Il Pc per l’azienda
In un ambiente aziendale fortemente centralizzato le prestazioni sonocaratteristiche secondarie mentre l’aspetto chiave è la gestibilità remota.Mentre il desktop per il piccolo ufficio ricalca da vicino il comune Pc domestico, il perfetto client aziendale, destinato a integrarsi in reti composte anche da migliaia di client, necessita di criteri di scelta completamente differenti. In questo caso l’aspetto chiave è la gestibilità da remoto, mentre il costo iniziale è un parametro secondario.
Oltre al prezzo di acquisto entrano infatti in gioco altre voci, meno evidenti e perciò a torto trascurate. Infatti qualsiasi computer richiede, durante la sua vita operativa, interventi di manutenzione software o hardware e questo si traduce in costi aggiuntivi, anche considerevoli, che vanno attentamente valutati prima dell’acquisto. L’insieme di tutte queste voci determina il costo reale di possesso di un Pc, noto anche come Tco (Total Cost of Ownership).
Sebbene non ci sia uniformità sui modelli utilizzati per calcolare i costi associati al possesso dei Pc in azienda, i diversi analisti sono concordi nell’indicare come l’investimento iniziale rappresenti solo la punta dell’iceberg. E non occorre essere una grande azienda per trarre beneficio dalle tecnologie di supporto alla manageability: una gestione da remoto, che consente l’installazione del software fuori dall’orario d’ufficio, può essere un risparmio anche per le piccole aziende con qualche decina di client.
Se il prezzo di vendita di un computer di marca è generalmente superiore a quello di un sistema assemblato, ciò è dovuto anche alla presenza di soluzioni create su misura per la gestione in ambito aziendale. I pacchetti per la gestione da remoto operano su due livelli distinti: uno hardware e uno software. Il livello hardware si occupa di monitorare costantemente lo stato di salute del sistema e, in caso di anomalie (come per esempio una temperatura fuori specifica, la rottura di una ventola, un disco rigido che mostri i primi sintomi di deterioramento oppure anche una apertura non autorizzata del telaio), è in grado di avvisare tempestivamente il gestore di rete permettendo quindi di risolvere l’eventuale problema prima che questo arrivi a compromettere la macchina in maniera definitiva.
Il livello hardware è inoltre utile per raccogliere informazioni (di carattere hardware e software) su tutti i Pc presenti in rete. Se per esempio state pensando di migrare a un nuovo sistema operativo o di installare un particolare pacchetto software, in poco tempo e con poca fatica potrete sapere quali sono le macchine che non rispettano i requisiti minimi richiesti e necessitano di un aggiornamento.
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I grandi produttori hanno configurazioni ultra ridotte che possono condividere le periferiche con i sistemi mobile. | |
Un ultimo aspetto da tenere presente è che anche sul miglior Pc prima o poi dovranno essere effettuati degli aggiornamenti o degli interventi di manutenzione. Per questo occorre valutare con cura il modo in cui la macchina è fisicamente costruita: un telaio ben progettato consentirà al tecnico di aprirlo e chiuderlo velocemente risparmiando sul tempo di intervento. Il perfetto sistema aziendale dovrebbe dunque avere uno chassis facilmente accessibile e che possa essere aperto senza dover ricorrere ad alcun tipo di strumento.
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Anche in ambiente aziendale il pannello Lcd da 15” è la soluzione ideale: vi consente di ridurre gli ingombri e migliorare la qualità visiva. | |
Nell’ottica di quanto esposto finora la parte hardware riveste una parte secondaria: l’unica accortezza richiesta è che il Pc sia conforme alle specifiche Dmi (Desktop Management Interface), un’interfaccia che consente al software di gestione di riconoscere i sistemi e i loro componenti, ma questo requisito è di fatto lo standard su tutti i sistemi. Come abbiamo già accennato, in un Pc aziendale la potenza di calcolo non è l’aspetto chiave visto che per il comune profilo di utilizzo (elaborazione testi e fogli elettronici, gestione di archivi, posta elettronica e poco altro) tutti i processori oggi sul mercato offrono prestazioni più che adeguate.
Per la parte grafica il nostro consiglio è di puntare sulla massima integrazione e, dove possibile, scegliere una scheda madre con un motore grafico integrato. La grafica 3D non ha ancora fatto l’ingresso nelle suite Office e un sottosistema grafico integrato garantirà la velocità in 2D di cui gli utenti aziendali hanno effettivamente bisogno.
Se siete alla ricerca della maggiore versatilità, vi basterà avere l’accortezza di scegliere una scheda che disponga anche del connettore Agp. Per quanto riguarda la memoria lo standard ormai adottato è quello Ddr, mentre il quantitativo raccomandato è di 256 MByte, più che sufficienti per lavorare con un discreto multitasking sotto Windows XP.
Poiché gli utenti aziendali salvano il loro lavoro (o almeno dovrebbero) sul server di rete, dove può essere conservato al sicuro e dove è possibile effettuarne una copia di back-up, la capacità del disco rigido di ciascuna macchina può essere ridotta al minimo. Senza essere drastici, riteniamo che qualsiasi utente dovrebbe potersi accontentare di un disco rigido dai 20 ai 30 GByte. Data la scarsità di software aziendale su supporto Dvd-Rom, il nostro consiglio è quello di adottare un normale lettore per Cd-Rom o eventualmente, per particolari postazioni, un’unità di masterizzazione.
Per ultimo, ma non meno importante, all’azienda devono essere garantiti livelli di assistenza e supporto ben superiori a quelli che sono messi a disposizione di un normale acquirente. In generale noi vi consigliamo di verificare che ci sia una garanzia minima di tre anni e per lo meno per il primo anno l’assistenza direttamente sul posto da parte di un’impresa riconosciuta (vale la pena inoltre di optare per una formula che preveda l’intervento nel giro di 24 ore, il che comporta in genere un costo extra).






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