Compatibilità delle memorie Ddr con i chipset Sis
Vi scrivo perché mi aiutiate a risolvere un problema che ho riscontrato con il mio nuovo Pc. Il computer è composto da una scheda madre Gigabyte GA-8SR533 (chipset Sis 645DX, versione F4 del Bios), processore Intel Pentium 4 a 2,26 GHz, 512 MByte di memoria Ddr PC2700 Cas 2,5 con chip Samsung, hard disk Maxtor D740X da 40 GByte, lettore Lite-On LT163D, masterizzatore Lite-On LTR-40125W, scheda grafica Abit Siluro GeForce4 Ti4200, scheda audio Sound Blaster Live! Player 5.1, sistema operativo Windows XP Professional.
Fino a pochi giorni fa avevo un modulo Ram in prestito (in attesa del modulo Samsung ora montato) da 256 MByte Ddr PC2700 Cas 2,5 prodotto da Winbond. Nel Bios della scheda madre avevo selezionato l’opzione “Top Performance” e tutto funzionava correttamente. Ora con il nuovo modulo (che il Bios riconosce correttamente) sono costretto a deselezionare l’opzione “Top Performance” se voglio evitare che Windows si blocchi in fase di avvio e mostri una schermata blu che avvisa di possibili problemi hardware.
Mi chiedo che cosa vada a cambiare l’opzione “Top Performance”, dato che sul manuale non si fa menzione nel dettaglio delle modifiche apportate. Aggiungo che ho verificato sul sito della Sis che il modulo Ram di Samsung è compatibile con il chipset.
Fino a pochi giorni fa avevo un modulo Ram in prestito (in attesa del modulo Samsung ora montato) da 256 MByte Ddr PC2700 Cas 2,5 prodotto da Winbond. Nel Bios della scheda madre avevo selezionato l’opzione “Top Performance” e tutto funzionava correttamente. Ora con il nuovo modulo (che il Bios riconosce correttamente) sono costretto a deselezionare l’opzione “Top Performance” se voglio evitare che Windows si blocchi in fase di avvio e mostri una schermata blu che avvisa di possibili problemi hardware.
Mi chiedo che cosa vada a cambiare l’opzione “Top Performance”, dato che sul manuale non si fa menzione nel dettaglio delle modifiche apportate. Aggiungo che ho verificato sul sito della Sis che il modulo Ram di Samsung è compatibile con il chipset.
Marcello Tadini, via Internet
L’opzione Top Performance presente nel Bios delle schede madri Gigabyte racchiude in un’unica impostazione la scelta di utilizzare temporizzazioni particolarmente aggressive negli accessi alla memoria. Si tratta di un tentativo da parte del produttore di consentire anche all’utente meno esperto di ottenere le massime prestazioni da parte dell’hardware e si basa su una routine che, dopo aver esaminato i dati riportati nel chip Spd di identificazione dei moduli Dimm, seleziona le temporizzazioni più efficienti che la memoria dovrebbe essere in grado di gestire.
Non è però garantito che tutte le memorie possano operare con queste impostazioni. Infatti, i moduli Dimm sono composti da un circuito stampato sul quale vengono saldati gli integrati di memoria e la qualità complessiva è in funzione sia del progetto del circuito sia dei chip posti su di esso.
Non di rado capita di leggere nei listini delle catene di distribuzione hardware la dicitura “brand” che spesso viene attribuita non all’intero modulo Dimm ma ai soli integrati. A causa dell’alta tecnologia necessaria alla produzione delle memorie, ormai solo pochi marchi famosi possono fornire questi componenti, perciò praticamente tutti gli integrati di memoria sono “brand”, ovvero di marca.
Quello che fa la differenza nell’affidabilità è però un’accurata progettazione del circuito stampato, che deve essere studiato in modo da rendere minima l’influenza del rumore elettrico e i carichi capacitivi tra le piste. Per questo, alcuni produttori arrivano a utilizzare circuiti anche a 6 layer (livelli sovrapposti).
Come è possibile verificare anche negli elenchi di memorie certificate da Sis, reperibili all’indirizzo www.sis.com/ddr/ddr_validation.htm, molti moduli Dimm utilizzano gli stessi integrati, ma sono stati sottoposti separatamente alla certificazione. Inoltre, è possibile che moduli equipaggiati con integrati di memoria identici a quelli presenti nella lista non siano stati in grado di superare gli stessi test.
Rinunciare all’opzione Top Performance non dovrebbe portare a un serio degrado delle prestazioni, poiché in genere il guadagno ottenibile tra l’impostazione più conservativa e quella ottimizzata è quantificabile intorno al 5%. Bisogna considerare che le impostazioni ottimizzate influirebbero in maniera positiva sulle prestazioni solo in applicazioni che facciano un intenso utilizzo della memoria.
Rimane quindi la scelta tra pagare il sovrapprezzo richiesto per l’acquisto di memorie in grado di gestire le impostazioni più stringenti, oppure continuare ad utilizzare le memorie normalmente reperibili, con una minima perdita di prestazioni.
Non è però garantito che tutte le memorie possano operare con queste impostazioni. Infatti, i moduli Dimm sono composti da un circuito stampato sul quale vengono saldati gli integrati di memoria e la qualità complessiva è in funzione sia del progetto del circuito sia dei chip posti su di esso.
Non di rado capita di leggere nei listini delle catene di distribuzione hardware la dicitura “brand” che spesso viene attribuita non all’intero modulo Dimm ma ai soli integrati. A causa dell’alta tecnologia necessaria alla produzione delle memorie, ormai solo pochi marchi famosi possono fornire questi componenti, perciò praticamente tutti gli integrati di memoria sono “brand”, ovvero di marca.
Quello che fa la differenza nell’affidabilità è però un’accurata progettazione del circuito stampato, che deve essere studiato in modo da rendere minima l’influenza del rumore elettrico e i carichi capacitivi tra le piste. Per questo, alcuni produttori arrivano a utilizzare circuiti anche a 6 layer (livelli sovrapposti).
Come è possibile verificare anche negli elenchi di memorie certificate da Sis, reperibili all’indirizzo www.sis.com/ddr/ddr_validation.htm, molti moduli Dimm utilizzano gli stessi integrati, ma sono stati sottoposti separatamente alla certificazione. Inoltre, è possibile che moduli equipaggiati con integrati di memoria identici a quelli presenti nella lista non siano stati in grado di superare gli stessi test.
Rinunciare all’opzione Top Performance non dovrebbe portare a un serio degrado delle prestazioni, poiché in genere il guadagno ottenibile tra l’impostazione più conservativa e quella ottimizzata è quantificabile intorno al 5%. Bisogna considerare che le impostazioni ottimizzate influirebbero in maniera positiva sulle prestazioni solo in applicazioni che facciano un intenso utilizzo della memoria.
Rimane quindi la scelta tra pagare il sovrapprezzo richiesto per l’acquisto di memorie in grado di gestire le impostazioni più stringenti, oppure continuare ad utilizzare le memorie normalmente reperibili, con una minima perdita di prestazioni.




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