecnologia agli ioni di litio, per assicurare una capacità adeguata ai consumi dello schermo. Quest’ultimo è luminoso e offre colori brillanti, ma ha una definizione inferiore rispetto ai modelli monocromatici. I pixel sembrano separati tra loro, come se fossero disposti su una griglia; certo è che il colore è un plus di non poco conto con le applicazioni multimediali, i giochi e Internet; valutate se per voi è una caratteristica irrinunciabile, altrimenti il Visor Platinum offre prestazioni simili a un prezzo molto inferiore. L’autonomia dichiarata del Prism è di sei ore di utilizzo continuato, un valore tutt’altro che lungo se paragonato ai modelli con schermo a toni di grigio.
La colorazione è in blu cobalto ed è l’unica disponibile; il peso e lo spessore sono i più elevati di tutta la gamma Visor. Se il primo resta ragionevole, simile a quello del Palm III, lo spessore è tra i più elevati della categoria: 2,1 centimetri, quasi il doppio di quello del Palm M505 (che comunque è molto più costoso). Tra i pregi di questo prodotto non vanno dimenticati la compatibilità con tutte le applicazioni per PalmOs e ovviamente la presenza dello slot di espansione SpringBoard, che apre la porta a una lunga serie di accessori e alla possibilità di aumentare la memoria.
> Handspring Visor Edge
Il nuovo Visor Edge va ad aggredire i Palm sul fronte delle dimensioni: se è vero che i prodotti Handspring hanno da sempre nell’espandibilità e nel prezzo competitivo il loro punto di forza, mancava finora un prodotto di fascia alta che fosse competitivo rispetto al Palm Vx e ancora di più rispetto alla nuova serie M500. Il Visor Edge ha uno spessore di appena 1,2 centimetri, il che ne fa uno dei palmari più sottili sul mercato. Il telaio è completamente di alluminio anodizzato; una cover dello stesso materiale, con chiusura a scatto, provvede a proteggere il display. Tale cover è rimovibile e questo permette di ridurre lo spessore a 1,1 centimetri; essendo molto sottile, ha un “effetto lamiera” non proprio piacevole, soprattutto lungo i bordi.
I contenuti tecnici sono comuni a quelli della gamma Visor, quindi troviamo un processore a 33 MHz e 8 MByte di memoria. Lo slot di espansione SpringBoard non è integrato, ma nella dotazione è presente un adattatore da inserire sulla parte posteriore. È una scelta simile a quella adottata da Compaq; permette di ridurre le dimensioni generali e allo stesso tempo assicura la compatibilità con gli accessori disponibili per gli altri palmari di Handspring. Lo schermo in toni di grigio è di buona qualità, nitido e ben contrastato. Opinabile la scelta di fissare esternamente lo stilo; in compenso quest’ultimo è molto robusto, tutto in metallo. Il tasto di accensione ha un led luminoso con funzioni di allarme visivo. In conclusione il Visor Edge è un prodotto riuscito, dotato dei vantaggi della serie Visor con in più una drastica riduzione dello spessore.
> HP Jornada 548
L’aspetto del Jornada 548 che colpisce di più a prima vista è il design hi-tech ed elegante al tempo stesso. Una cover rigida (rimovibile) protegge lo schermo a colori: l’impressione è di solidità e robustezza, il compatto telaio è in metallo con una colorazione tendente al verde. Ad uno sguardo più approfondito si nota quello che è il punto di forza del Jornada 548: uno slot integrato per schede CompactFlash tipo I, presente sulla parte posteriore. In esso possono trovare posto schede di rete, modem oppure espansioni di memoria. Lo spessore è tutto sommato contenuto, circa 1,6 centimetri; meno il peso, che si attesta su 260 grammi, tra i più elevati in assoluto. Il Jornada 548 è particolarmente completo: registratore vocale, presa stereofonica per cuffie, schermo a colori. Quest’ultimo offre una buona luminosità ma ha un angolo di visione ridotto rispetto ad altri. Una volta trovata la giusta posizione, la resa è sicuramente buona; bisogna regolare attentamente i parametri di contrasto e luminosità, specie quando si è in esterno.
Il Jornada 548 non ha un joypad vero e proprio, ma offre una rotellina di scorrimento con pulsante, presente sul lato sinistro. Il funzionamento è intuitivo, ma forse meno pratico rispetto a un tradizionale joypad. Sulla parte frontale si trovano quattro pulsanti per lanciare le applicazioni principali; lo stilo, in materiale plastico, è alloggiato all’interno del coperchio. Apprezzabile la scelta di fornire la doppia connessione Usb e seriale al Pc.
> HP Jornada 720
Il Jornada 720 si pone a metà strada tra i palmari veri e propri e i notebook ultraleggeri: offre una tastiera a 75 tasti, schermo a colori sensibile al tocco e un modem interno; il tutto in circa 500 grammi di peso. Le possibilità di espansione sono notevoli: lo slot Pc Card tipo II permette di installare un gran numero di periferiche, lo stesso dicasi per lo slot CompactFlash tipo I. È presente addirittura un lettore SmartCard. La tastiera ha un layout abbastanza standard, e la corsa dei tasti non è eccessivamente ridotta; l’unico aspetto negativo è dato dalla dimensione ridotta dei tasti. In pratica si finisce per scrivere con la punta delle dita. In ogni caso la stesura di documenti è senz’altro più rapida rispetto a un sistema di riconoscimento dei caratteri. Manca un dispositivo di puntamento, per il controllo del cursore va utilizzato lo stilo. Il display è ampio e di buona qualità e permette di navigare su Internet molto comodamente (sono ovviamente presenti Internet Explorer e Pocket Outlook).
In dotazione è fornita una base di appoggio che permette la connessione via seriale al Pc e la ricarica della batteria. Quest’ultima è rimovibile ed ha una capacità elevata; va considerato che il grosso display richiede una quantità di energia non trascurabile e alla fine dei conti l’autonomia non è molto lontana da quella di tradizionale palmare a colori con PocketPc.
> NEC MobilePro 790
Il MobilePro 790 è un sub-notebook, più che un computer palmare: il peso di 770 grammi e lo spessore di 2,8 centimetri non lasciano dubbi in proposito. In compenso offre funzionalità ben superiori rispetto ai prodotti analizzati fin’ora; è in grado di sostituire egregiamente un classico notebook in molte occasioni.
Iniziamo dalla tastiera: è composta da 78 tasti e permette una battitura comoda e veloce. Il layout non si discosta troppo dallo standard e la corsa dei tatsi è sufficientemente lunga. Il display a colori da 8,1 pollici è sensibile al tocco e ha una risoluzione di 640 x 240 punti; la luminosità è buona, un po’ meno la resa dei colori. La dotazione di interfacce è senza eguali e comprende un modem a 56 Kbps, uno slot Pc Card tipo II e uno slot CompactFlash tipo II; il MobilePro 790 è uno dei pochi prodotti di questa rassegna a poter utilizzare il MicroDrive IBM, il piccolo disco fisso CompactFlash con capacità di 340 MByte o 1 GByte. La dotazione software precede Microsoft Word, Outlook, Excel, Powerpoint e Access, tutti in versione Pocket; non manca il browser Internet Explorer e il Media Player. È addirittura possibile usare questo piccolo Pc per le presentazioni, dato che è presente un’uscita Vga per collegare un monitor esterno oppure un proiettore. La batteria è in tecnologia agli ioni di litio; non viene dichiarato nessun valore riguardo l’autonomia, che dovrebbe essere indicativamente intorno alle 10 ore.
Pensato come evoluzione dell’’M100, questo modello offre una memoria maggiore, un processore più veloce e integra l’Internet Mobile Kit, un serie di applicazioni per la gestione degli Sms, della posta elettronica e per la navigazione Wap e Html. L’M105 ha un display di dimensioni inferiori rispetto ai Palm di fascia più alta, pur conservando l’identica risoluzione di 160 x 160 punti; varia invece il valore di Dpi (Dots per inch, punti per pollice). In generale si nota come la costruzione sia più economica, soprattutto per quanto riguarda i materiali. A protezione del display c’è una cover flip, molto pratica ma priva di un sistema di bloccaggio; il sistema di aggancio, sulla parte superiore del palmare, non è il massimo della robustezza e ogni tanto ci si ritrova con la cover in mano. Il peso, pari a 125 grammi, è davvero ridotto; lo spessore è paragonabile a quello di un Palm serie III, quindi relativamente contenuto. Purtroppo l’M105 non dispone di una memoria flash e quindi il sistema operativo non è aggiornabile.
L’M105 è pronto per la connessione a Internet, tipicamente via infrarossi con un telefono cellulare compatibile, e questo rappresenta un cospicuo valore aggiunto; il prezzo intorno al mezzo milione Iva esclusa ne fa una buona scelta se siete alla ricerca di un palmare entry-level, ma è troppo vicino a quello del Palm IIIxe, un prodotto di fascia più alta, meglio costruito e che permette soprattutto l’aggiornamento del sistema operativo. Un piccolo ritocco del prezzo verso il basso lo renderebbe sicuramente molto più appetibile.> Palm IIIxe
Il IIIxe è il Palm di fascia media per eccellenza: un prodotto con pochi fronzoli destinato all’uso quotidiano e continuo, dotato di ottima robustezza, buona autonomia e display di qualità. I contenuti tecnici sono comuni a molti dei modelli di Palm, e prevedono un processore a 20 MHz e 8 MByte; il sistema operativo risiede su memoria flash ed è facilmente aggiornabile. Benché possa visualizzare immagini solo in toni di grigio, il display si fa apprezzare per il buon contrasto e la definizione. Una cover rigida provvede alla sua protezione. Lo stilo fornito in dotazione purtroppo è di bassa qualità; sul mercato sono disponibili delle alternative, spesso a un prezzo un poco esagerato per la natura dell’oggetto. Se paragonato con il Palm Vx o con i nuovi serie 500, il IIIxe è di dimensioni e peso maggiori, ma in compenso vanta un ottimo rapporto prezzo/prestazioni.
L’alimentazione è fornita da una coppia di comuni batterie ministilo che assicurano una discreta autonomia, considerato anche il basso consumo del display a toni di grigio. Come tutti i Palm anche il IIIxe può utilizzare il protocollo Tcp/ip (via infrarossi o seriale); in dotazione è fornito un client di posta, mentre per gli altri servizi Internet bisogna munirsi del pacchetto Mobile Internet kit oppure rivolgersi a software di terze parti (anche freeware). In definitiva il IIIxe è un prodotto essenziale, offerto a una cifra ragionevole, in grado di assolvere in modo efficace alla maggior parte dei compiti richiesti a un palmare.
Il IIIc è stato il primo modello di Palm con schermo a colori. Rispetto al IIIxe, con cui ha molti punti in comune, il Palm IIIc è leggermente più ingombrante e più pesante, presenta uno schermo a colori e una batteria ricaricabile interna in tecnologia agli ioni di litio. Quest’ultima è una scelta dovuta per mantenere l’autonomia su un buon livello, dato che le due batterie ministilo del Palm IIIxe avrebbero avuto vita breve con uno schermo a colori. La qualità del display è buona: si rimane sorpresi dal contrasto, molto elevato; i pixel sono ben visibili e sembrano separati tra loro, come se fossero disposti su una griglia. Questo è un inconveniente tipico di molti display Lcd a colori, e dà l’impressione di una risoluzione inferiore rispetto a quella di un buon monitor a toni di grigio. Il PalmOs 3.5 può visualizzare fino a 256 colori, non di più; questo limite non si presenta con il nuovo PalmOs 4.0.
Per il resto valgono le considerazioni fatte per il Palm IIIxe: il processore Motorola a 20 MHz e gli 8 Mbyte di memoria permettono buona velocità e ampio spazio per le applicazioni PalmOs. Il prezzo di vendita è superiore di circa 300.000 lire rispetto a quello del Palm IIIxe; forse a questo punto conviene spendere qualcosa in più e orientarsi sul nuovo Palm M505, dotato di caratteristiche e funzioni decisamente superiori.
Per lungo tempo il Vx è stato il cavallo di battaglia di Palm; ora viene affiancato dai nuovi modelli della serie 500, oggetto di numerose migliorie. Il Vx rimane però ancora imbattuto sul fronte dello spessore. La mancanza di uno slot di espansione, se da un lato ne limita la flessibilità, dall’altro consente un ingombro in profondità estremamente ridotto, inferiore rispetto a qualsiasi altro palmare. Può essere portato senza troppi problemi anche nel taschino della camicia, e praticamente scompare all’interno della giacca. Questo è un fattore da tenere in dovuta considerazione al momento della scelta del proprio palmare, che per la sua natura è sempre meglio avere addosso, anche se si è in abbigliamento estivo, e non solo nella ventiquattrore. La custodia in pelle, reversibile per i mancini, è pratica ed elegante. Il design è molto curato, con il telaio in alluminio anodizzato. Al pari della serie III, è dotato di processore a 20 MHz e di 8 MByte di memoria. Il display offre 16 toni di grigio ed è di ottima qualità, ben leggibile anche in esterno. La batteria agli Ioni di litio, che si ricarica ogni volta che si appoggia il palmare alla sua base, consente una buona autonomia, sicuramente maggiore rispetto alle classiche batterie alcaline.
I nuovi prodotti della serie 500 offrono molti vantaggi: processore più veloce, slot di espansione, nuovo sistema operativo, batteria più moderna, anche uno schermo a colori. Ma se vi serve un palmare davvero sottile, e magari lo trovate in offerta a prezzo ridotto, il Palm Vx è senz’altro ancora da prendere in considerazione.
La nuova serie 500 introduce novità molto attese dai tradizionali utenti Palm. Esteticamente e funzionalmente deriva dal modello Vx e ne amplia potenza e flessibilità d’uso. Per cominciare il processore è più veloce, 33 contro 20 MHz; la connessione è di tipo Usb e non più seriale, il che ne permette il collegamento anche ai Macintosh; è finalmente presente uno slot di espansione capace di accettare schede Sd (Secure Digital) e Mmc (MultiMediaCard), allo scopo di espandere la memoria o implementare funzionalità aggiuntive. La batteria agli Ioni di litio fa uso della tecnologia ai polimeri, che consente dimensioni inferiori a parità di capienza rispetto a quelle standard. Rinnovato anche il sistema operativo PalmOs, giunto alla versione 4, e ampliato il corredo del software. Per finire, è stato implementato un sistema di allarme a vibrazione, simile a quello dei telefoni cellulari, che può essere usato in alternativa al classico segnale sonoro.
Le dimensioni e il design dell’M500 sono paragonabili a quelli, entrambi ottimi, del Palm Vx. Lo spessore è leggermente maggiore, per via della presenza dello slot di espansione; la linea è più morbida e gli angoli inferiori sono meno accentuati. Il display in toni di grigio è paragonabile come qualità a quello del predecessore, quindi molto buono, ben contrastato e visibile anche all’aperto. Purtroppo non esiste nessuna compatibilità con gli accessori del Palm Vx; il cradle (la base di appoggio) e lo stilo non sono intercambiabili. La custodia fornita in dotazione è la classica cover in pelle.
Il Palm M500 rappresenta la sintesi tra portabilità e funzionalità. Non è dotato delle funzioni avanzate presenti sui più ingombranti modelli con PocketPc (niente Mp3, dunque), ma è un formidabile strumento di lavoro, veloce, sottile, completo nel software, pronto per la connessione a Internet, e non ultimo, molto elegante.
L’unica differenza di questo modello rispetto all’M500 consiste nel display. Con un notevole lavoro di ingegneria, si è riusciti a implementare un display Tft a colori in un telaio di dimensioni paragonabili a quelle del fratello minore. Il risultato è il palmare a colori più sottile disponibile sul mercato. La resa complessiva del display è senz’altro buona, ma è inferiore rispetto a quella del Compaq iPAQ. Nonostante sia capace di visualizzare un maggior numero di colori (65.556 contro 4096), l’M505 non convince del tutto riguardo la luminosità e la qualità della retroilluminazione. Va comunque ricordato che l’iPAQ è più spesso di 5 millimetri, e nella giacca si sentono tutti, il che ha probabilmente permesso l’utilizzo di uno schermo migliore.
Per il resto valgono le considerazioni fatte a proposito dell’M500, con ovviamente un’eccezione riguardo l’autonomia, dato che lo schermo a colori ha un assorbimento elettrico maggiore. Tra i nuovi titoli software che accompagnano la serie 500 segnaliamo Documents To Go, per la visione e l’editing dei documenti in formato Microsoft Word ed Excel; PhotoSuite Mobile, un visualizzatore di immagini e filmati in vari standard; Palm Reader, per la gestione dei documenti in formato eBook. Non manca il Mobile Internet Kit con tutte le applicazioni utili per il collegamento a Internet. E proprio con Internet il colore fa la differenza, e in più offre una maggiore fruibilità delle varie applicazioni (giochi compresi). Se siete alla ricerca di un palmare sottile con schermo a colori, l’M505 è attualmente l’unica scelta possibile.
> Psion Revo Plus
Ad un peso inferiore rispetto anche ad alcuni palmari di questa rassegna, il Revo Plus offre una tastiera a 53 tasti e un display con 480 punti orizzontali. Il peso esatto è di 200 grammi, lo spessore è tale da essere portato, pur con qualche difficoltà, nel taschino della giacca. Basato sul sistema operativo EPOC di Symbian, il Revo Plus dispone di un binomio hardware e software altamente ottimizzato, che gli consente la massima produttività con risorse hardware ridotte. Il processore ARM ha una velocità di 36 MHz ed è affiancato da 16 MByte di Ram; le applicazioni comprendono browser Wap e Html, un gestore Sms e un client di posta elettronica, più naturalmente un word processor, un foglio elettronico e le varie applicazione tipiche di un organizer (agenda, rubrica, calendario e altro). Il display a toni di grigio è sensibile al tocco e risulta abbastanza luminoso.
La tastiera è inevitabilmente sacrificata, date le dimensioni ridotte: molti caratteri sono disponibili soltanto in seconda battuta, premendo il tasto Fn; la corsa dei tasti è molto breve e la digitazione di lunghi testi è un poco difficoltosa. Il Revo Plus è fornito con una base che semplifica il collegamento al Pc e la ricarica delle batterie. Queste ultime sono di tipo ricaricabile, in tecnologia all’idruro metallico di nichel, e non sono rimovibili. L’autonomia dichiarata è di 14 ore di funzionamento continuato, un buon valore. Manca qualsiasi sistema di espansione della memoria e, al di là della porta seriale e infrarossi, non ci sono altre possibilità di connessione verso dispositivi esterni.
> Psion serie 5mx
Uno degli aspetti caratteristici di questo modello è senz’altro la tastiera di buona qualità. Tasti di grandi dimensione e corsa sufficientemente lunga: questi due fattori permettono una digitazione abbastanza scorrevole e con possibilità di errori alquanto bassa. Il layout non è perfetto, alcuni caratteri sono disponibili soltanto in seconda battuta; il numero totale dei tasti, 53, è identico a quello del più piccolo Revo Plus. Il display è ampio e ha una risoluzione di 640 x 240 punti. La gestione dei documenti e la visione di pagine Html è agevole; c’è da dire che la retroilluminazione non è particolarmente efficiente, e la luminosità non è eccelsa, ma tutto sommato questo display è senz’altro molto fruibile. Manca il colore, una mancanza che si sente soprattutto nella visione delle pagine Html; d’altro canto questo permette una buona autonomia. Due semplici batterie stilo alcaline sono sufficienti per 35 ore di funzionamento, stando a quanto dichiarato da Psion. Il processore e la dotazione di memoria Ram sono identici a quelli del Revo Plus. Il 5mx è dotato di uno slot di espansione in grado di accogliere schede CompactFlash di tipo I, un bel vantaggio nel caso in cui si voglia espandere la memoria o aggiungere altre periferiche. Per il collegamento a Internet si può sfruttare la porta a infrarossi, utilizzando il TravelModem 56K di Psion oppure un telefono cellulare compatibile. Sulla parte frontale sono presenti i tre tasti che comandano il registratore vocale integrato.




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